giovedì 12 aprile 2018

Siria, Gentiloni: "L'Italia non parteciperà ad azioni militari". Macron: "Abbiamo prove su uso gas" - Repubblica.it

Siria, Gentiloni: "L'Italia non parteciperà ad azioni militari". Macron: "Abbiamo prove su uso gas" - Repubblica.it: "Non si arrestano gli scontri sulla Siria fra Usa e Russia, e al botta e risposta si unisce la Francia, schierandosi accanto a Donald Trump. In un clima di tensioni sempre più acute è intervenuto a Palazzo Chigi il premier Paolo Gentiloni, con una ferma decisione: "L'Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria".

In base agli accordi internazionali e bilaterali, l'Italia continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a  garantirne la sicurezza e la protezione. Ma non parteciperà agli scontri "Una soluzione stabile e duratura per la Siria potrà venire lavorando per la pace e dando spazio alle Nazioni Unite, a Staffan de Mistura e ai tavoli negoziali perchè non si perda la speranza" ha dichiarato il premier dopo il colloquio con i ministri degli Esteri e della Difesa. Gentiloni ha poi parlato al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel, informandola sulla decisione presa.

A invocare la pace è stata la Svezia, che nel pomeriggio ha fatto circolare una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il documento sarà presentato e discusso da Olof Skoog, ambasciatore del Paese baltico, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite in una riunione a porte chiuse.

Ieri sull'argomento Siria era intervenuto il presidente francese Emmanuel Macron, in un'intervista a Tf1. "Abbiamo le prove che armi chimiche, quanto meno cloro, sono state utilizzate dal governo di Bashar al-Assad. Uno degli obiettivi in Siria è annullare le capacità di attacco chimico del regime siriano". Il presidente ha poi sottolineato che vi saranno "delle decisioni da prendere nei tempi desiderati, quando questo sarà più utile e più efficace".

I "tempi desiderati" per ora non sono chiari. Ci ha tenuto a ribadirlo Donald Trump con un tweet: "Non ho mai detto quando avremmo attaccato. Potrebbe essere molto presto o non così presto! E comunque la mia amministrazione ha fatto un gran lavoro nel liberare la regione dall'Isis. Dov'è il nostro 'Grazie America?'"

L'avvertimento di un'imminente attacco alla Siria è stato lanciato ieri da un tweet di Trump alla Russia, in seguito al sospetto di un attacco chimico a Douma, nella Ghouta orientale, che ha provocato almeno 100 morti e mille feriti. La minaccia twittata da Trump: "La Russia giura di abbattere tutti i missili sparati sulla Siria. Preparati Russia perché arriveranno, belli e nuovi e 'intelligenti!' Non dovresti essere alleata di un animale che si diverte a uccidere il suo popolo!", ha provocato la dura e immediata replica del Cremlino su Facebook, tramite la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova: "I missili 'intelligenti' dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo" della Siria "che lotta da molti anni contro il terrorismo internazionale sul suo territorio".

La possibilità che i due presidenti si parlino sembra abbastanza remota nonostante l'intervento del portavoce di Mosca, Dmitry Peskov, che ci ha tenuto a dichiarare che "il canale di comunicazione tra i due Paesi in vista dell'attacco americano è attivo, anche se non è in programma - ha aggiunto - un colloquio telefonico tra Putin e Trump."

Nel Mediterraneo orientale c'è un grande movimento di navi da guerra e aerei che trasportano carburante e munizioni nelle basi. La Russia ha spostato quasi tutte le sue navi militari che erano ormeggiate nel porto siriano di Tartus. Lo mostrano bene le immagini delle banchine di Tartus prima e dopo la partenza delle navi russe postate su Twitter da ImageSat International.

La nave da guerra americana Donald Cook, secondo quanto riportato dal quotidiano turco Hurriyet, ha lasciato invece il porto cipriota di Larnaca, per avvicinarsi alle acque territoriali siriane. Sarebbe arrivata a circa 100 chilometri dal porto siriano di Tartus, dove c'è una base della marina militare russa.

A breve si riunirà iI Consiglio di sicurezza nazionale americano per discutere della risposta al presunto raid chimico. Lo ha anticipato la portavoce della casa Bianca Sarah Sanders. precisando che  "diverse opzioni sono sul tavolo" del presidente e che ancora non ne è stata scelta una. Grande fermento anche in Europa.

La premier Theresa May presiederà una riunione del suo governo per valutare tempi e modalità dell'intervento. Il leader francese ha già chiesto al capo di Stato Maggiore, François Lecointre, di preparare i piani di guerra, con ipotesi di raid aerei da basi francesi o da quelle in Giordania ed Emirati Arabi Uniti. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha invece fatto sapere che non intende prendere parte all'attacco pur sostenendo "l'inaccettabilità dell'uso di armi chimiche.

In Siria il regime di Bashar al-Assad ha innalzato la bandiera governativa nella città di Douma, ultima roccaforte ribelle nell'enclave orientale di Ghouta, conquistando l'intera area. "Un evento importante per la storia della Repubblica araba di Siria si è verificato oggi: la bandiera del governo siriano è stata issata su un edificio nella città di Douma e segna il controllo di questo località e quindi della Ghouta orientale nella sua interezza", ha detto il "SEGUE >>>


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