SIRIA, “RAID ISRAELE SU BASE MILITARE HOMS”/ Attacco chimico in Ghuta, Russia a Trump: “no tracce cloro”: "Sembrano sempre meno implicate tra loro le due azioni avvenute in Siria nelle ultime 48 ore: l’attacco chimico nella Ghuota est alle porte di Damasco pare essere di paternità di Assad (che però smentisce l’uso di bombe al cloro, ndr) mentre i raid missilistici sulla base siriana di Homs potrebbero non essere una risposta diretta degli Usa o di Israele contro il governo di Damasco come “punizione” per quanto avvenuto nella città dei ribelli di Duma. Al momento non si hanno certezze granitiche ma l’unica altra volta in cui fu compiuta dagli Usa un’azione del genere - era l’aprile 2017 e Trump mandò dei missili contro un base siriana (avvertendo prima i russi di allontanarsi dalla zona) - venne poi rivendicata e anzi venne riempito di elogi dalla comunità internazionale per aver attaccato Damasco dopo un presunto attacco chimico contro civili. Questa volta Trump ha subito detto di non c’entrare nulla con il raid e nello stesso momento il Cremlino ha avanzato l’accusa contro l’esercito israeliano che potrebbe aver così continuato la sua azione di offensiva contro le forze iraniane-siriane, non la prima durante questi lunghi anni di guerra in Siria. Alleato degli Usa, Tel Aviv è intervenuto in più di un’occasione per finanziare «gruppi siriani ribelli al di là del suo confine per assicurarsi che i territori sotto il loro controllo non venissero conquistati dallo Stato Islamico (o ISIS) e soprattutto delle milizie sciite vicine all’Iran», spiega il Post ricostruendo l’intero “mistero” sui raid a Homs. Nel frattempo torna a parlare il presidente Usa e sul caso della Ghuta rilancia «verranno prese importanti decisioni nelle prossime 24-48 ore dopo le atrocità intollerabili accadute a Douma», come sempre scrivendolo su Twitter e lasciando non pochi dubbi su cosa potrebbe avere in mente la Casa Bianca. Da ultimo, il governo di Vladimir Putin manda un altro messaggio a Trump e a tutto l'Occidente: «non abbiamo trovato tracce di cloro o di altre sostanze chimiche usate contro i civili», spiega il ministro degli Esteri Lavrov. (agg. di Niccolò Magnani)
RAID HOMS, USA: “NON SIAMO STATI NOI”
Gli Stati Uniti d’America smentiscono ogni possibile coinvolgimento nel raid avvenuto stamane contro la base siriana governativa ad Homs: nonostante le accuse del governo di Damasco e del Cremlino, il Pentagono rilancia «nessun attacco aereo sulla Siria coinvolge gli Stati Uniti. Seguiamo la situazione da vicino», mentre qualche ora prima James Mattis (segretario alla Difesa Usa) aveva spiegato di «non escludere nulla rispetto all’ipotesi di un’azione militare contro il regime di Assad» dopo il presunto attacco chimico a Duma. Putin prosegue nel sostenere che i caccia di Israele avrebbero attaccato, su probabile asse comune con gli States, la base di Homs uccidendo anche alcuni soldati iraniani presenti. Stamane Putin ha sentito al telefono Erdogan dopo il vertice avvenuto la scorsa settimana con il presidente iraniano Hassan Rohani ed è molto probabile che possano aver trattato tanto la vicenda del raid quanto il presunto attacco al cloro nella città dei ribelli anti-Assad. Gli Stati Uniti di Trump nel frattempo attendono l’insediamento ufficiale di John Bolton, fedelissimo del Presidente, al posto del generale McMaster come nuovo consigliere alla sicurezza nazionale: sarà interessante vedere i primi decreti e prese di posizione rispetto alla intricatissima vicenda in Medio Oriente, dalla Siria fino all’Iran e ovviamente nei rapporti con israele. (agg. di Niccolò Magnani)
RAID CONTRO BASE SIRIANA: RISPOSTA ALL’ATTACCO DI DUMA?
