venerdì 27 ottobre 2017

Terremoto Centro Italia, al palo la ricostruzione delle scuole e la consegna delle casette

Terremoto Centro Italia, al palo la ricostruzione delle scuole e la consegna delle casette: "A un anno dagli eventi sismici del 26 e 30 ottobre 2016 nel Centro Italia, alla vigilia del secondo inverno, la ricostruzione delle scuole e la consegna delle soluzioni abitative d’emergenza sono in gravissimo ritardo. Solo una scuola è stata realizzata sulle 108 da ricostruire previste da due piani straordinari approvati dal Commissario straordinario alla ricostruzione, e un’altra è in costruzione. Mentre su 3570 casette richieste complessivamente nelle quattro regioni colpite, quelle consegnate sono 995.
È questo il quadro che emerge dal report dell’Osservatorio per la ricostruzione di qualità promosso da Fillea-Cgil e Legambiente per monitorare la ricostruzione delle aree del Centro Italia. Numeri che, anche in considerazione degli stanziamenti disposti, portano a interrogarsi sulla o sulle cause di questi ritardi.

Il compito di coordinare la realizzazione delle casette è della Protezione Civile, il compito di coordinare la realizzazione delle scuole è della Struttura del Commissario straordinario. Il documento dell’Osservatorio individua, responsabilità lungo tutta la complessa catena di comando, non sempre chiara. Sottolinea, inoltre, che l’esigenza del “fare presto” non deve essere disgiunta dalla qualità del costruito, e manifesta forte preoccupazione all’idea che per la riapertura di alcune scuole ci si possa accontentare del miglioramento sismico e non dell’adeguamento nonostante gli ingenti investimenti.
Velocizzare l’uscita dall’emergenza è la priorità. Ma questo non può significare abbassare la guardia sul rispetto della legalità e dei necessari controlli che devono essere effettuati sui cantieri delle casette e delle macerie. L’alternativa sono le inchieste, come quelle della Procura di Napoli, sulle aziende impegnate nella sistemazione delle casette.
I numeri evidenziati dal lavoro dell’Osservatorio sono insoddisfacenti - commenta la presidente di Legambiente Rossella Muroni -. Senza case e scuole non si ricostruiscono le comunità, né ripartono le attività economiche. Per chi è lontano diventa sempre più difficile scegliere di tornare, chi nonostante tutto ha deciso di rimanere è costretto ad affrontare troppi disagi e a convivere con un continuo senso di precarietà. Bisogna avere la consapevolezza che se si accelera lo spopolamento delle aree interne, invece che contrastarlo, si avrà un danno per tutto il paese, perché l’Appennino è un grande sistema e patrimonio ambientale di valore europeo e internazionale. Pur nella drammaticità del caso, considerata l’ingente quantità di risorse che sarà riversata in quelle aree, la ricostruzione può e deve essere un’occasione per un nuovo sviluppo di queste aree.

Molto è stato fatto - dichiara il segretario generale di Fillea Cgil Alessandro Genovesi - ma molto, moltissimo ancora è da fare. La ricostruzione non è partita e la fase dell’emergenza si prolunga in modo, a volte, ingiustificato. La ricostruzione delle scuole è in pratica ferma e questo chiama in causa tutti, Commissario, Regioni, enti locali, stazioni appaltanti. Il Sindacato degli edili, attraverso accordi e protocolli, ha messo a disposizione del Commissario e dei Vice Commissari – Presidenti delle Regioni la disponibilità a ragionare sull’orario di lavoro, i propri enti bilaterali, le casse edili, le scuole di formazione e sicurezza. Altrettanta disponibilità ci aspettiamo dalle istituzioni regionali nel coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nella gestione, in sicurezza e trasparenza, della fase dell’emergenza senza alimentare l’idea che le regole e la trasparenza siano il problema e non che il problema invece siano la mancanza di strumenti preventivi e di personale sufficiente per numero e qualificato nella Pubblica amministrazione. La ricostruzione non sia il terreno per la campagna elettorale, ma banco di prova per la parte migliore delle classi dirigenti.

La ricostruzione delle scuole. Sono 105 le scuole da ripristinare con finanziamenti pubblici previste dalle Ordinanze commissariali: 18 in base al primo programma straordinario (gennaio 2017) e 87 in base al secondo (luglio 2017). Tre sono invece le scuole finanziate dai donatori. Delle prime, è in fase di costruzione solo la scuola primaria “Romolo Capranica” ad Amatrice. Delle seconde, è stata realizzata la scuola dell’infanzia “Benedetto Costa” di Sarnano, grazie ai finanziamenti della Regione Friuli Venezia Giulia.
La normativa definisce che, una volta effettuata la progettazione, sia Invitalia a svolgere le gare di affidamento dei lavori. Invitalia, agenzia di proprietà del ministero dell’Economia, è la centrale unica di committenza per la pubblica amministrazione e agisce anche per il Commissario straordinario di governo ai fini della ricostruzione.
L’ordinanza che stabilisce i 21 edifici scolastici da ricostruire entro l’inizio dell’anno scolastico in corso (18 da realizzare con finanziamenti pubblici e 3 con risorse di donatori) quantifica anche in 110.000.000 euro l’importo complessivo a carico dello Stato. Le scuole sono due in Abruzzo, due nel Lazio, 13 nelle Marche e quattro in Umbria. Ma delle 18 scuole messe a gara, hanno inizio solo i lavori della scuola primaria “Romolo Capranica” ad Amatrice, all’inizio di ottobre. Il resto delle gare non viene assegnato, nonostante l’ordinanza 35 del 31 luglio abbia modificato le prime due ordinanze 14 e 18, con l’obiettivo di facilitare la messa a gara." SEGUE >>>

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