giovedì 5 aprile 2018

Maxi rimbalzo per l'Europa, Telecom spinge Milano a massimi da febbraio - Il Sole 24 ORE

Maxi rimbalzo per l'Europa, Telecom spinge Milano a massimi da febbraio - Il Sole 24 ORE: "Maxi rimbalzo per le Borse europee che accelerano nel pomeriggio, in scia all'apertura positiva di Wall Street, e chiudono con rialzi superiori al 2% lasciandosi alle spalle le preoccupazioni per una guerra di dazi tra Stati Uniti e Cina. A Milano lo Ftse Mib si attesta a ridosso di quota 23mila punti, riportandosi ai livelli di inizio febbraio, con un guadagno del 2,35%. Sul listino di Piazza Affari il caso del giorno è ovviamente Telecom Italia, che balza del 5,2% in attesa delle decisioni del cda di Cassa Depositi e Prestiti, pronto a deliberare un ingresso nel gruppo tlc con una quota del 2-5%. Forti acquisti anche su Fiat Chrysler Automobiles (+4,8%) in scia all'annuncio dello scorporo di Magneti Marelli, tra fine anno e inizio 2019, con contestuale Ipo, e sulla controllanteExor (+4%). Bene anche le banche con Banca Mps (+8,7%) in evidenza fuori dal listino principale dopo le rassicurazioni fornite dall'ad Marco Morelli alla City sull'implementazione del piano di ristrutturazione. Deboli le utility con Terna che chiude poco sotto la parità. Stabile il greggio con il Wti a 63,4 dollari (+0,1%). Sul mercato valutario, l'euro rimane sotto la soglia di 1,23 dollari: passa di mano a 1,222 dollari (ieri a 1,23 in chiusura). La moneta unica è inoltre scambiata a 131,33 (131 yen) mentre il dollaro/yen è pari a 107,41 (106,56).

QUOTA TRA IL 3% E IL 5% 04 aprile 2018
Cassa Depositi e Prestiti pronta a entrare in Telecom Italia
5%. La mossa verrà discussa dal cda di oggi. L’argomento, sempre in base a indiscrezioni, sarebbe già stato affrontato martedì scorso a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’esecutivo vorrebbe portare avanti un’operazione a difesa del sistema Italia attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Il progetto avrebbe un ampio consenso politico e vedrebbe un ruolo centrale anche delle fondazioni rappresentate da Giuseppe Guzzetti. L’eventuale ingresso di Cdp in Telecom rappresenterebbe un ulteriore tassello nel complicato puzzle che si sta componendo attorno alla società, dopo il recente ingresso del fondo Elliott che ha comprato oltre il 5% del capitale, anche se detiene solamente il 3,75% dei diritti di voto. Gli appuntamento chiave a questo punto saranno quelli dell’assemblea del 24 aprile, che prenderà atto delle dimissioni in blocco di otto consiglieri di espressione Vivendi e che e' chiamata a votare il reintegro del board con i sei consiglieri proposti da Elliott (tra i quali Fulvio Conti l’ex numero uno di Enel), e l’assemblea del 4 maggio, chiamata a eleggere un nuovo board. Assemblea che secondo i legali di Elliott non dovrebbe tenersi, mentre secondo Telecom dovrebbe avere luogo, come precisato in una nota diffusa ieri sera. Entro lunedì, comunque, dovranno essere presentate le liste per l’assise del 4 maggio. Secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi negli ambienti finanziari, Elliott avrebbe pensato a una lista di maggioranza in contrapposizione a quella di Vivendi. La posizione di Assogestioni, però, potrebbe complicare la partita. L’associazione non può presentare una lista di maggioranza e quindi non può nemmeno partecipare al sostegno della lista di Elliott. Il deposito di una lista di minoranza, però, disperderebbe voti in assemblea. A questo punto, tuttavia, l’eventuale annuncio di Cdp, intenzionata a compare azioni e presentarsi in assemblea per realizzare un disegno di sviluppo per il Paese, potrebbe indurre Assogestioni a ripensamenti sulla presentazione di una propria lista di minoranza, come emerso da indiscrezioni circolate ieri.
Intanto, nell’attesa degli sviluppi in vista delle prossime assemblee, gli investitori sono tornati a scommettere sul titolo Telecom, convinti che nei prossimi mesi la compagnia procederà allo scorporo e alla quotazione della rete. Operazione che metterebbe tutti d’accordo, anche se l’ad, Amos Genish, proprio ieri ha ribadito che Vivendi dovrebbe mantenere il controllo della newco. «Un ingresso di Cdp in Tim avvalorerebbe a nostro avviso un progetto di separazione legale e poi cessione parziale della rete che potrebbe favorire infine una fusione con Open Fiber – hanno commentato gli analisti di Equita – Questo percorso a nostro avviso avrebbe il merito di fare emergere il valore dell`asset rete». Per Equita l’equity value della rete potrebbe valere attorno a 16 miliardi. Di recente anche Mediobanca aveva indicato una stima di circa 15 miliardi. Gli analisti di Equita consigliano di acquistare i titoli Telecom (Buy), indicando un target di prezzo a 1 euro. Anche Mediobanca ha confermato la raccomandazione di Outperform sulle azioni della società, con target di prezzo a 1,3 euro. SEGUE >>>

Bene le banche, corre Fca"

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