giovedì 12 giugno 2014

Il nuovo calvario dei cristiani di Mosul - Vatican Insider

Il nuovo calvario dei cristiani di Mosul - Vatican Insider: "Le voci drammatiche dal Nord dell'Iraq dove i jihadisti dello Stato islamico e del Levante hanno preso il controllo anche di chiese antichissime. L'arcivescovo Nona, successore del martire Rahho, ucciso nel 2008: «Non abbandonerò la mia diocesi»

GIORGIO BERNARDELLI

 
 
La notizia di una chiesa in costruzione fatta saltare in aria a est di Mosul gira già sui social network. Insieme a quella  secondo cui anche il monastero di Mar Behnam - risalente al IV secolo, uno dei luoghi storici più importanti del cristianesimo assiro - si trova già da ieri nelle mani dei miliziani dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, che hanno assunto il controllo della seconda città dell'Iraq. E tanti punti interrogativi si addensano anche sulla sorte delle chiese di  Mosul stessa, abbandonate in tutta fretta dal clero e dai fedeli che nonostante tutte le sofferenze vissute dall'Iraq negli ultimi dieci anni avevano comunque sempre avuto il coraggio di rimanere.  Ora tra le centinaia di migliaia di profughi in fuga verso il Kurdistan ci sono anche loro.
 
 
Nelle notizie drammatiche che da ieri arrivano da Mosul c'è pure il dramma tutto particolare della comunità cristiana locale, alle prese con l'incubo di una milizia jihadista che conoscono bene e che ha già fatto vedere nella provincia siriana di Raqqa di che cosa sono capaci. A rendere in tutta la sua drammaticità il clima che si respira in queste ore nel Nord dell'Iraq è una mail inviata ieri sera da un religioso domenicano di Mosul al suo superiore provinciale: «Vi scrivo in una situazione critica e apocalittica - si legge nel messaggio -. La maggior parte degli abitanti della città ha già abbandonato le proprie case ed è scappata nei villaggi; dorme all'aria aperta senza nulla da mangiare e da bere. Molte migliaia di uomini armati dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante hanno attaccato Mosul negli ultimi due giorni. Hanno assassinato adulti e bambini. I corpi sono stati lasciati a centinaia nelle strade e nelle case, senza alcuna pietà. Anche l'esercito e le forze regolari hanno abbandonato la città, insieme al governatore. Dalle moschee si sente il grido: “Allah Akhbar, lunga vita allo Stato islamico”»."



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