lunedì 12 dicembre 2016

Papa Francesco: "La guerra un cumulo di falsità, prego per Cairo e Aleppo" - Agorà24

Papa Francesco: "La guerra un cumulo di falsità, prego per Cairo e Aleppo" - Agorà24: "Una domenica di sangue tra l’attentato ai cristiani al Cairo, le baby-kamikaze in Nigeria, le bombe in Turchia. E quella guerra in Siria che non trova tregua. La voce del Papa si alza ancora una volta per dire ‘no’ alla violenza, basta con l’odio e la guerra che e’ “un cumulo di falsita’”. Questa mattina piazza San Pietro era piena di bambini. Una festa di palloncini e canti in attesa della tradizionale benedizione del Papa ai Bambinelli del presepe. Ma il pensiero del Papa va a quelle comunita’ dove questo clima festoso non e’ possibile. “Vorrei esprimere una particolare vicinanza – dice allora il Papa all’Angelus – al mio caro fratello Papa Tawadros II”, il Patriarca della Chiesa Copta Ortodossa, “e alla sua comunita’, pregando per i morti e i feriti” causati dall’esplosione nella cattedrale al Cairo. Ma la violenza non accenna a diminuire neanche in Siria e Papa Francesco ha rinnovato il suo appello per far cessare il fuoco. “Ogni giorno sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo e’ una citta’, che li’ c’e’ della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo – ha commentato il pontefice – ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria e’ un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che e’ un cumulo di soprusi e di falsita’. Faccio appello all’impegno di tutti, perche’ si faccia una scelta di civilta’: no alla distruzione, si’ alla pace, si’ alla gente di Aleppo e della Siria”. Ma i fronti incandescenti sono tanti, come la Turchia che ieri ha visto il ripetersi delle scene drammatiche con gli attentati ad Istanbul. E senza pace e’ anche la Nigeria. “Preghiamo anche per le vittime di alcuni efferati attacchi terroristici che nelle ultime ore hanno colpito vari Paesi. Diversi sono i luoghi – ha detto ancora il Papa nel corso della preghiera mariana dell’Angelus -, ma purtroppo unica e’ la violenza che semina morte e distruzione, e unica e’ anche la risposta: fede in Dio e unita’ nei valori umani e civili”. Il Papa oggi ha parlato di gioia, nella domenica d’Avvento, la terza, in cui la Chiesa sottolinea in particolar modo questo aspetto della vita cristiana. E il Papa lo ha ribadito: “un cristiano che non e’ gioioso o manca qualcosa o non e’ cristiano”. Ma si parla di “gioia vera, autentica” non “l’allegria superficiale, emotiva” e neanche “quella mondana o quella allegria del consumismo”. Infine il Papa guarda ai due segni del Natale, il presepe e l’albero. “Questi segni esterni ci invitano ad accogliere il Signore che sempre viene e bussa alla nostra porta, bussa al nostro cuore, per venire vicino a noi; ci invitano a riconoscere i suoi passi tra quelli dei fratelli che ci passano accanto, specialmente i piu’ deboli e bisognosi”, ha indicato."


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