Potrebbe essere la prima reazione e risposta al durissimo attacco probabilmente chimico (ma ancora non ci sono le conferme, lo ribadiamo) avvenuto ieri a Duma: si tratta dei missili lanciati contro una base siriana ad Homs che subito fanno pensare ad una possibile controffensiva dell’Occidente contro il regime di Assad e i suoi alleati iraniani. Stando ai media siriani, sono circa 12 le vittime nel raid missilistico contro la base T-4 con alcuni morti anche tra l’esercito iraniano. Poche ore fa c’era stata la condanna di Usa e Francia all’attacco siriano nella Ghouta est e avevano promesso una dura reazione contro Assad: immediato il pensiero che quesi missili possano essere di origine americana, anche se Damasco assieme al governo alleato di Vladimir Putin vedono una possibile altra origine (anch’essa comunque alleata di Trump, ndr). «Sono stati due aerei F-15 israeliani che avrebbero lanciato otto missili guidati partiti dal Libano», spiegano fonti russe riportate dal Sole 24 ore. Israele e gli Stati Uniti, resi dai media siriani e iraniani come i possibili responsabili di una “vendetta” dopo l’attacco chimico di Duma, dove Assad e Teheran si dicono del tutto innocenti. Il caos internazionale è servito, con la Germania che tramite un portavoce del governo Merkel fa sapere «ferma condanna del presunto attacco chimico», dimostrando come l’Occidente abbia preso una parte piuttosto decisa nella contesa, del tutto contro il governo siriano di Bashar al-Assad. (agg. di Niccolò Magnani)
CONDANNA USA-FRANCIA CONTRO ASSAD" SEGUE >>>
RAID HOMS, USA: “NON SIAMO STATI NOI”
Gli Stati Uniti d’America smentiscono ogni possibile coinvolgimento nel raid avvenuto stamane contro la base siriana governativa ad Homs: nonostante le accuse del governo di Damasco e del Cremlino, il Pentagono rilancia «nessun attacco aereo sulla Siria coinvolge gli Stati Uniti. Seguiamo la situazione da vicino», mentre qualche ora prima James Mattis (segretario alla Difesa Usa) aveva spiegato di «non escludere nulla rispetto all’ipotesi di un’azione militare contro il regime di Assad» dopo il presunto attacco chimico a Duma. Putin prosegue nel sostenere che i caccia di Israele avrebbero attaccato, su probabile asse comune con gli States, la base di Homs uccidendo anche alcuni soldati iraniani presenti. Stamane Putin ha sentito al telefono Erdogan dopo il vertice avvenuto la scorsa settimana con il presidente iraniano Hassan Rohani ed è molto probabile che possano aver trattato tanto la vicenda del raid quanto il presunto attacco al cloro nella città dei ribelli anti-Assad. Gli Stati Uniti di Trump nel frattempo attendono l’insediamento ufficiale di John Bolton, fedelissimo del Presidente, al posto del generale McMaster come nuovo consigliere alla sicurezza nazionale: sarà interessante vedere i primi decreti e prese di posizione rispetto alla intricatissima vicenda in Medio Oriente, dalla Siria fino all’Iran e ovviamente nei rapporti con israele. (agg. di Niccolò Magnani)
RAID CONTRO BASE SIRIANA: RISPOSTA ALL’ATTACCO DI DUMA?
Potrebbe essere la prima reazione e risposta al durissimo attacco probabilmente chimico (ma ancora non ci sono le conferme, lo ribadiamo) avvenuto ieri a Duma: si tratta dei missili lanciati contro una base siriana ad Homs che subito fanno pensare ad una possibile controffensiva dell’Occidente contro il regime di Assad e i suoi alleati iraniani. Stando ai media siriani, sono circa 12 le vittime nel raid missilistico contro la base T-4 con alcuni morti anche tra l’esercito iraniano. Poche ore fa c’era stata la condanna di Usa e Francia all’attacco siriano nella Ghouta est e avevano promesso una dura reazione contro Assad: immediato il pensiero che quesi missili possano essere di origine americana, anche se Damasco assieme al governo alleato di Vladimir Putin vedono una possibile altra origine (anch’essa comunque alleata di Trump, ndr). «Sono stati due aerei F-15 israeliani che avrebbero lanciato otto missili guidati partiti dal Libano», spiegano fonti russe riportate dal Sole 24 ore. Israele e gli Stati Uniti, resi dai media siriani e iraniani come i possibili responsabili di una “vendetta” dopo l’attacco chimico di Duma, dove Assad e Teheran si dicono del tutto innocenti. Il caos internazionale è servito, con la Germania che tramite un portavoce del governo Merkel fa sapere «ferma condanna del presunto attacco chimico», dimostrando come l’Occidente abbia preso una parte piuttosto decisa nella contesa, del tutto contro il governo siriano di Bashar al-Assad. (agg. di Niccolò Magnani)
CONDANNA USA-FRANCIA CONTRO ASSAD" SEGUE >>>
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