martedì 17 aprile 2018

Macron prova a prendere per mano l’Europa in declino

Macron prova a prendere per mano l’Europa in declino: "Se Berlino rallenta, Parigi deve provare ad accelerare. È una formula elementare quella che ha alimentato il discorso odierno di Emmanuel Macron all'Europarlamento riunito a Strasburgo. Un discorso durante il quale il presidente francese ha implorato il Parlamento europeo di agire dando seguito alle sue ambiziose proposte per una maggiore integrazione europea, a partire dalla riforma dell'Unione monetaria. Il capo dell'Eliseo, consapevole delle resistenze di Berlino su questo specifico punto, ha utilizzato la plenaria di Strasburgo per lanciarsi nell'ennesimo appassionato appello per una rifondazione dell'Europa, minacciata da "autoritarismi e divisioni" che segnalano l'emergere di una sorta di "guerra civile europea".

I toni solenni e accorati riflettono la solitudine del leader francese nella missione di riformare l'Ue: ora che il motore tedesco ha palesemente rallentato i suoi giri, a Macron non resta che provare a diventare il motore portante. Se prima poteva contare sull'asse con Angela Merkel, oggi deve fare i conti con una realtà diversa: la cancelliera, pur essendo riuscita, tra mille fatiche, a far nascere il suo quarto governo, è molto più cauta rispetto al passato. Tra i due ci sarà un incontro giovedì prossimo a Berlino: sarà quella l'occasione per fare il punto sulle proposte per l'Eurozona da presentare al vertice dei capi di Stato e di governo di giungo.

"La Germania darà un proprio contributo autonomo, e troveremo entro giugno una soluzione comune con la Francia", ha assicurato oggi Merkel in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda sulle riforme della zona euro. "Non mi preoccupo che non metteremo in piedi un pacchetto forte", ha aggiunto, sottolineando che sul tavolo ci sono molti temi, "pilastri della stessa importanza" come difesa comune, diritto d'asilo, la solidità finanziaria dell'Eurozona e l'Unione bancaria. Per la Germania "la base è il contratto di coalizione" – ha messo in chiaro Merkel – sottolineando come la materia in discussione vada "ben oltre l'Unione economica e monetaria": "si tratta di vedere come andremo avanti per un sistema di asilo comune, come possiamo predisporre le finanze europee per i prossimi anni, come possiamo costruire una politica estera coerente (e si vede come questo sia difficile in tante questioni). Sul tavolo c'è come possiamo sviluppare ulteriormente la nostra politica di difesa in aggiunta a quella della Nato", ha elencato. Per Merkel "sono tutti pilastri della stessa importanza". "In tutte le questioni finanziarie è importante che restiamo competitivi", ha poi ribadito, facendo riferimento alla priorità della sfida digitale e dell'intelligenza artificiale. L'incontro di giovedì a Berlino con Macron sarà un "tassello" per trovare una posizione comune verso il vertice di giugno, ha poi concluso, accennando al fatto che prima del summit ci saranno anche incontri ministeriali per le materie elencate.

Alla cautela di Berlino fa da contraltare lo slancio di Parigi. Macron sa bene che la strada delle riforme è tutta in salita, e proprio per questo prova a rilanciare ponendosi come garante di un'Europa che difende la democrazia contro le derive autoritarie. "Non possiamo far finta di essere in un tempo normale – dice Macron - C'è un dubbio che attraversa molti dei nostri Paesi europei sull'Europa... una sorta di guerra civile europea sta emergendo: stanno venendo a galla i nostri egoismi nazionali e il fascino illiberale". "Dobbiamo edificare una nuova sovranità europea per dare una risposta chiara agli europei".

"Appartengo a una generazione che non ha conosciuto la guerra e che si sta prendendo il lusso di dimenticare ciò che i suoi predecessori hanno vissuto" – mette in guardia il presidente francese - "non voglio appartenere a una generazione di sonnambuli che dimentica il passato e non vuole vedere i tormenti attuali. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, voglio appartenere a una generazione che decide di difendere la propria democrazia, perché è una parola che ha senso e che è frutto di battaglie passate. Voglio appartenere a una generazione che difenda la sovranità europea, che permetterà alle generazioni future di scegliere liberamente il loro futuro".

Nel momento più difficile del suo primo anno da presidente, contestato in casa da studenti e lavoratori, Macron sembra puntare tutto sulla politica estera per conservare il suo allure. Come è stato per il raid punitivo in Siria, così è per il discorso di oggi a Strasburgo: il presidente francese non perde occasione per ricordare al mondo le grandi ambizioni della "sua" Francia. Lo fa anche quando ricorda che "vanno rispettati gli impegni europei per l'unione bancaria assunti anni fa, occorre andare fino in fondo su questo [...], è la parte di responsabilità che spetta agli Stati" membri.

Macron esorta dunque ad "andare verso più solidarietà nell'Unione economica e monetaria: siamo dotati di strumenti di responsabilità, ma non abbiamo preso decisioni in materia di solidarietà e non c'è alcuno spazio monetario al mondo che funzioni con le costrizioni della moneta unica senza una capacità di bilancio che permetta investimenti, convergenza e stabilità in caso di crisi". Dunque l'avvertimento: "Se non decidiamo nei prossimi mesi su questo avanzamento istituzionale e organizzativo che permetta più stabilità e capacità di investire, non andremo avanti in Europa"." SEGUE >>>


'via Blog this'

Nessun commento: