giovedì 15 settembre 2016

Referendum, confronto Renzi-Anpi. Smuraglia: "Carta stravolta". Il premier: "Democrazia a rischio? Presa in giro" - Il Fatto Quotidiano

Referendum, confronto Renzi-Anpi. Smuraglia: "Carta stravolta". Il premier: "Democrazia a rischio? Presa in giro" - Il Fatto Quotidiano: "Oltre 1.500 sedie, alcune panche aggiunte all’ultimo minuto e centinaia di persone in piedi. L’organizzazione della Festa dell’Unità di Bologna parla di oltre 4000 persone accorse al Parco Nord per il confronto sul referendum tra il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, e il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia. Sia Smuraglia sia Renzi finora hanno ricevuto applausi dai partecipanti al dibattito (apparentemente divisi equamente), ma sono stati anche interrotti dai sostenitori delle “fazioni” avverse.

Il primo a parlare, con la moderazione di Gad Lerner, è stato il presidente dell’associazione dei partigiani: “Sono qui – dice Smuraglia – perché considero questo invito positivo e un’occasione per dare un esempio di civiltà e di un confronto non con toni esasperati. Il referendum è il momento più alto della vita democratica e va rispettato”. “Ci schieriamo sul referendum – ha aggiunto – perché nel nostro statuto c’è come obiettivo la difesa della Costituzione e questa è una riforma che vuole stravolgere il suo spirito”. “Per noi è una riforma che danneggerebbe il Paese. Il nostro obiettivo è difendere la Costituzione e non ci interessa chi deve governare. I governi cadono quando non hanno più il sostegno popolare”. “Sì è perso tanto tempo per riforma fatta male”, secondo l’avvocato.


“La riforma bisogna guardarla dentro – dice – C’è un Senato svirilizzato con pochi componenti, che sono non elettivi ed eletti non si sa come, e non si capiscono le modalità con cui potrà svolgere le sue funzioni”. “C’è un articolo per cui i consiglieri regionali eleggono i senatori e non si sa come – ha aggiunto – Ritenete possibile che i consiglieri e i sindaci possano fare i senatori senza fare i loro mestieri? C’è una legge che prevede che i docenti universitari, se eletti in parlamento, devono andare in aspettativa perché non si può fare il doppio mestiere: in questo caso il consigliere regionale fa il senatore a mezzo tempo e non si sa come possa farlo”. Inoltre, “l’articolo 70 dice che le camere votano le leggi, ma ora l’articolo 70 parla di otto casi di voto. C’è un insieme di procedure che complicano il procedimento invece che alleggerirlo”. Ma Smuraglia precisa: “Sarebbe un danno per il Paese se passasse questa riforma, quindi ci battiamo perché non passi. Ma non ci riguarda la questione del Governo e del presidente del Consiglio. Il governo cade quando non ha la fiducia, non lo decide un’associazione o un referendum”.

Smuraglia ha anche ripreso le prese di posizioni “eccellenti” degli ultimi giorni: “Non capisco perché dall’estero ci prospettino la rovina del Paese. Quando nel 2006 vincemmo il referendum, Berlusconi rimase al governo”. E così si spiega anche un po’ la “retromarcia” di Renzi sulle possibili dimissioni da presidente del Consiglio in caso di vittoria del no: “Non vorrei che qualcuno avesse paventato al presidente Renzi che dovesse davvero andare a casa in caso di sconfitta”.

La replica del capo del governo, che tra l’altro ha citato come nei giorni scorsi la riforma del Titolo V voluta da D’Alema, si è concentrata soprattutto sullo “sminare” quelle che ha definito come “falsità”. “Si può votare sì, si può votare No. Ma dire che è in gioco la democrazia è una presa in giro per il popolo italiano”. “Il nostro – prosegue il segretario del Pd – è un Paese con un eccesso politici e poca politica, soprattutto negli ultimi anni”. “Il referendum costituzionale riduce le poltrone, non gli spazi di democrazia”. Quanto all’assetto istituzionale, “il bicameralismo paritario – aggiunge – non esiste in nessun altro Paese e non lo volevano né Dc né Pci“. La ragione è anche che “questo è un Paese che ha avuto un eccesso di politici e un difetto di politica con la ‘p’ maiuscola per quello che ritengo un sistema barocco – afferma Renzi – Il bicameralismo paritario non esiste in nessun altro Paese”. Renzi ribadisce che è un’occasione che passa raramente. “Per fare una riforma costituzionale non è che ci vuole una settimana, come ha detto Smuraglia. Noi ci abbiamo messo due anni e mezzo facendo di corsa”." SEGUE >>>


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