domenica 16 ottobre 2016

I piccioni non brillano per simpatia. Non è colpa loro| rubriche | www.avvenire.it

scaffale basso 15 ottobre | rubriche | www.avvenire.it: "I piccioni non brillano per simpatia. Non è colpa loro, ma è possibile che sia per via delle troppe controindicazioni che comporta la loro vita nelle nostre città. Ci sono ovviamente le eccezioni. Prendete Gedeone, gran chiacchierone, ingenuo e un po’ impiccione: lui se ne sta appollaiato sui comignoli dei tetti, sempre disposto a uno scambio di parole e di impressioni con gli altri abitanti del cielo e non reca danno ad alcuno.
Anzi, a tenerlo d’occhio si capisce che la sua prontezza di battute sarcastiche e amaramente ironiche sono la cifra della sua simpatia. Tra i tetti c’è un gran viavai e il comignolo di Gedeone è un polo d’attrazione senza eguali: tra i pennuti non si discute dei destini del mondo ma il bello è proprio qui, nello humor e nei nonsense dei battibecchi, nelle battute lievi e folgoranti. I personaggi di contorno del resto sono tutto un programma, dal merlo petulante al quartetto di improbabili usignoli che cinguettano ciascuno con una sola vocale, dalla chiocciola alpinista a Onofrio il gatto vegano a Basil il pettirosso istintivo fino al Piccionero e al Biancomerlo, emblemi del male e del bene, antagonisti sbaragliati dall’uccellino Spirito del Così Così… Impossibile raccontare le battute che fanno di queste pagine di fumetti a colori, un piccolo manuale a strisce di surreale filosofia quotidiana. Piccione Gedeone (Orecchio a cerbo; 13,90 euro) è firmato da Alberto Graziani, vecchia conoscenza di Avvenire dove le sue vignette sono apparse dal 2002 al 2015. Dai 13 anni

Tutto lascia credere a una storia reale: la voce narrante dell’autore che racconta di una lunga passeggiata in una zona ai piedi delle Alpi ai confini con la Provenza, arida e monotona, deserta e desolata; l’incontro con il pastore Elzéard Bouffier, solitario e taciturno; la scoperta dell’incredibile opera dell’uomo che piantando ogni giorno cento ghiande fa crescere nel giro di tre anni in quella landa battuta dai venti e popolata solo di lavanda selvatica, diecimila querce.
E dopo le querce, faggi e betulle… In molti hanno creduto all’esistenza di quel pastore generoso e all’effettivo felice incontro con l’autore. Quella che Jean Giono ci ha regalato ben sessantatre anni fa è invece una commovente storia di fantasia – per sua stessa ammissione - metafora delle possibilità di ciascun uomo di rendere il mondo un posto migliore. E di portare a buon fine, con la costanza della grandezza d’animo e l’accanimento della generosità “un’opera degna di Dio”. Omaggio al ventesimo anniversario della pubblicazione in Italia del libro, Salani ripropone una nuova preziosa edizione de L’uomo che piantava gli alberi (18 euro) illustrato con poetica magia, degna del racconto di Giono, da Peppo Bianchessi. Un nuovo classico da non perdere. Dai 15 anni.

All’inizio c’è solo un grande Lupo solitario che vivacchia all’ombra di un albero sgranocchiando mele e leggendo libri. Una vita monotona e persino un po’ malinconica. Un giorno però succede qualcosa di inconsueto che inquieta la bestiola: un Lupetto azzurro si avvicina a grandi passi e scala la collina dove Lupo regna indisturbato. Cosa va cercando? Certo si tratta di un cucciolo, ma quello è il suo territorio e il piccoletto potrebbe avanzare richieste e rivendicare diritti… " SEGUE >>>


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