Terrorismo, cellule al-Nusra: blitz e arresti da Cagliari a Brescia/ Video, metodo Hawala per trasferire soldi: "Le due cellule di al Nusra fermate oggi nell'ambito di un blitz che ha avuto il suo culmine con vari arresti in tutta Italia, facevano capo a personaggi che gravitavano soprattutto nell'Europa del Nord. A quanto pare i nuovi terroristi sembrano essersi modernizzati: non più barbe lunghe e assetto minaccioso ma veri e propri uomini d'affari, come spiegano gli inquirenti, capaci di muoversi con abilità estrema e disinvoltura tra la gente, con valigette piene di contanti e macchine conta soldi. Come spiega TgLa7, il metodo usato per far arrivare il denaro nei Paesi interessati era quello dell'Hawala, una sorta di trasferimento virtuale e fiduciario di contanti sulla parola che non lascia alcuna traccia. Ovviamente per il compimento di tali operazioni i gruppi trattenevano anche cifre importanti. "I trasferimenti sono assolutamente illegali perché effettuati col sistema dell'Hawala che è un sistema fiduciario che si dipana al di fuori dei canali legali di trasferimento di denaro, quindi è un sistema da te a me attraverso un intermediario senza spostare materialmente i soldi ma accreditandolo sulla base fiduciaria", ha spiegato al Tg di La7 il colonnello a capo delle indagini. (Aggiornamento di Emanuela Longo)
SIRIANI JIHADISTI INDAGATI IN VENETO
Uno dei filoni della maxi operazione anti-terrorismo andata in porto questa mattina ha visto coinvolta la regione Veneto con ben tre indagati nel Vicentino in particolare a Gambugliano, dove è stato arrestato un immigrato tra le 20 perquisizioni messe in atto nelle ultime ore. Le Fiamme Gialle hanno individuato un’associazione a delinquere composta da dieci siriani e finalizzata al riciclaggio e all’ attività abusiva di servizi di pagamento in diversi paesi, Italia, Svezia, Ungheria e Turchia. In particolare, due di loro sono stati accusati di aver raccolto fondi all’interno della comunità islamiste jihadiste per poterli poi inviare in Siria per i foreign fighters che hanno poi circolato, purtroppo, per l’intera Europa. Anche qui andranno probabilmente a processo con accuse molto gravi che rientrano nel filone principale dell’operazione antiterrorismo, come finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva. Attenzione anche alla situazione di due imprenditori di origine siriana che sono stati perquisiti nelle loro abitazioni a San Donà di Piave e Musile di Piave, in provincia di Venezia: i due, secondo quanto si è appreso dall’Antiterrorismo della Polizia, sono indagati per riciclaggio e finanziamento di condotte con finalità di terrorismo. L’indagato di Musile, da ultimo, avrebbe anche mandato in patria qualcosa come 50mila euro in “lire siriane” atte, forse, a sostenere attività terroristiche (sospettano gli inquirenti). " SEGUE >>>
SIRIANI JIHADISTI INDAGATI IN VENETO
Uno dei filoni della maxi operazione anti-terrorismo andata in porto questa mattina ha visto coinvolta la regione Veneto con ben tre indagati nel Vicentino in particolare a Gambugliano, dove è stato arrestato un immigrato tra le 20 perquisizioni messe in atto nelle ultime ore. Le Fiamme Gialle hanno individuato un’associazione a delinquere composta da dieci siriani e finalizzata al riciclaggio e all’ attività abusiva di servizi di pagamento in diversi paesi, Italia, Svezia, Ungheria e Turchia. In particolare, due di loro sono stati accusati di aver raccolto fondi all’interno della comunità islamiste jihadiste per poterli poi inviare in Siria per i foreign fighters che hanno poi circolato, purtroppo, per l’intera Europa. Anche qui andranno probabilmente a processo con accuse molto gravi che rientrano nel filone principale dell’operazione antiterrorismo, come finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva. Attenzione anche alla situazione di due imprenditori di origine siriana che sono stati perquisiti nelle loro abitazioni a San Donà di Piave e Musile di Piave, in provincia di Venezia: i due, secondo quanto si è appreso dall’Antiterrorismo della Polizia, sono indagati per riciclaggio e finanziamento di condotte con finalità di terrorismo. L’indagato di Musile, da ultimo, avrebbe anche mandato in patria qualcosa come 50mila euro in “lire siriane” atte, forse, a sostenere attività terroristiche (sospettano gli inquirenti). " SEGUE >>>
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