sabato 5 novembre 2016

Ruhr, una miniera ricca di cultura

Ruhr, una miniera ricca di cultura: "«Baruch ata Adonaij. Sii benedetto, Signore nostro Dio, re del mondo, che ci hai creati, preservati e condotti fino a questo tempo. Amen». Una misteriosa mano sta scrivendo le parole della Bibbia proiettandole sulla prima delle balconate di legno di pero che abbracciano per 1500 metri il catino rettangolare dell’auditorium, uno spazio che occupa 14mila metri cubi. Nell’angolo in alto a destra un baritono intona l’antica preghiera di benedizione ebraica, a fargli eco nell’angolo sinistro tre angeliche voci bianche, mentre nel palco sottostante gli 85 elementi dei Bochumer Sinfoniker accompagnano le lodi dei 100 elementi del coro. È grande festa popolare stasera a Bochum, mezz’ora di treno da Düsseldorf, per l’inaugurazione dell’Anneliese Brost Musikforum Ruhr, una sala da concerti nuova di zecca che ha inglobato sapientemente la chiesa cattolica neogotica di Santa Maria, bombardata durante la guerra, ricostruita negli anni ’50, sconsacrata nel 2000 e salvata dalla demolizione grazie a un progetto culturale che ha coinvolto tutta la città. «Un lavoro magnifico» esclama il vescovo di Essen, monsignor Franz-Josef Overbeck, mescolato fra il pubblico entusiasta della “prima” di venerdì scorso.

Il nuovo auditorium Anneliese Brost Musikforum di Bochum con la chiesa di Santa Maria (foto Stadt Bochum, Referat für Kommunikation)

I cittadini capofila del Rinascimento della regione
Quindici anni di lavoro, circa 38 milioni di euro investiti, di cui circa 16 milioni di fondi pubblici e oltre 14 milioni donati tramite una sottoscrizione popolare da ben 20mila cittadini. Un impegno sorprendente per una città di 350mila anime, di cui molte residenti in quartieri dormitorio, che ai tempi d’oro dell’estrazione del carbone vantava la più alta concentrazione di miniere della Germania. Fra gli anni ’60 e ’80 questa regione della Renania Settentrionale-Vestfalia, al confine col Belgio, ha visto un precipitoso declino economico, con la chiusura degli impianti di estrazione e delle fabbriche raggiungendo uno dei tassi di disoccupazione più alti del Paese. Ma dal 1991 il vento e cambiato. Per 150 anni gli altiforni del bacino della Ruhr hanno prodotto acciaio fuso, dove oggi si promuove cultura. Oggi quelli che erano stati pozzi, torri di estrazione e batterie dei forni delle miniere sono monumenti e testimonianze della storia industriale della più grande conurbazione della Germania. La metropoli che aggrega la città di Essen, Duisburg, Dortmund, Bochum e Oberhausen (ma anche altri 50 piccoli centri della regione) dominata dalle ciminiere, servita da una fitta rete di autostrade e popolata nei suoi 4432 km quadrati da 5 milioni e mezzo di abitanti, si è riscattata dalla crisi per diventare la nuova frontiera della cultura.Quello di Bochum, che ora vanta il maggior numero di teatri della zona ed è sede della Ruhrtriennale, è solo l’ultimo esempio della riconversione di tutta l’area avviata 25 anni fa. «Si è stata una benedizione voluta al teatro, un ringraziamento a Dio e alla città» spiega il maestro ebreo americano Sloane, sovrintendente della nuova sala concerti di Bochum, che ha commissionato l’emozionante composizione d’inaugurazione al maestro Stefan Heucke, protestante. Il programma della stagione punta alto, dal violino di Zimmermann al piano della Argerich fino a un concerto nel nome del dialogo sui Salmi cantati in tedesco, ebraico e arabo. «Noi vogliamo che il Musikforum diventi un organismo civico vivo, anche attraverso programmi educativi per tutte le età, dal quale l’ispirazione fluisca nella vita culturale della città e della regione». Sloane parla per esperienza, essendo stato il direttore artistico degli eventi di Ruhr Capitale della cultura 2010." SEGUE >>>

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