Nicaragua, scontri tra manifestanti e polizia: 25 morti - Repubblica.it: "MANAGUA - Almeno 25 morti, 67 feriti e 43 dispersi: è il bilancio di cinque giorni di proteste in Nicaragua. A scatenare la rivolta, la riforma pensionistica proposta dal presidente Daniel Ortega - il leader del Parito sandinista in carica dal 2007 - che prevede l'aumento dei contributi per i lavoratori e assegni pensionistici più magri. Gli scontri, iniziati mercoledì scorso, si sono concentrati nella capitale Managua e nei centri vicini: i manifestanti hanno tirato pietre e appiccato incendi e la polizia ha risposto con proiettile di gomma e gas lacrimogeni. Venti persone sono state arrestate. La maggior parte delle vittime presenta ferite da arma da fuoco.
Un episodio in particolare ha testimoniato la violenza degli scontri: la morte in diretta di Angel Gahona, giornalista che stava documentando le proteste. Il reporter si trovava a Bluefields, sulla costa caraibica meridionale, e mentre filmava con il cellulare - era in diretta Facebook - l'assalto a un bancomat, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. Le ultime, drammatiche immagini, mostrano Gahona cadere a terra e perdere sangue dalla testa, mentre qualcuno cerca di soccorrerlo. Ancora non è chiaro se a colpire il reporter siano stati proiettili della polizia o dei manifestanti.
Il governo continua a difendere la riforma previdenziale, sottolineando che è necessaria per pareggiare il bilancio. Il presidente Ortega è apparso in televisione e ha dichiarato di essere disposto a negoziare in modo che "non ci sia più terrore per le famiglie nicaraguensi". Accanto a lui, la vicepresidente e portavoce del governo, sua moglie Rosario Murillo, che ha definito le proteste "crudeli" e ha aggiunto che "le proposte non sono chiuse, ma siamo aperti a discuterne". I due, tuttavia, hanno ribadito che al tavolo dei negoziati siederanno solo gli imprenditori, scatenando ulteriormente la rabbia di pensionati e studenti, accusati dal governo di esseri pedine di altri partiti politici. "Siamo fermi, non ci stancheranno, qui daremo il massimo fino a quando il governo capirà che non può continuare a fare tutto ciò che gli pare" ha commentato all'Associated Press Lombardo Ruiz Picado, capo di un gruppo di manifestanti studenti che a Managua hanno occupato l'Università Politecnica del Nicaragua.
L'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per la violenza e ha invitato le autorità nicaraguensi a fermare ulteriori attacchi contro i manifestanti e i mezzi di informazione. E anche la Conferenza dei vescovi cattolici in Nicaragua ha condannato la repressione appellandosi al buonsenso del governo. "Una decisione unilaterale comporta sempre instabilità sociale - si legge nella nota trasmessa - La rettifica delle decisioni è un segno dell'umanità, l'ascolto è la via della ragione, cercare la pace a tutti i costi è saggezza".
In mattinata, è arrivato il commento di Papa Francesco. "Sono preoccupato per quanto sta accadendo in questi giorni in Nicaragua, dove, in seguito a una protesta sociale, si sono verificati scontri, che hanno causato anche alcune vittime - ha detto il pontefice durante
il Regina Coeli - Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a quell'amato Paese e mi unisco ai Vescovi nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità"
Un episodio in particolare ha testimoniato la violenza degli scontri: la morte in diretta di Angel Gahona, giornalista che stava documentando le proteste. Il reporter si trovava a Bluefields, sulla costa caraibica meridionale, e mentre filmava con il cellulare - era in diretta Facebook - l'assalto a un bancomat, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. Le ultime, drammatiche immagini, mostrano Gahona cadere a terra e perdere sangue dalla testa, mentre qualcuno cerca di soccorrerlo. Ancora non è chiaro se a colpire il reporter siano stati proiettili della polizia o dei manifestanti.
Il governo continua a difendere la riforma previdenziale, sottolineando che è necessaria per pareggiare il bilancio. Il presidente Ortega è apparso in televisione e ha dichiarato di essere disposto a negoziare in modo che "non ci sia più terrore per le famiglie nicaraguensi". Accanto a lui, la vicepresidente e portavoce del governo, sua moglie Rosario Murillo, che ha definito le proteste "crudeli" e ha aggiunto che "le proposte non sono chiuse, ma siamo aperti a discuterne". I due, tuttavia, hanno ribadito che al tavolo dei negoziati siederanno solo gli imprenditori, scatenando ulteriormente la rabbia di pensionati e studenti, accusati dal governo di esseri pedine di altri partiti politici. "Siamo fermi, non ci stancheranno, qui daremo il massimo fino a quando il governo capirà che non può continuare a fare tutto ciò che gli pare" ha commentato all'Associated Press Lombardo Ruiz Picado, capo di un gruppo di manifestanti studenti che a Managua hanno occupato l'Università Politecnica del Nicaragua.
L'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per la violenza e ha invitato le autorità nicaraguensi a fermare ulteriori attacchi contro i manifestanti e i mezzi di informazione. E anche la Conferenza dei vescovi cattolici in Nicaragua ha condannato la repressione appellandosi al buonsenso del governo. "Una decisione unilaterale comporta sempre instabilità sociale - si legge nella nota trasmessa - La rettifica delle decisioni è un segno dell'umanità, l'ascolto è la via della ragione, cercare la pace a tutti i costi è saggezza".
In mattinata, è arrivato il commento di Papa Francesco. "Sono preoccupato per quanto sta accadendo in questi giorni in Nicaragua, dove, in seguito a una protesta sociale, si sono verificati scontri, che hanno causato anche alcune vittime - ha detto il pontefice durante
il Regina Coeli - Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a quell'amato Paese e mi unisco ai Vescovi nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità"
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