Siria, Papa Francesco: «Prevalga la pace, mi appello a tutti i leader» - Corriere.it: "CITTÀ DEL VATICANO Qualche giorno fa, a proposito della Siria, aveva evocato «le grandi ore oscure dell’umanità in ogni epoca». Ed ora, all’indomani dell’operazione militare di americani, britannici e francesi, Francesco si affaccia alla finestra del Palazzo apostolico e dopo la preghiera del Regina Coeli sillaba: «Sono profondamente turbato dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace».
La telefonata col patriarca russo
Concordare un'azione comune per la pace. La Santa Sede ha sempre sostenuto lo strumento del negoziato e un approccio «multilaterale» alle crisi: niente armi né iniziative unilaterali. Lo disse per l’Iraq e le Guerra del Golfo, lo ripete da sette anni per la Siria. Sabato aveva parlato al telefono con il patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa: un dialogo, ha spiegatolo stesso patriarca, per «fermare lo spargimento di sangue in Siria», perché «i cristiani non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene in Siria».
Il negoziato
Già l’8 aprile, mentre si moltiplicavano informazioni su un attacco chimico dell’esercito di Assad a Duma, Francesco aveva detto al Regina Coeli: «Giungono dalla Siria notizie terribili, di bombardamenti con decine di vittime di cui molte sono donne e bambini, notizie di tante persone colpite da effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe». E aveva spiegato: «Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato. La sola che può portare alla pace»."
La telefonata col patriarca russo
Concordare un'azione comune per la pace. La Santa Sede ha sempre sostenuto lo strumento del negoziato e un approccio «multilaterale» alle crisi: niente armi né iniziative unilaterali. Lo disse per l’Iraq e le Guerra del Golfo, lo ripete da sette anni per la Siria. Sabato aveva parlato al telefono con il patriarca di Mosca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa: un dialogo, ha spiegatolo stesso patriarca, per «fermare lo spargimento di sangue in Siria», perché «i cristiani non possono rimanere indifferenti di fronte a ciò che avviene in Siria».
Il negoziato
Già l’8 aprile, mentre si moltiplicavano informazioni su un attacco chimico dell’esercito di Assad a Duma, Francesco aveva detto al Regina Coeli: «Giungono dalla Siria notizie terribili, di bombardamenti con decine di vittime di cui molte sono donne e bambini, notizie di tante persone colpite da effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe». E aveva spiegato: «Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato. La sola che può portare alla pace»."
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