sabato 17 febbraio 2018

Russiagate, l'Fbi punta l'indice contro Evgeny Prigozhin: fu il cuoco di Putin | Globalist

Russiagate, l'Fbi punta l'indice contro Evgeny Prigozhin: fu il cuoco di Putin | Globalist: "Ad ottobre fu Globalist a parlare, primi in Italia, del potentissimo Evghenij Prigozhin, lo chef di Vladimir Putin. A parlarne, nel corso di una intervista realizzata da Maria Magarik, del Giornale Radio Rai, una giornalista di opposizione che subito dopo l'intervista scelse di lasciare la Russia, Paese diventato per lei "impraticabile".
Il nome di Evghenij Prigozhinche adesso ritorna, ripreso dalla stampa internazionale, nel raccontare il nuovo capitolo del "Russiagate". 
A chiamarlo in causa pesantemente, i dossier dei servizi segreti americani che indagano sull’interferenza russa sulle elezioni Usa 2016. Scopo di Mosca, destabilizzare la democrazia, manipolare il paese, produrre fake news.
La “strategia del caos” dell’Internet research agency di San Pietroburgo, l’Ira, conosciuta sulla stampa come “fabbrica dei troll”, era accuratamente pianificata. Contava 35 milioni di visitatori al mese. Parlava a favore delle armi e contro le tasse. Facile agganciare l'opinione pubblica americana, una massa di followers.
Per farlo Mosca - dice il giornale Rbc - avrebbe pagato anche attivisti americani, compresi 16 gruppi legati al movimento Black lives matter. 
L'obiettivo non era solo influenzare il voto, ma “governare" e orientare l'opinione pubblica americana. Nell’edificio 55 di via Savouchina, a Pietroburgo, aggiornavano i loro profili Facebook e Twitter persone che non esistevano.
Ora che Londra ha stanziato 100 milioni di sterline per la contro-propaganda e il Congresso Usa 60 milioni di dollari, l’Ira ha chiuso i battenti.
Scatta l'indagine sul suo proprietario. Il cuoco di Putin, appunto. Pochi conoscono Evgeny Viktorovich Prigozhin. 
Sanzionato dal Tesoro Usa, lo chef è diventato milionario non certo con la ristorazione, anche se Putin gli ha concesso il sostanziale monopolio del catering pubblico in Russia. Catering e non solo, sempre al servizio dello zar Evgeny Viktorovich 56 anni, a 20 anni finì in carcere per prostituzione minorile e frode. Al crollo dell’Urss, entrò nel cerchio magico degli uomini di Pietroburgo. E' lì che fonda la "Concord", e lì che si lega a Putin, uomo forte espresso dal Kgb, consigliere per gli investimenti stranieri del sindaco di Pietroburgo.

Nelle sale dei suoi ristoranti, siglati tanti affari internazionali, ospiti illustri al fianco di Putin, come lo stesso Chirac o l'allora presidente Usa, George Bush. Lo chef dello zar strada facendo, all'ombra di Putin, ha fatto man bassa degli appalti di catering per scuole ed esercito. Da solo, l'appalto per la fornitura dei pasti all'enorme esercito russo gli ha portato in tasca quasi un miliardo e mezzo di dollari. Affari ovunque, sempre nel segno di Putin, compresi quelli offerti da due grandi occasioni, la guerra in l'Ucraina e quella in Siria.
Cibo, guerre o fake news, c'è sempre lui. Al petrolio ci arriva con la società "Evropolis". Il pozzo è la Siria. Un personaggio centrale, dunque, nel "sistema Putin". Ormai a meno di un mese del voto presidenziale russo, che vedrà Putin sostanzialmente senza concorrenti, vale rileggere l'intervista di Maria Magarik di ottobre. A parlare, Julia Latynina di "Novaya Gazeta", il giornale di Anna Politkovskaja. 


L'intervista di Maria Magarik pubblicata su Globalist


Peredelkino, a 25 chilometri da Mosca. Un complesso di dace nel verde. Peredelkino tradizionalmente è la residenza estiva di scrittori. E' qui che abita Julia Latynina, una delle giornaliste più famose in Russia, voce dissidente, scomoda e coraggiosa. Nei suoi confronti, segnali inquietanti e intimidazioni. Julia lavora nella redazione che fu di Anna Politkovskaja, la "Novaya Gazeta". Questa la denuncia raccolta da Masha Magarik, a Mosca, per il GR1 Rai e per Rainews24.
Incontrata da Masha Magarik, Julia denuncia una nuova intimidazione:


Non è la prima aggressione. L'anno scorso alcuni sconosciuti mi hanno gettato addosso un secchio pieno di escrementi. A luglio, invece, di notte, in una finestra della nostra casa di campagna è stato lanciato un contenitore con della sostanza tossica. Almeno 8 persone l'hanno inalata e hanno dovuto ricorrere alle cure mediche. Tra queste, i miei genitori di 70 e 79 anni e due bambini piccoli, figli dei vicini. I classici avvertimenti che ricevono gli oppositori. Come Navalny, che si è dovuto operare all'occhio dopo che un uomo incappucciato gli aveva versato dell'acido in faccia.
Lei dice che è seguita ormai da mesi... Cosa che accadeva alla sua amica e collega Anna Politkovskaja, uccisa sotto casa nel 2006."SEGUE >>>

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