martedì 17 gennaio 2017

Parlamento Ue, Tajani nuovo presidente dell'Aula di Strasburgo. Pittella fuori - Affaritaliani.it

Parlamento Ue, Tajani nuovo presidente dell'Aula di Strasburgo. Pittella fuori - Affaritaliani.it: "Mentre a Strasburgo gli eurodeputati si apprestano a votare per il ballottaggio Tajani-Pittella, il candidato del Ppe sta giá festeggiando. L'uomo forte di Berlusconi a Strasburgo ha infatti la vittoria in tasca. I numeri parlano chiaro. Tajani puó contare su 216 voti del partito popolare, sui 74 dei Conservatori (con cui avrebbe raggiunto un accordo) e sui 68 dell'Alde. Totale 358. Mancano appena 18 voti per arrivare alla maggioranza assoluta dell'Aula. Ma per l'eurodeputato di Forza Italia dovrebbero arrivare molti voti da altri gruppi, come l'Efdd, dove siede l'Ukip e il M5S, e il gruppo delle Nazioni e della Libertá, casa di Lega Nord e Front National. Senza contare i supporter del gruppo dei Non Iscritti.


E infatti al primo turno Tajani ha incassato 274 voti, molti piú dei 216 di competenza dei popolari. Segno che molti dell'Alde hanno giá sostenuto l'eurodeputato di Forza Italia. Gianni Pittella é secondo con 183. La conservatrice Helga Stevens ha ottenuto 77 voti, Jean Lambert dei verdi 56, Eleonora Forenza della sinistra 50, Laurentio Rebega della destra 43.

Anche se sono aumentati i voti ottenuti da entrambi i principali candidati, neanche al secondo turno delle votazioni e' stata raggiunta la maggioranza necessaria a eleggere il nuovo presidente del Parlamento europeo. Antonio Tajani ha ottenuto questa volta 287 voti e Gianni Pittella 200, ma la maggioranza dei 691 voti espressi validi era di 346.

Anche al terzo turno nulla di fatto. Tajani ha incassato 291 voti, 199 Pittella, 58 Stevens, 53 Lambert, 45 Forenza e 44 Rebega. Si va cosí alla quarta ed ultima votazione, un ballottaggio tra Antonio Tajani e Gianni Pittella, i due candidati che hanno rpeso piú voti.

Accordo Ppe-Alde a sostegno Tajani

Giá questa mattina era chiaro come sarebbe andata a finire. I partiti di centro destra al Parlamento europeo hanno raggiunto un'intesa per sostenere la candidatura di Antonio Tajani alla presidenza del Parlamento europeo: e' stato sottoscritto un accordo fra i liberali della Alde (68 deputati) e il Ppe (216) che ha comportato il ritiro della candidatura del leader liberale, Guy Verhofstadt, a favore del popolare Tajani. In cambio i popolari si impegnano a sostenere i candidati liberali alla vicepresidenza. Il sostegno dei LIberali é stato determinante. Se infatti avessero continuato a sostenere Verhostadt per Tajani sarebbe stata molto piú dura. Invece dopo la figuraccia fatta dall'ex premier belga con il Movimento 5 Stelle, l'Alde ha preferito ritirare la sua candidatura e convergere su Tajani.

Anche i Conservatori in soccorso di Tajani

A quanto si apprende, anche i 74 eletti dei Conservatori, la cui candidata resta la belga Helga Stevens, avrebbero intenzione di sostenere Tajani a partire dal secondo turno. A questo punto. "Credo nell'Europa ma abbiamo bisogno di cambiare e di un presidente che lavori per tutti", ha detto Tajani nel suo breve discorso di presentazione prima dell'inizio delel votazioni.

Il Movimento 5 Stelle non si schiera

“Il Movimento 5 Stelle non sostiene né Pittella né Tajani, figli della stagione politica più fallimentare nella storia d’Europa. Con loro perderà ancora l’Europa dei cittadini”, così la delegazione italiana degli eurodeputati del Movimento 5 stelle. “Pittella e Tajani sono gli emissari di Renzi e Berlusconi in Europa. Le loro scelte politiche hanno creato il vuoto di rappresentanza e la crisi dell’Unione europea. Non appoggiamo oggi e non appoggeremo mai un presidente che non si batte per tutelare i diritti dei cittadini e dei popoli europei, e che non conosce i valori della democrazia diretta e della partecipazione. Pittella e Tajani rappresentano il sistema che noi combattiamo”, concludono gli eurodeputati.

Weber cita Trump: "Europa first"

Lo slogan dell'alleanza fra il gruppo popolare e l'Alde é una parafrasi del trumpiano "America first": come ha detto il capogruppo Ppe al parlamento europeo Manfred Weber, "il nostro motto e' 'Europa first', l'Europa per prima, vogliamo riformarla e vogliamo che l'appuntamento di marzo a Roma per il sessantesimo anniversario dei Trattati sia una tappa chiave". Si tratta, ha detto Weber illustrando l'accordo concluso per l'elezione del presidente del Parlamento, "di una piattaforma aperta ad altri gruppi politici, con un approccio positivo che punta a stabilizzare il parlamento e a ottenere risultati per i cittadini in temi chiave come la lotta al terrorismo, l'occupazione, il mercato interno, piu' accordi commerciali. Siamo favorevoli al Ttip con gli Usa e abbiamo scelto un approccio di collaborazione, non vogliamo fare la lotta ad altri partiti".

I risultati del primo turno, secondo Weber, confermano che si tratta di "un partenariato stabile e che funziona": infatti, ha detto dei voti mancanti a Tajani (11 considerando la differenza fra la somma dei deputati Alde e quelli Ppe, 285 e i voti ottenuti, 274), una buona parte sono di assenti per malattia. Quanto alla fine dell'alleanza con il gruppo socialdemocratico, Weber ha detto che "e' stata calpestata l'eredita' di Martin Schulz, che aveva promosso la coalizione due anni fa diventandone l'ambasciatore". Ma i popolari non chiudono la porta: "confermiamo il nostro invito a partecipare al patto sociale, serve un segnale da parte loro perche' il Ppe intende perseguire la strada del partenariato"."


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