Usa, Wsj rivela: "Trump vuole imporre tariffa del 20 per cento su auto importate" - Repubblica.it: "La stretta di Donald Trump sulle importazioni potrebbe imporsi anche all'industria automobilistica. Secondo quanto rivela il Wall Street Journal, il presidente vuole imporre una tariffa del 20% sulle auto provenienti dall'Europa e dal resto del mondo negli Stati Uniti. Trump, riferisce il quotidiano, ha avanzato la proposta durante l'incontro avuto alla Casa Bianca con i vertici dei principali costruttori d'auto mondiali. Nelle intenzioni del numero uno americano ci sarebbe anche l'intenzione di applicare alle auto importate standard sulle emissioni più duri rispetto a quelli che riguardano i costruttori americani. Nei piani del tycoon c'è l'obiettivo di produrre sul suolo americano "milioni di auto in più": nel Michigan, in Ohio e Pennsylvania e in Stati come Sud e Nord Carolina. E rivolgendosi a Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, ha detto: "È il mio preferito: ha trasferito la produzione dal Messico nel Michigan".
L'incontro alla Casa Bianca è stato convocato per parlare degli standard sulle emissioni di auto ed è l'occasione per Trump di discutere anche dell'accordo di libero scambio del Nafta, la cui rinegoziazione potrebbe avere un impatto notevole sull'industria delle quattro ruote americana. "Non ne sono un fan" chiarisce Trump che dell'abolizione del Nafta ha fatto uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. Le trattative per rivedere l'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico sono in corso, ma i tempi stringono. Lo speaker della Camera, Paul Ryan, avrebbe fissato nel 17 maggio la scadenza ultima per un'intesa: spingersi oltre non consentirebbe al Congresso a maggioranza repubblicana di esprimersi prima delle elezioni di medio termine di novembre, viste con timore dalla destra americana.
"Vedremo cosa succede per il Nafta: è stato un accordo terribile" spiega Trump.
L'industria dell'auto segue con attenzione gli sviluppi sulle trattative perchè il Nafta - firmato dall'ex presidente Bill Clinton nel 1994 - è ritenuto vitale per il settore. Secondo gli analisti infatti la possibilità di un'auto tutta 'Made in Usa' non esiste: esistono invece auto 'assemblate negli Stati Uniti' con componenti che arrivano da tutto il mondo, soprattutto dal Messico. Cancellare il Nafta potrebbe quindi avere conseguenze forti.
Sul fronte delle emissioni, Marchionne ha sottolineato che "rivisitare e valutare gli standard dell'Epa, come originariamente previsto, è la cosa giusta da fare",. Poi ha aggiunto: "Il processo - ha aggiunto - è nelle sue fasi iniziali e trarre conclusioni affrettate e ipotizzare un esito sarebbe quindi un errore. Io sono ottimista che il presidente riuscirà a trovare il modo di preservare un programma nazionale che stimoli miglioramenti continui nell'efficienza dei veicoli e al contempo ci permetta di realizzare veicoli che i nostri clienti vogliano acquistare, a prezzi a loro accessibili. Raggiungere questo risultato - ha concluso - richiede la volontà di tutte le parti di arrivare a compromessi attraverso un dialogo ponderato e basato su dati"."
L'incontro alla Casa Bianca è stato convocato per parlare degli standard sulle emissioni di auto ed è l'occasione per Trump di discutere anche dell'accordo di libero scambio del Nafta, la cui rinegoziazione potrebbe avere un impatto notevole sull'industria delle quattro ruote americana. "Non ne sono un fan" chiarisce Trump che dell'abolizione del Nafta ha fatto uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. Le trattative per rivedere l'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico sono in corso, ma i tempi stringono. Lo speaker della Camera, Paul Ryan, avrebbe fissato nel 17 maggio la scadenza ultima per un'intesa: spingersi oltre non consentirebbe al Congresso a maggioranza repubblicana di esprimersi prima delle elezioni di medio termine di novembre, viste con timore dalla destra americana.
"Vedremo cosa succede per il Nafta: è stato un accordo terribile" spiega Trump.
L'industria dell'auto segue con attenzione gli sviluppi sulle trattative perchè il Nafta - firmato dall'ex presidente Bill Clinton nel 1994 - è ritenuto vitale per il settore. Secondo gli analisti infatti la possibilità di un'auto tutta 'Made in Usa' non esiste: esistono invece auto 'assemblate negli Stati Uniti' con componenti che arrivano da tutto il mondo, soprattutto dal Messico. Cancellare il Nafta potrebbe quindi avere conseguenze forti.
Sul fronte delle emissioni, Marchionne ha sottolineato che "rivisitare e valutare gli standard dell'Epa, come originariamente previsto, è la cosa giusta da fare",. Poi ha aggiunto: "Il processo - ha aggiunto - è nelle sue fasi iniziali e trarre conclusioni affrettate e ipotizzare un esito sarebbe quindi un errore. Io sono ottimista che il presidente riuscirà a trovare il modo di preservare un programma nazionale che stimoli miglioramenti continui nell'efficienza dei veicoli e al contempo ci permetta di realizzare veicoli che i nostri clienti vogliano acquistare, a prezzi a loro accessibili. Raggiungere questo risultato - ha concluso - richiede la volontà di tutte le parti di arrivare a compromessi attraverso un dialogo ponderato e basato su dati"."
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