Nel ferrarese - Barricate antiprofughi: vince la protesta nel ferrarese | italia | Il Secolo XIX: "Gorino (Ferrara) - Nonostante la decisione del Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, di escludere Gorino dai luoghi deputati all’accoglienza dei profughi, nel paese del Delta dl Po prosegue il presidio lungo la strada dove ieri sera sono state erette delle barricate per impedire il passaggio di un pullman con 12 profughe. La protesta - hanno spiegato alcuni dei cittadini che si alternano sul luogo - proseguirà fino a che non sarà formalizzato il provvedimento con il quale si revoca il sequestro dell’Ostello dove sarebbero dovute essere accolte le migranti. Il presidio lungo la provinciale per Goro è al momento più che altro simbolico, visto che la circolazione non è interrotta.
La ribellione ieri sera
Dopo la notte di barricate i cittadini hanno vinto sui profughi. Alcune decine di abitanti dei comuni di Gorino e di Goro, sul Delta del Po ferrarese, si sono ribellati ieri sera, scendendo in strada per impedire il passaggio dei pullman che avrebbero dovuto portare alcuni profughi all’Ostello di Gorino, requisito dal Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, per affrontare l’emergenza nel piano di accoglienza nazionale.
Alfano: «Quella non è Italia»
«Di fronte a 12 donne, delle quali una incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro paese. Poi certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia». Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a “L’aria che tira”, su La7.
«Non mi interessa se la protesta sia stata organizzata o meno - prosegue il titolare del Viminale - io sto a quello che vedo e quello che vedo è qualcosa che amareggia e che non è lo specchio dell’Italia». Il nostro paese, ha aggiunto, «sono i ragazzi di Napoli che aiutano i soccorritori sul molo quando arrivano i migranti , o il medico di Lampedusa Pietro Bartolo che non guarda a orari». Dopo la strage di Lampedusa, secondo il ministro, «l’Italia poteva scegliere se girarsi dall’altra parte o essere un paese coraggioso. E noi - ha concluso Alfano - abbiamo scelto di essere l’Italia della fatica e del coraggio. anche sapendo che così facendo si sarebbero persi voti».
La foto che gira sui social dell’accoglienza riservata ai migranti arrivati a Napoli
La protesta a Goro contro i profughi
Una protesta clamorosa contro la decisione, annunciata da tempo ma notificata nel pomeriggio, di ospitare 12 donne straniere nell’ostello. La protesta in qualche modo ha sortito il suo effetto, dopo la mediazione raggiunta con prefettura, carabinieri e polizia, e grazie alla mediazione del sindaco di Ferrara e di altri comuni della provincia i profughi sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese, senza soluzioni di forza, come si era ventilato in un primo tempo.
Continuano gli arrivi in Liguria: altri duecento alla Fiera del Mare
Migranti, sbarchi record: sono 153 mila
I manifestanti avevano posizionato bancali di legno in tre punti d’accesso al paesino del Delta del Po per contrastare la decisione di requisire parzialmente l’ostello bar Amore-Natura. «Tenuto conto della saturazione delle strutture già funzionanti», aveva spiegato la Prefettura in una nota nell’annunciare la misura - è stata decisa la requisizione per ospitare intanto 11 donne, cui si dovranno aggiungere a breve altre sette persone, per un totale di 18 di un «gruppo di migranti assegnato alla provincia di Ferrara».
Immediata la sollevazione di alcuni decine di residenti dei due paesi affacciati sul Mare Adriatico, con i quali è stata avviata la mediazione, anche per evitare che la tensione aumentasse, che ha portato al dirottamento del gruppo di donne destinate all’ostello.
Il prefetto Tortora aveva spiegato che la requisizione «ha carattere eccezionale straordinario» e aveva rivolto un appello «ad amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e strutture ecclesiastiche affinché offrano ogni collaborazione», anche per «ulteriori esigenze», verosimili «anche a breve». Collaborazione arrivata in tempo brevissimo. Il titolare dell’ostello, Filippo Rubini, ha detto alla Nuova Ferrara che una settimana fa, contattata, la struttura si era detta non disponibile ad accogliere i profughi ma che poi la situazione si era concretizzata con l’annuncio dell’arrivo a poche ore dal trasferimento."
La ribellione ieri sera
Dopo la notte di barricate i cittadini hanno vinto sui profughi. Alcune decine di abitanti dei comuni di Gorino e di Goro, sul Delta del Po ferrarese, si sono ribellati ieri sera, scendendo in strada per impedire il passaggio dei pullman che avrebbero dovuto portare alcuni profughi all’Ostello di Gorino, requisito dal Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, per affrontare l’emergenza nel piano di accoglienza nazionale.
Alfano: «Quella non è Italia»
«Di fronte a 12 donne, delle quali una incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro paese. Poi certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia». Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a “L’aria che tira”, su La7.
«Non mi interessa se la protesta sia stata organizzata o meno - prosegue il titolare del Viminale - io sto a quello che vedo e quello che vedo è qualcosa che amareggia e che non è lo specchio dell’Italia». Il nostro paese, ha aggiunto, «sono i ragazzi di Napoli che aiutano i soccorritori sul molo quando arrivano i migranti , o il medico di Lampedusa Pietro Bartolo che non guarda a orari». Dopo la strage di Lampedusa, secondo il ministro, «l’Italia poteva scegliere se girarsi dall’altra parte o essere un paese coraggioso. E noi - ha concluso Alfano - abbiamo scelto di essere l’Italia della fatica e del coraggio. anche sapendo che così facendo si sarebbero persi voti».
La foto che gira sui social dell’accoglienza riservata ai migranti arrivati a Napoli
La protesta a Goro contro i profughi
Una protesta clamorosa contro la decisione, annunciata da tempo ma notificata nel pomeriggio, di ospitare 12 donne straniere nell’ostello. La protesta in qualche modo ha sortito il suo effetto, dopo la mediazione raggiunta con prefettura, carabinieri e polizia, e grazie alla mediazione del sindaco di Ferrara e di altri comuni della provincia i profughi sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese, senza soluzioni di forza, come si era ventilato in un primo tempo.
Continuano gli arrivi in Liguria: altri duecento alla Fiera del Mare
Migranti, sbarchi record: sono 153 mila
I manifestanti avevano posizionato bancali di legno in tre punti d’accesso al paesino del Delta del Po per contrastare la decisione di requisire parzialmente l’ostello bar Amore-Natura. «Tenuto conto della saturazione delle strutture già funzionanti», aveva spiegato la Prefettura in una nota nell’annunciare la misura - è stata decisa la requisizione per ospitare intanto 11 donne, cui si dovranno aggiungere a breve altre sette persone, per un totale di 18 di un «gruppo di migranti assegnato alla provincia di Ferrara».
Immediata la sollevazione di alcuni decine di residenti dei due paesi affacciati sul Mare Adriatico, con i quali è stata avviata la mediazione, anche per evitare che la tensione aumentasse, che ha portato al dirottamento del gruppo di donne destinate all’ostello.
Il prefetto Tortora aveva spiegato che la requisizione «ha carattere eccezionale straordinario» e aveva rivolto un appello «ad amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e strutture ecclesiastiche affinché offrano ogni collaborazione», anche per «ulteriori esigenze», verosimili «anche a breve». Collaborazione arrivata in tempo brevissimo. Il titolare dell’ostello, Filippo Rubini, ha detto alla Nuova Ferrara che una settimana fa, contattata, la struttura si era detta non disponibile ad accogliere i profughi ma che poi la situazione si era concretizzata con l’annuncio dell’arrivo a poche ore dal trasferimento."
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