venerdì 25 maggio 2018

Il referendum sull'aborto in Irlanda - Il Post

Il referendum sull'aborto in Irlanda - Il Post: "Venerdì 25 maggio in Irlanda si svolgerà un referendum sull’interruzione volontaria di gravidanza, per decidere se abrogare o no l’ottavo emendamento della Costituzione – che equipara il “diritto alla vita del nascituro” al “diritto alla vita della madre” – e per decidere se dare al Parlamento il potere di introdurre una nuova legge, meno restrittiva. In Irlanda – un paese in cui la religione cattolica è molto influente e radicata e in cui il divieto di abortire è addirittura scritto nella Costituzione – l’interruzione di gravidanza è di fatto illegale in quasi tutte le circostanze, tranne nel caso in cui sia a rischio la vita della donna. Non è consentita in caso di stupro o incesto e nemmeno quando c’è una grave anomalia fetale.

I seggi saranno aperti dalle 7 del mattino alle 10 di sera e potranno votare 3,2 milioni di persone. Ai cittadini e alle cittadine verrà chiesto se abrogare o no l’articolo 40.3.3 della Costituzione (conosciuto come l’ottavo emendamento) e se sostituirlo con un nuovo articolo che permetta al parlamento irlandese di legiferare sulla questione. Se vincerà il “Sì” l’ottavo emendamento sarà eliminato, ma la legge attuale rimarrebbe in vigore fino all’approvazione di una nuova norma, la cui proposta è stata costruita attraverso un lungo percorso. Nell’ottobre del 2016 il Parlamento aveva istituito un’Assemblea di cittadini e cittadine guidata da una giudice della Corte Suprema, che aveva esaminato le questioni mediche, legali ed etiche legate all’aborto.

Dopo mesi di udienze e discussioni, l’Assemblea aveva raccomandato di garantire il diritto a interrompere la gravidanza in una serie di circostanze: quando la salute fisica o mentale della donna è a rischio, nei casi di stupro e di gravi anomalie fetali. Proponeva anche di permettere l’aborto in caso di generica anomalia fetale e per motivi socio-economici. A quel punto un comitato del Parlamento era stato incaricato di esaminare le indicazioni dell’Assemblea: aveva votato a favore dell’abrogazione dell’ottavo emendamento ma aveva rifiutato la raccomandazione di abortire per generica anomalia o per motivi socio-economici. Il comitato – e questa sarebbe la proposta del governo, se l’ottavo emendamento venisse abrogato – ha stabilito di consentire l’interruzione della gravidanza senza restrizioni fino alla dodicesima settimana e oltre la dodicesima settimana quando la vita della donna, la sua salute fisica o mentale sono a rischio o in presenza di gravi anomalie fetali. La proposta di legge prevede l’obiezione di coscienza per i medici. Tuttavia, dice che i medici obiettori saranno obbligati a indirizzare la donna incinta che vuole abortire a un altro professionista non obiettore. Se l’ottavo emendamento non sarà abrogato con il referendum tutto resterà così com’è.

La campagna contro l’abrogazione dell’ottavo emendamento è stata molto “emotiva”, basata su argomenti e immagini classiche (mistica della maternità, piedini, feti, bambini non nati) e con alcune scorrettezze: uno dei principali giornali irlandesi, l’Irish Times, ha dedicato vari articoli a smentire e a spiegare le notizie false diffuse soprattutto dai cosiddetti “anti-abortisti”. Questi ultimi, sostenuti dalla Chiesa in un paese dove al censimento del 2016 quasi l’80 per cento dei residenti si è identificato come cattolico, continuano a ripetere per esempio che votando “sì” sarà permessa l’interruzione di gravidanza fino al sesto mese di gravidanza, cioè in qualsiasi caso oltre le 24 settimane. Non è vero. Hanno poi utilizzato dei bambini con la sindrome di Down per fare propaganda (e per questo sono stati molti criticati), hanno utilizzato una canzone di Ed Sheeran interpretandola come a loro favore (e lui ha preso le distanze) e, come scrive il Guardian, hanno hanno aggirato le limitazioni decise da Google per la pubblicità online rivolta agli elettori in modo da continuare a promuovere il loro messaggio.



Il primo ministro Leo Varadkar, leader del partito di centrodestra Fine Gael, ha detto di essere a favore dell’abrogazione dell’ottavo emendamento e ha fatto campagna elettorale. Ma ha anche lasciato libertà di voto ai propri sostenitori e ai membri del suo partito.


Leo Varadkar, al centro, con il ministro della Salute Simon Harris, alla sua sinistra, Dublino, 21 aprile 2018 (Tom Honan/PA via AP))

Gli ultimi sondaggi sul referendum danno il “Sì” in vantaggio sul “No”, ma le distanze si sono ridotte nelle ultime settimane. Una ricerca pubblicata sull’Irish Times e fatta su 1.200 elettori, mostra che il 44 per cento è a favore dell’abrogazione e che il 32 per cento non lo è. La percentuale degli indecisi è però molto alta (24 per cento) e saranno probabilmente loro a influenzare il risultato finale. Altre ricerche danno percentuali e analisi molto simili." SEGUE >>>


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