mercoledì 7 settembre 2016

Terremoto, in 7 comuni il rischio è molto alto - Cronaca - ilrestodelcarlino.it

Terremoto, in 7 comuni il rischio è molto alto - Cronaca - ilrestodelcarlino.it: "Modena, 6 settembre 2016 - Dietro i numeri e le mappe colorate sulla pericolosità sismica c’è il lavoro di esperti sismologi e geologi, come spiega Doriano Castaldini, docente nel corso di studio di Geologia nel Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università di Modena e Reggio.

Perchè 7 comuni della provincia sono più a rischio di altri?

«Per due motivi: il primo è statistico, perchè nel passato ci sono stati forti terremoti in queste zone. Le mappe di pericolosità sismica si basano infatti sulla probabilità di osservare un certo scuotimento del suolo in una certa area durante un determinato periodo di tempo. Il secondo motivo riguarda indizi geologici».

Quali sono questi indizi?

«La provincia di Modena è attraversata da centinaia di faglie, ovvero spaccature nelle rocce in seguito a movimenti di queste ultime. Quando le faglie si muovono si generano onde sismiche che liberano energia facendo vibrare il solo. Le strutture dell’Appennino si stanno muovendo al ritmo di qualche millimetro all’anno e schiacciano la pianura».

Perchè Formigine e Pievepelago, pur così distanti, sono entrambi in zone ad alto rischio?

«La pericolosità a Pievepelago e Frassinoro è legata alla loro vicinanza alla Garfagnana che è la zona più attiva dal punto di vista sismico di tutto l’Appenino settentrionale ed è una depressione tettonica che sprofonda. I comuni che si trovano a margine dell’Appennino hanno invece una spiegazione diversa sulla loro attività sismica».

Quale?

«A margine dell’Appennino ci sono rocce piegate e fagliate, visibili in alcuni punti della collina, che poi continuano nel sottosuolo coperte dai depositi dei fiumi e spingono verso la pianura. Queste faglie si muovono e provocano onde sismiche».

Perchè, nonostante il terremoto del 2012, la Bassa è ancora in zona 3?

«Perchè comunque la possibilità che possa verificarsi un terremoto di forte intensità è rara, guardando ciò che è avvenuto nei secoli scorsi. Mentre è più probabile che si verifichi un forte terremoto ai margini dell’Appennino».

Quindi non c’entra nulla il sottosuolo argilloso?

«No, anzi. I materiali cosiddetti sciolti, come argilla e sabbia e ghiaia, sono più pericolosi della roccia, contrariamente a quello che molti pensano, perchè amplificano maggiormente le onde sismiche».

La città di Modena resta in zona 3 e quindi corre meno rischi?

«Esatto, le statistiche ci dicono che la probabilità di un forte terremoto non si può escludere ma è rara».

Quanto è importante lo studio del sottosuolo per prevenire il crollo degli edifici?

«É fondamentale. Se nello stesso comune una casa crolla e quella vicina resta in piedi il motivo può essere sia nelle tecniche di costruzione che nelle caratteristiche del sottosuolo. Le onde sismiche non seguono ovviamente i confini amministrativi».

I geologi dovrebbero essere consultati nelle pianificazioni urbanistiche?

«Il loro parere viene già tenuto in considerazione ma, credo, non come dovrebbe essere. Il geologo è importante come l’ingegnere strutturista. Ricordo anche che il corso di Geologia dell’università di Modena tratta in modo approfondito queste tematiche».

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