martedì 8 maggio 2018

Hezbollah avanza in Libano e trascina anche i cristiani di Aoun

Hezbollah avanza in Libano e trascina anche i cristiani di Aoun: "Dopo nove anni, i Libanesi hanno votato ieri per il rinnovo del Parlamento. Cala l'affluenza, ma questo poteva essere messo nel conto, anche perché, e il discorso può￲ estendersi alla Tunisia che ha votato per le amministrative, la partecipazione mal si concilia con la crisi sociale e con venti di guerra che spirano sempre più forti in Nord Africa e nel Vicino Oriente. Ma al di là della sfiducia evidenziata dal dato dell'affluenza (49,2%, quasi sei punti meno del 54% delle elezioni del 2009. Un segno che i libanesi si sono disaffezionati a un classe dirigente incapace di dare loro delle risposte concrete e immediate) sul piano politico le elezioni legislative di ieri hanno due vincitori: Michel Aoun e Hassan Nasrallah, rispettivamente Presidente (cristiano) del Paese dei Cedri, e leader massimo di Hezbollah, il partito di Dio sciita. Due vincitori e un grande sconfitto: il premier Saad Hariri. Secondo dati consolidati, anche se non ancora ufficiali, il partito di Dio sciita assieme agli alleati avrebbe raggiunto circa 67 seggi, su un totale di 128. Il blocco che ruota attorno a Hezbollah, che dispone di una milizia armata forte di circa 40 mila combattenti, l'unica rimasta in Libano dopo la guerra civile 1975-1990, comprende l'altro partito sciita, Amal, guidato dal presidente del Parlamento Nabih Berry, e Al-Tayyar al-Watani al-Hor, il Movimento libero patriottico del presidente Michel Aoun, la più importante formazione cristiana. Il blocco è completato da candidati indipendenti, anche sunniti, e alleati minori.

Secondo il sistema politico libanese, il governo è sempre formato da un premier musulmano sunnita. Hezbollah e Amal avrebbero ottenuto 26 dei 27 seggi riservati agli sciiti. I primi risultati sono stati positivi anche per i sunniti sostenuti da Hezbollah a Beirut, Tripoli e Sidone, roccaforti del Movimento Futuro del primo ministro, il sunnita Saad Hariri. I vincitori sostenuti da Hezbollah includono Jamil al-Sayyed, un generale sciita in pensione ed ex capo dell'intelligence libanese che, secondo i risultati non ufficiali, è uno stretto amico del presidente siriano Bashar al-Assad ed è stato uno dei più potenti figure in Libano durante i 15 anni di dominazione siriana seguita alla guerra civile. Hezbollah ha perso terreno in una delle sue roccaforti, la circoscrizione elettorale di Baalbek-Hermel. Due dei dieci seggi sono stati conquistati dagli avversari, uno da Futuro, il partito di Hariri, e l'altro dalle Forze Libanesi. E infatti molto bene è andato anche il partito cristiano maronita Forze Libanesi, che avrebbe quasi raddoppiato il suo consenso passando da 8 a 15 parlamentari.

Certo è che il potere di Hezbollah esce rafforzato dal voto, forte della popolarità acquisita tra la popolazione sciita dopo la guerra condotta in Siria per anni al fianco del presidente Bashar al-Assad. E soprattutto in vista di un sempre temuto nuovo scontro con Israele, evocato ancora una volta ieri dal premier Benyamin Netanyahu. Nel tardo pomeriggio, prende la parola il "grande sconfitto": Saad Hariri. Il Movimento Futuro, ha ottenuto 21 dei 128 seggi in Parlamento, rispetto a 33 della precedente legislatura, un terzo in meno. . "Secondo I risultati dello scrutinio, il Movimento Futuro ha conquistato 21 seggi" annuncia Hariri, nel corso della conferenza stampa alla "Maison du Centre", nel cuore di Beirut. "Avremmo potuto ottenere tre o quattro seggi in più - aggiunge Hariri - ma non è la fine del mondo". La fine del mondo certamente no, ma una sconfitta politica significativa, è altrettanto certo. Anche perch←, poche ore dopo l'uscita pubblica di Hariri, a prendere la parola è Hassan Nasrallah. A precederlo, erano stati i clacson festanti delle auto dei sostenitori di Hezbollah che hanno attraversato i quartieri sciiti di Beirut e di Tripoli.

Non usa giri di parole, il capo indiscusso del Partito di Dio, per autoproclamare Hezbollah il grande vincitore delle elezioni. Lo fa parlando in diretta televisiva ad Al Manar, la tv del partito di Dio. "I risultati parlano chiaro - afferma Nasrallah - e indicano la grande vittoria del nostro partito e dei suoi alleati". "Si è trattato di una grande vittoria morale e politica per il campo della resistenza", ha insistito il segretario generale del partito di Dio, senza tuttavia indicare il numero dei seggi conquistati da Hezbollah e dai suoi alleati. Ma Nasrallah non dimentica di riconoscere il merito dei suoi alleati e, soprattutto, cerca di vestire i panni di un leader nazionale, attento a preservare l'unità del Paese. "Il voto - sottolinea - ha rappresentato un grande successo nazionale, dopo nove anni senza elezioni, in ragione delle proroghe del mandato dei parlamentari, indipendentemente dai limiti e dalle critiche che riguardano la nuova legge elettorale". Il passaggio più importante, per le sue proiezioni future, è quello conclusivo. "Si è trattato - dice il leader di Hezbollah - di un successo per il presidente Michel Aoun, il governo attuale, tutte le forze politiche e il popolo libanese"." SEGUE >>>

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