Papa Bergoglio sui migranti: per integrarli ci vuole prudenza: "Ha risposto così ieri papa Francesco di ritorno dalla Svezia nella consueta conferenza stampa sul volo papale alla domanda di una giornalista svedese sulla capacità di accoglienza dei Paesi europei nei confronti di profughi e migranti. "Il migrante dev'essere trattato con certe regole perché migrare è un diritto ma è un diritto molto regolato". "Ha chiesto un appuntamento perché veniva dal Medio oriente, e faceva scalo tecnico a Roma - ha spiegato - era venuto nel luglio 2013, poi aveva chiesto un altro appuntamento ma si è ammalato e non è potuto venire, e ha chiesto, quando un presidente chiede, lo si riceve, in più era a Roma".
Papa Francesco ha voluto rendere omaggio alla abnegazione di tanti genitori che in tutte le latitudini e culture danno tutto quel che possono ai loro figli. "In questo aspetto dell'integrazione non dobbiamo spaventarci perché l'Europa è stata fatta con una continua integrazione di culture, tante culture". Sicuramente, tra i santi che oggi ricordiamo, ha detto Bergoglio, "ci sono molti dei nostri parenti, amici e conoscenti".
"Ma sempre il cuore aperto: non è umano chiudere le porte, non è umano chiudere il cuore, e alla lunga questo si paga. - chiarisce inoltre il Pontefice - Qui, si paga politicamente; come anche si può pagare politicamente una imprudenza nei calcoli, nel ricevere più di quelli che si possono integrare". "E' un mistero sponsale la maternalità della Chiesa, ma penso che non esiste la Chiesa senza questa dimensione". Riguardo quindi ai Paesi che "chiudono le frontiere", Francesco ha detto: "Credo che in teoria non si può chiudere il cuore a un rifugiato" ma occorre anche "la prudenza dei governanti: devono essere molto aperti a riceverli, ma anche fare il calcolo di come poterli sistemare, perché non solo a un rifugiato lo si deve ricevere, ma lo si deve integrare". Gesù dice di sé stesso: "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore" (Mt 11,29). E il consigliere più buono la prudenza. "Se la Svezia ha perso la sua capacità di accoglienza" non è "per egoismo", e serve una "prudenza" nella accoglienza, per poter dare "casa, lavoro, cultura" a tutti.
Il Papa ha fatto della questione dei migranti una delle sue priorità, già dal primo viaggio a Lampedusa nel 2013, e ha riservato per sé la "delega" per i migranti del nuovo dicastero che ha costituito, per la giustizia e lo sviluppo umano integrale. Si ghettizza, ossia entra in un ghetto.
Bergoglio indica anche nuove situazioni per vivere le beatitudini con "spirito rinnovato e sempre attuale: beati coloro che sopportano con fede i mali che altri infliggono loro e perdonano di cuore; beati coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati mostrando loro vicinanza; beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprano; beati coloro che proteggono e curano la casa comune; beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri; beati coloro che pregano e lavorano per la piena comunione dei cristiani". Non possono esser pronunciate solo una volta arrivati all' esautorazione immigratoria ed all'implosione di un tessuto sociale. Non si potrebbero di certo usare parole diverse per contesti distanti nello spazio ma simili per quanto concerne gli scenari futuri."
Papa Francesco ha voluto rendere omaggio alla abnegazione di tanti genitori che in tutte le latitudini e culture danno tutto quel che possono ai loro figli. "In questo aspetto dell'integrazione non dobbiamo spaventarci perché l'Europa è stata fatta con una continua integrazione di culture, tante culture". Sicuramente, tra i santi che oggi ricordiamo, ha detto Bergoglio, "ci sono molti dei nostri parenti, amici e conoscenti".
"Ma sempre il cuore aperto: non è umano chiudere le porte, non è umano chiudere il cuore, e alla lunga questo si paga. - chiarisce inoltre il Pontefice - Qui, si paga politicamente; come anche si può pagare politicamente una imprudenza nei calcoli, nel ricevere più di quelli che si possono integrare". "E' un mistero sponsale la maternalità della Chiesa, ma penso che non esiste la Chiesa senza questa dimensione". Riguardo quindi ai Paesi che "chiudono le frontiere", Francesco ha detto: "Credo che in teoria non si può chiudere il cuore a un rifugiato" ma occorre anche "la prudenza dei governanti: devono essere molto aperti a riceverli, ma anche fare il calcolo di come poterli sistemare, perché non solo a un rifugiato lo si deve ricevere, ma lo si deve integrare". Gesù dice di sé stesso: "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore" (Mt 11,29). E il consigliere più buono la prudenza. "Se la Svezia ha perso la sua capacità di accoglienza" non è "per egoismo", e serve una "prudenza" nella accoglienza, per poter dare "casa, lavoro, cultura" a tutti.
Il Papa ha fatto della questione dei migranti una delle sue priorità, già dal primo viaggio a Lampedusa nel 2013, e ha riservato per sé la "delega" per i migranti del nuovo dicastero che ha costituito, per la giustizia e lo sviluppo umano integrale. Si ghettizza, ossia entra in un ghetto.
Bergoglio indica anche nuove situazioni per vivere le beatitudini con "spirito rinnovato e sempre attuale: beati coloro che sopportano con fede i mali che altri infliggono loro e perdonano di cuore; beati coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati mostrando loro vicinanza; beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprano; beati coloro che proteggono e curano la casa comune; beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri; beati coloro che pregano e lavorano per la piena comunione dei cristiani". Non possono esser pronunciate solo una volta arrivati all' esautorazione immigratoria ed all'implosione di un tessuto sociale. Non si potrebbero di certo usare parole diverse per contesti distanti nello spazio ma simili per quanto concerne gli scenari futuri."
'via Blog this'
Nessun commento:
Posta un commento