Iraq, al via offensiva per strappare all'Isis la città di Mosul. Onu: "Civili prigionieri usati come scudi umani" - Il Fatto Quotidiano: "L’Iraq ha lanciato un’offensiva per strappare all’Isis la città di Mosul, nel nord del Paese. A dare l’annuncio è stato il primo ministro iracheno Haider al-Abadi: si tratta della più dura battaglia dopo il ritiro delle truppe statunitensi nel 2011. Le Nazioni Unite hanno espresso “estrema preoccupazione” per la popolazione, 1,5 milioni di persone: “C’è rischio che i civili prigionieri siano usati come scudi umani”. La tv di stato ha diffuso nelle prime ore del mattino un breve discorso nel quale Abadi ha annunciato il via all’intervento largamente anticipato nei giorni scorsi, per liberare la seconda città del paese dallo Stato Islamico. L’emittente ha mostrato il premier vestito nell’uniforme delle forze di élite anti-terrorismo, ai microfoni fiancheggiato dagli alti ufficiali militari.
A lanciare l’allarme per la condizione dei civili è stato il responsabile delle operazioni umanitarie dell’Onu Stephen O’Brien: “Decine di migliaia di bambine irachene, di bambini, di uomini e donne potrebbero subire un assedio o essere utilizzati come scudi umani”, ha detto. “Migliaia di persone potrebbero rimanere intrappolate nei combattimenti” e “a seconda dell’intensità e del raggio degli scontri, nello scenario peggiore, fino a un milione di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le proprie case”.
Il primo ministro iracheno in tv ha ribadito che si tratta di un’operazione per assicura “la dignità” dell’Iraq: “Queste forze che vi stanno liberando oggi hanno un obiettivo a Mosul, che è quello di cacciare Daesh e assicurare la vostra dignità. Sono lì per amore di voi” ha detto agli abitanti di Mosul, usando alternativamente il nome Isis o Daesh per i militanti del sedicente Stato Islamico. “Dio volendo, vinceremo”, ha aggiunto. I tonfi di sporadici colpi d’artiglieria sono echeggiati attraverso le pianure ondulate di Nineveh, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni. La tv di stato ha trasmesso musiche patriottiche nel giro di alcuni minuti dopo l’annuncio del via all’attacco. L’offensiva per riconquistare Mosul, se coronata da successo, sarà il più duro colpo inferto finora all’Isis. In una dichiarazione sul suo sito internet Al-Abadi ha promesso che la battaglia per Mosul segnerà una nuova fase, che condurrà alla liberazione di tutti i territori iracheni dal controllo dei militanti dell’Isis entro la fine dell’anno.
Le forze irachene sono state ammassate intorno a Mosul nei giorni scorsi. Comprendono elementi delle forze speciali d’elite, che dovrebbero guidare la carica nella città stessa. Mosul ha più di un milione di abitanti. E’ caduta sotto il dominio dell’Isis durante un blitz nel giugno 2014 che ha lasciato circa un terzo dell’Iraq nelle mani dello Stato Islamico e ha fatto precipitare il paese nella sua crisi più dura dai tempi dell’operazione ‘Iraqi Freedom’, cominciata il 20 marzo 2003 con l’attacco della coalizione guidata da Stati Uniti e Gran Bretagna per liberare il paese dal regime di Saddam Hussein. Dopo aver conquistato Mosul, il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi era entrato in città e aveva instaurato un califfato islamico che ad un certo punto copriva quasi un terzo dell’Iraq e della Siria. Ma fin dagli ultimi mesi dello scorso anno, i militanti dello Stato Islamico hanno perso battaglie in Iraq e le aree controllate nel paese si sono ristrette a Mosul e ad alcune piccole città nel nord e nell’ovest."
A lanciare l’allarme per la condizione dei civili è stato il responsabile delle operazioni umanitarie dell’Onu Stephen O’Brien: “Decine di migliaia di bambine irachene, di bambini, di uomini e donne potrebbero subire un assedio o essere utilizzati come scudi umani”, ha detto. “Migliaia di persone potrebbero rimanere intrappolate nei combattimenti” e “a seconda dell’intensità e del raggio degli scontri, nello scenario peggiore, fino a un milione di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le proprie case”.
Il primo ministro iracheno in tv ha ribadito che si tratta di un’operazione per assicura “la dignità” dell’Iraq: “Queste forze che vi stanno liberando oggi hanno un obiettivo a Mosul, che è quello di cacciare Daesh e assicurare la vostra dignità. Sono lì per amore di voi” ha detto agli abitanti di Mosul, usando alternativamente il nome Isis o Daesh per i militanti del sedicente Stato Islamico. “Dio volendo, vinceremo”, ha aggiunto. I tonfi di sporadici colpi d’artiglieria sono echeggiati attraverso le pianure ondulate di Nineveh, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni. La tv di stato ha trasmesso musiche patriottiche nel giro di alcuni minuti dopo l’annuncio del via all’attacco. L’offensiva per riconquistare Mosul, se coronata da successo, sarà il più duro colpo inferto finora all’Isis. In una dichiarazione sul suo sito internet Al-Abadi ha promesso che la battaglia per Mosul segnerà una nuova fase, che condurrà alla liberazione di tutti i territori iracheni dal controllo dei militanti dell’Isis entro la fine dell’anno.
Le forze irachene sono state ammassate intorno a Mosul nei giorni scorsi. Comprendono elementi delle forze speciali d’elite, che dovrebbero guidare la carica nella città stessa. Mosul ha più di un milione di abitanti. E’ caduta sotto il dominio dell’Isis durante un blitz nel giugno 2014 che ha lasciato circa un terzo dell’Iraq nelle mani dello Stato Islamico e ha fatto precipitare il paese nella sua crisi più dura dai tempi dell’operazione ‘Iraqi Freedom’, cominciata il 20 marzo 2003 con l’attacco della coalizione guidata da Stati Uniti e Gran Bretagna per liberare il paese dal regime di Saddam Hussein. Dopo aver conquistato Mosul, il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi era entrato in città e aveva instaurato un califfato islamico che ad un certo punto copriva quasi un terzo dell’Iraq e della Siria. Ma fin dagli ultimi mesi dello scorso anno, i militanti dello Stato Islamico hanno perso battaglie in Iraq e le aree controllate nel paese si sono ristrette a Mosul e ad alcune piccole città nel nord e nell’ovest."
'via Blog this'
Nessun commento:
Posta un commento