Zuckerberg, Facebook vince primo round al Congresso Usa/ Cambridge Analytica si difende, “nessun hackeraggio”: "Cambridge Analytica risponde a tono alle accuse e difese che Mark Zuckerberg ha mostrato ieri sera al Senato nell’udienza “vinta ai punti” dal fondatore del social network più noto al mondo. In un memoriale pubblicato questa mattina, la difesa della società da cui è nato l’intero scandalo Facebook, si articola in dieci lunghi punti: «Non abbiamo hackerato Facebook nè infranto le leggi, non abbiamo influenzato il referendum sulla Brexit, raccogliamo dati solo con il consenso informato, stiamo conducendo un'indagine indipendente per dimostrare che non possediamo alcun dato, condivideremo i risultati di questa indagine non appena li riceveremo». La società americana ha spiegato di aver dato in licenza alla società di ricerca Gsr(General Science Research) che li ha ottenuti «legalmente tramite uno strumento fornito da Facebook. Centinaia di aziende di dati hanno utilizzato i dati di Facebook in modo simile», spiega ancora il memoriale di Cambridge. Intanto il 33enne padre di Facebook medita sui prossimi passi da fare e sulle risposte da “contestualizzare” che ieri invece ha glissato provocando non poche irritazioni alla Casa Bianca e al Congresso americano. Oggi è pronta la seconda parte della maratona con l’intervento nella serata italiana davanti alla Commissione Energia e Commercio della Camera. (agg. di Niccolò Magnani)
TITOLO VOLA IN BORSA DOPO L’UDIENZA AL SENATO
Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ieri si è presentato di fronte al Congresso Usa per rispondere alla domande sullo scandalo dati e sull’attività di Cambridge Analytica, rea di aver manipolato i dati degli utenti del noto social network per influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016. E, dopo giorni di rosso, il titolo in borsa è tornato a sorridere: guadagnato il 4,5 per cento, il miglior risultato degli ultimi due anni. Un indice importante per Mark Zuckerberg, con gli investitori che hanno dimostrato fiducia nella linea seguita dall’amministratore delegato della società, come sottolinea Il Sole 24 Ore. Terminato il primo round, Zuckerberg parteciperà a una seconda audizione in programma questa volta alla Camera dei Rappresentanti. Un nuovo confronto, con il CEO del più popolare social network che ha dimostrato di poter affrontare in maniera ottima un interrogatorio ‘istituzionale’. (Agg. Massimo Balsamo)
"PIU' REGOLE PER TUTELARE UTENZA"
Facebook, Zuckerberg al Congresso Usa: è durata cinque ore l’audizione dell’amministratore delegato del più popolare social network al mondo al Senato americano. Iniziata alle 14.30 ora locale, si è conclusa alle 19.30: Mark Zuckerberg è stato sottoposto a una serie di domande, accuse e critiche sull’ormai famoso scandalo dati, con la violazione della privacy degli utenti e la manipolazione delle fake news a scopi politico-elettorali. I senatori del Congresso americano hanno sottolineato a più riprese la necessità di introdurre nuove normative e supervisioni, con Zuckerberg che, dopo aver ribadito le sue scuse, ha commentato: “Non è sufficiente costruire nuovi strumenti: dobbiamo assicurarci che vengano utilizzati per fini giusti. Ciò significa che dobbiamo avere un atteggiamento più attivo nel pattugliare il nostro ecosistema”. E non ha esclusa l’introduzione di nuove norme: “Non sono contrario a normative giuste: il dibattivo deve essere fatto su quali regole servano, non tra posizioni pro o contro regole”.
