Banche, scandalo stress test: "Bce ha aiutato Deutsche Bank": ""Dopo le figuracce del governo tedesco e della Bundesbank, che pontificavano sulla scarsa solidità delle banche italiane non curandosi del tracollo di Deutsche Bank in casa propria, ora anche la Bce sembra aver perso qualsiasi credibilità: quali garanzie di imparzialità può offrire il massimo organismo di vigilanza europeo se concede al gigante bancario tedesco un trattamento di favore negli stress test, peraltro attraverso una minuscola nota a pie' di pagina?".
Il quotidiano finanziario scrive che i dati della prima banca privata tedesca sono stati "gonfiati" da una concessione speciale, in quanto includono i proventi, circa 4 miliardi di dollari, dalla vendita della quota nella cinese Hua Xia anche se l'operazione non era ancora stata finalizzata a fine 2015, e cioè alla data ufficiale di chiusura dei bilanci ai fini degli stress test. Oggi a Francoforte la performance è positiva dello 0,4% (a 12,54 euro), ma il valore è più che dimezzato rispetto un anno fa: a fine ottobre 2015 i titoli valevano 27,61 euro. Il Financial Time spiega come a una banca spagnola, la Caixabank, che aveva completato un operazione di vendita a marzo del 2015 per 2,65 miliardi di euro, "non fu consentito di includere l'impatto di quella vendita nei suoi risultati". Il trattamento di favore riservato a Deutsche Bank lascia "perplessi", ha detto al quotidiano Chris Wheeler, analista di Atlantic Equities. Come conseguenza in borsa il titolo della più grande banca tedesca ha registrato pesanti perdite in apertura per poi risalire. "Le circostanze indicano che è inevitabile che gli osservatori di mercato saranno sospettosi e avranno qualche preoccupazione sulla veridicità (e affidabilità) di questi risultati". La banca ha comunque chiuso lo stress test fra le più deboli in Europa, delle 37 esaminate nell'esercizio, con un capitale primario (Cet1) che, nel caso di scenario avverso, scenderebbe a 7,8%. Ciò che ancora non si sapeva è che l'istituto teutonico è stato probabilmente 'salvaguardato' da parte della Bce di Mario Draghi durante gli stress test che la scorsa estate hanno interessato tutte le banche europee. Non a caso il numero uno dell'istituto tedesco, John Cryan, scriveva ai suoi dipendenti che "abbiamo raggiunto "risultati migliori" del 2014, che "sono il frutto di un duro lavoro e di molti piccoli passi".
Né Deutsche Bank né la Banca centrale europea hanno voluto commentare l'informazione."
Il quotidiano finanziario scrive che i dati della prima banca privata tedesca sono stati "gonfiati" da una concessione speciale, in quanto includono i proventi, circa 4 miliardi di dollari, dalla vendita della quota nella cinese Hua Xia anche se l'operazione non era ancora stata finalizzata a fine 2015, e cioè alla data ufficiale di chiusura dei bilanci ai fini degli stress test. Oggi a Francoforte la performance è positiva dello 0,4% (a 12,54 euro), ma il valore è più che dimezzato rispetto un anno fa: a fine ottobre 2015 i titoli valevano 27,61 euro. Il Financial Time spiega come a una banca spagnola, la Caixabank, che aveva completato un operazione di vendita a marzo del 2015 per 2,65 miliardi di euro, "non fu consentito di includere l'impatto di quella vendita nei suoi risultati". Il trattamento di favore riservato a Deutsche Bank lascia "perplessi", ha detto al quotidiano Chris Wheeler, analista di Atlantic Equities. Come conseguenza in borsa il titolo della più grande banca tedesca ha registrato pesanti perdite in apertura per poi risalire. "Le circostanze indicano che è inevitabile che gli osservatori di mercato saranno sospettosi e avranno qualche preoccupazione sulla veridicità (e affidabilità) di questi risultati". La banca ha comunque chiuso lo stress test fra le più deboli in Europa, delle 37 esaminate nell'esercizio, con un capitale primario (Cet1) che, nel caso di scenario avverso, scenderebbe a 7,8%. Ciò che ancora non si sapeva è che l'istituto teutonico è stato probabilmente 'salvaguardato' da parte della Bce di Mario Draghi durante gli stress test che la scorsa estate hanno interessato tutte le banche europee. Non a caso il numero uno dell'istituto tedesco, John Cryan, scriveva ai suoi dipendenti che "abbiamo raggiunto "risultati migliori" del 2014, che "sono il frutto di un duro lavoro e di molti piccoli passi".
Né Deutsche Bank né la Banca centrale europea hanno voluto commentare l'informazione."
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