Siria, missili su basi militari ad Aleppo e Hama: almeno 38 morti - Repubblica.it: "
Militari siriani in una foto d'archivio (ansa)
DAMASCO - Alcune esplosioni hanno colpito nella notte di domenica due depositi di armi dell’esercito siriano nelle province di Aleppo e Hama. La tv siriana ha attribuito le esplosioni a lanci di missili di forze «britanniche e americane in Giordania», mentre altri siti di informazione siriani vicini al governo Assad parlano di «attacco israeliano». Al momento non è chiaro come si sia svolto effettivamente l’attacco e soprattutto chi sia l’autore. Ma una cosa è certa: nell’attacco sono stati uccisi almeno 38 soldati, di cui una ventina di siriani e 18 iraniani. La notizia della morte dei soldati iraniani (probabilmente dei pasdaran del corpo delle guardie della rivoluzione islamica) è un segnale della possibile, pericolosa escalation che questo nuovo episodio in Siria potrebbe innescare.
Una fonte della sicurezza siriana ha spiegato alla tv che «un deposito di armi della 47esima brigata dell'esercito siriano è stato attaccato a Nahar al Bard, a circa 60 chilometri a nord ovest di Hama», una base in cui sono stanziate le truppe iraniane.
Di conseguenza si sono verificate esplosioni potenti e grandi incendi». L’altro obiettivo colpito secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, è una base vicino all’aeroporto di Aleppo.
Domenica il presidente americano Donald Trump aveva parlato al telefono con il premier israeliano Bibi Netanyahu, che aveva incontrato il nuovo segretario di Stato Mike Pompeo nella sua prima missione in Medio Oriente. Netanyahu sia nella telefonata con Trump che nell’incontro con Pompeo ha ripetuto le accuse che Israele lancia ormai da mesi contro l’Iran per la sua espansione militare in Siria.
E sempre domenica il ministro della Difesa di Israele Avi Lieberman ha ripetuto che «Israele manterrà la sua libertà di azione in Siria», come dire che il governo di Gerusalemme ha intenzione di continuare ad attaccare le installazioni militari iraniane in Siria per evitare che l’Iran costituisca una presenza militare in pianta stabile nel paese arabo confinante con Israele. Per Lieberman «Israele non ha intenzione di attaccare la presenza della Russia in Siria e non vogliamo interferire nelle vicende interne della Siria, ma se qualcuno crede che sia possibile lanciare missili o far partire attacchi dalla Siria contro di noi sappia che senza alcun dubbio noi risponderemo con tutta la forza possibile».
L’attacco di Domenica notte e le nuove minacce israeliane all’Iran arrivano soltanto un mese dopo il blitz aereo di Israele contro la base “T4” in cui vennero uccisi diversi soldati iraniani. L’attacco
ha portato il governo russo a lasciar filtrare nuovi segnali sulla sua intenzione di dotare il governo siriano di batterie di missili anti-aerei S300, capaci di ridurre di molto la possibilità di Israele di volare liberamente sui cieli siriani"
Militari siriani in una foto d'archivio (ansa)
DAMASCO - Alcune esplosioni hanno colpito nella notte di domenica due depositi di armi dell’esercito siriano nelle province di Aleppo e Hama. La tv siriana ha attribuito le esplosioni a lanci di missili di forze «britanniche e americane in Giordania», mentre altri siti di informazione siriani vicini al governo Assad parlano di «attacco israeliano». Al momento non è chiaro come si sia svolto effettivamente l’attacco e soprattutto chi sia l’autore. Ma una cosa è certa: nell’attacco sono stati uccisi almeno 38 soldati, di cui una ventina di siriani e 18 iraniani. La notizia della morte dei soldati iraniani (probabilmente dei pasdaran del corpo delle guardie della rivoluzione islamica) è un segnale della possibile, pericolosa escalation che questo nuovo episodio in Siria potrebbe innescare.
Una fonte della sicurezza siriana ha spiegato alla tv che «un deposito di armi della 47esima brigata dell'esercito siriano è stato attaccato a Nahar al Bard, a circa 60 chilometri a nord ovest di Hama», una base in cui sono stanziate le truppe iraniane.
Di conseguenza si sono verificate esplosioni potenti e grandi incendi». L’altro obiettivo colpito secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, è una base vicino all’aeroporto di Aleppo.
Domenica il presidente americano Donald Trump aveva parlato al telefono con il premier israeliano Bibi Netanyahu, che aveva incontrato il nuovo segretario di Stato Mike Pompeo nella sua prima missione in Medio Oriente. Netanyahu sia nella telefonata con Trump che nell’incontro con Pompeo ha ripetuto le accuse che Israele lancia ormai da mesi contro l’Iran per la sua espansione militare in Siria.
E sempre domenica il ministro della Difesa di Israele Avi Lieberman ha ripetuto che «Israele manterrà la sua libertà di azione in Siria», come dire che il governo di Gerusalemme ha intenzione di continuare ad attaccare le installazioni militari iraniane in Siria per evitare che l’Iran costituisca una presenza militare in pianta stabile nel paese arabo confinante con Israele. Per Lieberman «Israele non ha intenzione di attaccare la presenza della Russia in Siria e non vogliamo interferire nelle vicende interne della Siria, ma se qualcuno crede che sia possibile lanciare missili o far partire attacchi dalla Siria contro di noi sappia che senza alcun dubbio noi risponderemo con tutta la forza possibile».
L’attacco di Domenica notte e le nuove minacce israeliane all’Iran arrivano soltanto un mese dopo il blitz aereo di Israele contro la base “T4” in cui vennero uccisi diversi soldati iraniani. L’attacco
ha portato il governo russo a lasciar filtrare nuovi segnali sulla sua intenzione di dotare il governo siriano di batterie di missili anti-aerei S300, capaci di ridurre di molto la possibilità di Israele di volare liberamente sui cieli siriani"
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