sabato 24 dicembre 2016

Globalist 2.0 | Armi, telefono, cellule jihadiste: i misteri della fuga di Anis Amri in Italia

Globalist 2.0 | Armi, telefono, cellule jihadiste: i misteri della fuga di Anis Amri in Italia: "Una dato è certo: non era un "lupo solitario" così sprovveduto come pure alcuni suoi investigatori stanno cercando di far credere dopo la fuga (apparentemente) scalcinata e priva di appoggi.
Non è un caso che subito dopo la sua morte lo Stato Islamico abbia diffuso attraverso il suo canale ufficioso "Amaq" il video-testamento di Amri, registrato chissà quanto prima, in cui cui giurava fedeltà all'Isis e prometteva di uccidere i maiali crociati.
Se quel video girato in un quartiere di Berlino è arrivato poi al Califfato ciò significa una cosa sola: il legame era diretto e l'Isis sapeva benissimo che Amri sarebbe entrato in azione.
Ora ci sono alcune cose da capire sul perché della sua fuga in Italia: tra il momento dell'attacco e la sua ricomparsa su un treno per l'Italia, infatti, c'è un buco di quattro giorni. Qualcuno l'ha aiutato a fuggire? Perché il tunisino ha scelto di venire a Milano?
Un elemento chiave per le indagini è il cellulare che l'uomo aveva con sé quando è stato fermato e che ora è nelle mani dell'Antiterrorismo. Il telefono era dotato di una sim olandese che non sarebbe stata abilitata alle chiamate internazionali: Amri non poteva fare né ricevere telefonate, ma dalla memoria del dispositivo potrebbero emergere elementi importanti per chiarire alcuni dei misteri.
La fuga del tunisino è finita fuori dalla stazione di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Non è però chiaro, cosa ci facesse l'uomo in quel posto. Amri potrebbe aver avuto contatti nella zona, ma non è escluso che volesse recarsi al Sud. Quando è stato fermato dalla polizia, infatti, ha detto di essere calabrese e in Sud Italia il tunisino aveva vissuto davvero per anni. Ad avvalorare l'ipotesi di una fuga verso la Calabria c'è anche un altro elemento: proprio da Sesto partono alcuni bus che portano verso Reggio Calabria.
L'attentatore indossava tre paia di pantaloni, uno sull'altro. Nascosti nelle tasche, mille e cinque euro in contanti; come se, durante la sua fuga, per evitare di lasciare tracce, avesse esaurito i prelievi possibili al bancomat per poi disfarsi di tutte le carte di credito e tornare invisibile. In contanti paga il biglietto del treno dalla Francia a Milano, anche se poi decide di scendere a Torino. Qui, ancora in contanti, compra un altro biglietto per un treno regionale che lo porterà alla stazione Centrale del capoluogo lombardo.
Tra le ipotesi che nessuno ha ancora escluso c'è anche quella che da Sesto San Giovanni Amri volesse preparare un'altra strage, questa volta nel nostro Paese. Nel video rilasciato dall'Isis dopo la sua morte, l'uomo minaccia tutta l'Europa: "Vi sgozzeremo come maiali", aveva detto. Non si può ignorare, quindi, la possibilità di un secondo piano per entrare in azione forse proprio a Milano. Uno scenario che potrebbe anche essere letto come una sorta di vendetta dopo gli anni passati da Amri in carcere nel nostro Paese."

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