Papa Francesco: "Quante nuove schiavitù in nome di una falsa libertà": ""Non c'è peccato in cui siamo caduti da cui non possiamo risorgere; non c'è una persona irrecuperabile" Lo ha detto il Papa nella breve catechesi che ha preceduto l'Angelus. Papa Francesco, inoltre, ha voluto invitare oggi la folla di piazza San Pietro "ad una speciale preghiera per il Gabon, che sta attraversando un momento di grave crisi politica". Egli conosce i nostri peccati e ci perdona. Questa è la debolezza di Dio: "quando ci abbraccia e ci perdona, perde la memoria, non ha memoria".
"Abbiamo bisogno che Dio ci liberi da ogni forma di indifferenza, di egoismo e di autosufficienza", ribatte Papa Francesco.
Ciò che colpisce, precisa il Pontefice, non è tanto la triste storia di un giovane che precipita nel degrado, ma le sue parole decisive: "Mi alzerò, andrò da mio padre". La misericordia "si attua nella Redenzione, cioè nella salvezza che ci è stata donata con il sangue del suo Figlio Gesù (cfr 1 Pt 1,18-21)". E il suo perdono cancella il passato e ci rigenera nell'amore.
"Quando il peccatore si converte e si fa ritrovare da Dio non lo attendono rimproveri e durezze, perché Dio salva".
Il Papa ricorda che "nelle angustie e nelle persecuzioni, come nei dolori quotidiani, siamo sempre liberati dalla mano misericordiosa di Dio che ci conduce ad una vita nuova".
"Avete mai pensato che ogni volta che ci accostiamo al confessionale, c'è gioia e festa nel cielo?" Perciò incoraggia tutti, in particolare i cattolici "ad essere costruttori di pace nel rispetto della legalità, nel dialogo e nella fraternità".
Inoltre Francesco rende omaggio alla figura di don Ladislao Bukowinski, "sacerdote e parroco, perseguitato per la sua fede" dal regime di Stalin, che oggi, a Karaganda, in Kazakhstan, viene proclamato beato. Bergoglio prima di recarsi in Piazza e dare avvio all'udienza giubilare si è soffermato a salutare un ragazzo malato e lo ha cresimato, poi ha svolto il tradizionale giro in papamobile tra i tanti pellegrini presenti e ha parlato loro della grande tenerezza che Dio nutre "per i più piccoli, i più deboli, per tutti gli scartati dalla società"."
"Abbiamo bisogno che Dio ci liberi da ogni forma di indifferenza, di egoismo e di autosufficienza", ribatte Papa Francesco.
Ciò che colpisce, precisa il Pontefice, non è tanto la triste storia di un giovane che precipita nel degrado, ma le sue parole decisive: "Mi alzerò, andrò da mio padre". La misericordia "si attua nella Redenzione, cioè nella salvezza che ci è stata donata con il sangue del suo Figlio Gesù (cfr 1 Pt 1,18-21)". E il suo perdono cancella il passato e ci rigenera nell'amore.
"Quando il peccatore si converte e si fa ritrovare da Dio non lo attendono rimproveri e durezze, perché Dio salva".
Il Papa ricorda che "nelle angustie e nelle persecuzioni, come nei dolori quotidiani, siamo sempre liberati dalla mano misericordiosa di Dio che ci conduce ad una vita nuova".
"Avete mai pensato che ogni volta che ci accostiamo al confessionale, c'è gioia e festa nel cielo?" Perciò incoraggia tutti, in particolare i cattolici "ad essere costruttori di pace nel rispetto della legalità, nel dialogo e nella fraternità".
Inoltre Francesco rende omaggio alla figura di don Ladislao Bukowinski, "sacerdote e parroco, perseguitato per la sua fede" dal regime di Stalin, che oggi, a Karaganda, in Kazakhstan, viene proclamato beato. Bergoglio prima di recarsi in Piazza e dare avvio all'udienza giubilare si è soffermato a salutare un ragazzo malato e lo ha cresimato, poi ha svolto il tradizionale giro in papamobile tra i tanti pellegrini presenti e ha parlato loro della grande tenerezza che Dio nutre "per i più piccoli, i più deboli, per tutti gli scartati dalla società"."
'via Blog this'
Nessun commento:
Posta un commento