sabato 5 maggio 2018

Lanciamo un altro robot verso Marte - Il Post

Lanciamo un altro robot verso Marte - Il Post: "
La NASA vuole misurare i terremoti marziani e per farlo sta per inviare verso Marte il nuovo robot InSight, che ci permetterà di scoprire nuove cose sulla sua composizione. Il lancio è previsto per sabato intorno alle 13 (ora italiana) e, se tutto filerà liscio, il sismografo arriverà su Marte il 26 novembre prossimo, dopo un viaggio interplanetario di 485 milioni di chilometri. L’arrivo su Marte sarà come sempre turbolento e complesso ed è l’incognita più grande della missione: se qualcosa andasse storto InSight si schianterebbe, rimanendo per sempre inutilizzabile e a pezzi sul suolo di Marte.

Martemoti (ehm)
InSight è più piccolo di Curiosity – il rover grande più o meno quanto un’utilitaria che esplora Marte dall’estate del 2012 – e una volta atterrato non potrà spostarsi sulla superficie. Mentre i rover come Curiosity hanno ruote o altri sistemi per muoversi, i lander come InSight sono pensati per atterrare e rimanere in un posto fisso dove compiere le loro misurazioni. InSight ha una massa di circa 360 chilogrammi e sembra un grosso sgabello con un diametro di circa 2 metri: con l’apertura dei pannelli solari laterali, che assomigliano a due grandi mensole circolari, raggiunge una larghezza massima di poco più di 6 metri.


(NASA)

InSight avrà il compito di analizzare i terremoti che secondo i ricercatori si verificano su Marte, e che finora sono stati abbastanza trascurati. Negli anni Settanta la NASA provò a rilevarli nell’ambito delle missioni Viking, ma i lander utilizzati all’epoca non avevano strumenti sensibili a sufficienza per misurare le scosse. Inoltre, i terremoti che si verificano sugli altri pianeti non sono necessariamente causati da fenomeni paragonabili a quelli terrestri, come i movimenti delle grandi placche in cui è suddivisa la crosta terrestre, che portano a forti tensioni negli strati rocciosi fino alla loro rottura. Su Marte, per esempio, si ipotizza che i terremoti siano principalmente causati dagli sbalzi di temperatura in alcuni periodi dell’anno, quando l’esposizione al Sole è inferiore. I cambiamenti fanno contrarre la crosta del pianeta, portando ai terremoti.

Perché misurare i terremoti marziani
L’analisi dei terremoti su Marte può offrire importanti informazioni sugli strati rocciosi interni del pianeta, e quindi su come si formò circa 4,5 miliardi di anni fa, più o meno nel periodo in cui si formarono gli altri pianeti rocciosi del sistema solare: Mercurio, Venere e naturalmente la Terra. Ci sono ampi indizi per ritenere che la struttura di Marte non sia molto cambiata in tutto questo tempo, a differenza di cosa è successo con la Terra. Una delle teorie più condivise è che l’evoluzione di Marte si sia fermata poco dopo il suo sviluppo (in termini astronomici). Registrando i terremoti potremmo quindi non solo ricostruire meglio la sua struttura interna, ma anche comprendere com’è fatto un pianeta roccioso poco dopo la sua formazione.


Il telescopio spaziale Hubble ha scattato questa fotografia di Marte il 12 maggio 2016, quando il pianeta si trovava a circa 80 milioni di chilometri dalla Terra: le sfumature azzurre sono sistemi nuvolosi. (Hubble / NASA)

Il modo in cui si forma un pianeta come Marte o la Terra non è ancora completamente chiaro. Sappiamo che probabilmente i pianeti rocciosi del sistema solare si svilupparono da un disco di polveri e gas che orbitava intorno al Sole. Col tempo, le polveri si ammassarono tra loro un po’ come avviene quando si crea una palla di neve, fino a formare i pianeti. Questo processo porta comunque alla formazione di pianeti molto diversi tra loro, alcuni diventano abitabili come la Terra, altri restano lande fredde e desolate come Marte e altri ancora estremamente caldi come Venere. La loro posizione rispetto alla stella intorno cui orbitano, il Sole nel nostro caso, influisce, ma altre dinamiche che avvengono all’interno del pianeta contribuiscono al risultato finale. Per questo è così importante lasciare la superficie e avventurarsi nelle profondità rocciose per capirci qualcosa.

Come funziona InSight
Lo strumento principale di InSight è un sismografo estremamente sensibile, tarato in modo da poter rilevare onde sismiche di vario tipo causate dai terremoti marziani. È contenuto all’interno di una capsula nella quale è stato ricreato il vuoto, perché l’aria potrebbe falsare le sue misurazioni. Oltre a essere il componente più importante del lander, il sismografo si è anche rivelato il più delicato e il responsabile dell’intero rinvio del viaggio di InSight verso Marte. Il lander sarebbe infatti dovuto partire un paio di anni fa, ma a pochi mesi dal lancio si scoprì che l’involucro del sismografo aveva una perdita, che avrebbe potuto compromettere le misurazioni. Non essendoci la possibilità di sistemare le cose in tempo per il periodo in cui Terra e Marte erano più vicini, si decise di rinviare tutto al 2018 attenendo un nuovo momento propizio per il lancio.


Ai ricercatori interesseranno fino a un certo punto le cause dei terremoti rilevati da InSight: il lander potrebbe infatti rilevare movimenti di vario tipo, legati per esempio a cause esterne come l’impatto di meteoriti sulla superficie marziana. Il vero interesse è per le onde sismiche, perché studiando il modo in cui si propagano è possibile studiare gli strati più profondi di Marte. Le onde si muovono a diverse velocità a seconda degli strati che attraversano, quindi è possibile farsi un’idea di quali strati rocciosi più o meno densi abbiano percorso.

Puntura marziana" SEGUE >>>


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