martedì 8 novembre 2016

Ungheria, il Parlamento boccia la riforma anti-migranti voluta dal premier Viktor Orban - Tgcom24

Ungheria, il Parlamento boccia la riforma anti-migranti voluta dal premier Viktor Orban - Tgcom24: "Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha fallito nel suo tentativo di far passare in Parlamento un emendamento costituzionale per opporsi a future quote Ue per il reinsediamento dei migranti. Lo "schiaffo" arriva dopo il tentativo fatto con il referendum, che non aveva raggiunto il quorum. In Aula la maggioranza qualificata necessaria a far passare la norma non è stata raggiunta per soli due voti.

L'emendamento costituzionale proposto ha ottenuto 131 voti su 199 setti, con una maggioranza del 65,8%, cioè appena sotto i due terzi necessari per dare il via libera al cambiamento. I partiti di opposizione hanno boicottato il voto.

La riforma costituzionale voluta da Orban per bloccare la ricollocazione Ue viene dunque fermata dopo che il partito della destra radicale rifiuta di appoggiarla.

Ad appoggiare il premier sono stati tutti i 131 parlamentari della Fidesz, il partito di destra dello stesso Orban, ma non sono bastati. E' la prima volta, da quando Orban è al potere (2010), che viene a mancare la maggioranza qualificata per una riforma elettorale. Il grande rifiuto di Jobbik (la destra antagonista di Orban) è considerato dagli osservatori il primo atto di una lunga campagna elettorale in cui le due destre si scontreranno duramente in vista delle elezioni del 2018. Jobbik è una formazione ultranazionalista e xenofoba che, in linea di principio, condivide l'approccio all'immigrazione, ma ha ritenuto incompleta la riforma.

Le tensioni con l'altra destra - Gabor Vona, il numero uno di Jobbik, aveva annunciato che avrebbe votato e fatto votare la riforma solo se il governo avesse rinunciato allo schema che prevede di accordare il permesso di soggiorno ai ricchi extracomunitari che acquistino obbligazioni dello stato magiaro per un valore nominale di almeno 300mila euro. "Né i ricchi migranti né i ricchi terroristi devono poter venire in Ungheria", aveva detto Vona. Orban in un primo momento pareva orientato a cedere, ma poi ha parlato di "ricatto" e ha detto di voler tener duro.

Dopo il voto i parlamentari di Jobbik hanno innalzato un cartello che recitava: "Il traditore è chi lascia entrare i terroristi per soldi". Il logo della Fidesz era disegnato con lo stile delle lettere arabe.

Riforma già sconfitta nel referendum - La sconfitta della riforma arriva dopo che Orban aveva sottoposto gli emendamenti a referendum. I votanti per il 98 per cento avevano detto sì, ma la consultazione era andata a vuoto perché era stato ampiamente mancato il quorum del 50 per cento (alle urne si era recato solo 40 per cento degli aventi diritto).

Nonostante il buco nell'acqua, Orban aveva insistito sventolando il referendum come una "grande vittoria" sui "burocrati di Bruxelles" che hanno deciso di ricollocare pro-quota i richiedenti asilo in arrivo in Italia e Grecia. All'Ungheria dovrebbero toccare solo 2.940 migranti."

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