FACEBOOK, ZUCKERBERG AL CONGRESSO USA
Dopo l’iniziale tensione, Mark Zuckerberg con il passare delle ore si è mostrato più a suo agio di fronte alle domande dei senatori americani, anche se non sempre ha soddisfatto le richieste. tra “le farò sapere” e inesattezze, è riuscito a divincolarsi sotto ‘il fuoco’ del Congresso. Una sorta di lungo interrogatorio in cui, come sottolinea Il Sole 24 Ore, l’impianto accusatorio è sembrato troppo debole per mettere in crisi la galassia Facebook. Il fulcro è legato alla gestione della privacy, senza però andare a toccare un punto molto delicato come la trasparenza dell’algoritmo di Facebook. Un altro tema molto importante è legato all’irreversibilità dei dati, con il CEO Zuckerberg che ha latitato di fronte alla domanda: “Per quanto tempo Facebook mantiene i tuoi dati dopo aver eliminato l’account”. L’amministratore delegato del social network ha commentato: “So che cerchiamo di eliminarli il più rapidamente possibile”, il che non sempre basta…"
TITOLO VOLA IN BORSA DOPO L’UDIENZA AL SENATO
Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ieri si è presentato di fronte al Congresso Usa per rispondere alla domande sullo scandalo dati e sull’attività di Cambridge Analytica, rea di aver manipolato i dati degli utenti del noto social network per influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016. E, dopo giorni di rosso, il titolo in borsa è tornato a sorridere: guadagnato il 4,5 per cento, il miglior risultato degli ultimi due anni. Un indice importante per Mark Zuckerberg, con gli investitori che hanno dimostrato fiducia nella linea seguita dall’amministratore delegato della società, come sottolinea Il Sole 24 Ore. Terminato il primo round, Zuckerberg parteciperà a una seconda audizione in programma questa volta alla Camera dei Rappresentanti. Un nuovo confronto, con il CEO del più popolare social network che ha dimostrato di poter affrontare in maniera ottima un interrogatorio ‘istituzionale’. (Agg. Massimo Balsamo)
"PIU' REGOLE PER TUTELARE UTENZA"
Facebook, Zuckerberg al Congresso Usa: è durata cinque ore l’audizione dell’amministratore delegato del più popolare social network al mondo al Senato americano. Iniziata alle 14.30 ora locale, si è conclusa alle 19.30: Mark Zuckerberg è stato sottoposto a una serie di domande, accuse e critiche sull’ormai famoso scandalo dati, con la violazione della privacy degli utenti e la manipolazione delle fake news a scopi politico-elettorali. I senatori del Congresso americano hanno sottolineato a più riprese la necessità di introdurre nuove normative e supervisioni, con Zuckerberg che, dopo aver ribadito le sue scuse, ha commentato: “Non è sufficiente costruire nuovi strumenti: dobbiamo assicurarci che vengano utilizzati per fini giusti. Ciò significa che dobbiamo avere un atteggiamento più attivo nel pattugliare il nostro ecosistema”. E non ha esclusa l’introduzione di nuove norme: “Non sono contrario a normative giuste: il dibattivo deve essere fatto su quali regole servano, non tra posizioni pro o contro regole”.
FACEBOOK, ZUCKERBERG AL CONGRESSO USA
Dopo l’iniziale tensione, Mark Zuckerberg con il passare delle ore si è mostrato più a suo agio di fronte alle domande dei senatori americani, anche se non sempre ha soddisfatto le richieste. tra “le farò sapere” e inesattezze, è riuscito a divincolarsi sotto ‘il fuoco’ del Congresso. Una sorta di lungo interrogatorio in cui, come sottolinea Il Sole 24 Ore, l’impianto accusatorio è sembrato troppo debole per mettere in crisi la galassia Facebook. Il fulcro è legato alla gestione della privacy, senza però andare a toccare un punto molto delicato come la trasparenza dell’algoritmo di Facebook. Un altro tema molto importante è legato all’irreversibilità dei dati, con il CEO Zuckerberg che ha latitato di fronte alla domanda: “Per quanto tempo Facebook mantiene i tuoi dati dopo aver eliminato l’account”. L’amministratore delegato del social network ha commentato: “So che cerchiamo di eliminarli il più rapidamente possibile”, il che non sempre basta…"
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