Terremoto: si indaga sul fiume di denaro pubblico speso per l'adeguamento sismico - Rai News: "Terminata la prima fase dell'emergenza del terremoto, ora le procure inizieranno ad indagare su decine di appalti per la messa in sicurezza degli edifici pubblici. Ipotesi false certificazioni antisismiche e lavori mai effettuati. Sono partiti i sequestri degli edifici crollati nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Rieti dopo il sisma che ha devastato Amatrice e altri centri. Tra gli stabili a cui saranno posti i sigilli anche la scuola Capranica di Amatrice.
Dopo il terremoto dell'Aquila nel 2009 la provincia di Rieti ha ricevuto 84 milioni di euro per la ricostruzione e a questa somma si sono aggiunti trasferimenti dello Stato, progetti finanziati dalla Regione, aiuti della Chiesa. Eppure nella notte del 24 agosto le scosse telluriche hanno raso al suolo case, chiese ed edifici pubblici.
La procura di Rieti lavorerà a tutto campo, con "accertamenti sulle aziende che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione dopo i terremoti passati per capire chi e come ha lavorato", ma con fari accesi anche sui privati. Lo spiega il procuratore di Rieti Giuseppe Saieva in un'intervista al Messaggero.
Nelle abitazioni provate "ogni ristrutturazione deve essere l'occasione per ristrutturare la struttura portante. Se crolla e non avevo fatto l'adeguamento sismico questo fattore può essere un elemento di indagine", dice Saieva. "Nel caso in cui io non ho fatto l'adeguamento sismico ma controllando le macerie si capisce che ho posto in essere una condizione dell'evento morte di qualcuno, in astratto ci potrebbe essere una ipotesi di omicidio colposo. Ma stiamo parlando di ipotesi". Sulla possibilità che alcune case abbiano subito nel tempo interventi anomali, forse abusivi, "chi fa i lavori abusivi non è in possesso di documentazione, dunque gli accertamenti potrebbero essere complicati. Per i lavori disposti da strutture pubbliche c'è un'erogazione di denaro che lascia traccia, dunque ricostruire l' iter sarà più semplice", osserva Saieva.
Nelle indagini, è possibile che abbiano la priorità gli edifici pubblici che hanno causato vittime, "anche se i casi sono rari. Gli edifici pubblici senza vittime potrebbero essere stralciati dall'indagine principale, come nel caso della scuola elementare di Amatrice", afferma il procuratore. "Appena avrò tutti gli atti in mano sceglierò la polizia giudiziaria giusta per lavorare all'indagine. Gli spunti investigativi sono molti, alcuni provengono persino dagli approfondimenti fatti dai giornali".
Il deputato Pd, Fabio Melilli, ex subcommissario per la ricostruzione delle province del Centro Italia dopo il terremoto dell'Umbria del 1997, in un'intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che "in questi giorni si è dato per scontato che tutti gli edifici pubblici fossero adeguati ai criteri antisismici, invece non lo è nessuno. Quelli che fece la Provincia furono lavori di riparazione su complessi, essenzialmente chiese monumentali, danneggiati dal terremoto dell'Umbria". "Facemmo trecento interventi in tutto. Secondo la procedura - spiega Melilli - tutti gli enti esprimevano un parere, quindi il progetto veniva vagliato e approvato dal comitato tecnico scientifico, infine noi subcommissari, a valle, davamo il via all'appalto. Avviai il 90% dei lavori ma la complessità burocratica incise sui tempi, tanto che alcuni progetti sono ancora in via di completamento". La spesa fu di circa 70 milioni di euro, "decisa ovviamente a monte. Noi ci limitammo ad appaltare i lavori. Gli enti attuatori erano il Commissario, il Comune, la Curia e la Soprintendenza. Ma la maggior parte erano monumenti: la Soprintendenza era decisiva", dice Melilli, e "per le Soprintendenze la tutela del monumento è la vera priorità". "Per quanto riguarda le chiese di Amatrice e Accumoli - precisa - furono date indicazioni precise di limitare gli interventi alle porzioni danneggiate a tutela della monumentalità degli edifici".
L'ingegnere Fabrizio Mazzuca, uno dei tre progettisti della messa in sicurezza del complesso parrocchiale di Amatrice Patarico, tra le 21 opere nel mirino della procura di Rieti ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Stampa: "L'ho detto e l'ho scritto in una relazione allegata al progetto: quel tipo di lavoro non sarebbe stato sufficiente a salvare in toto la chiesa. Servivano più soldi e un intervento più strutturale", ha dichiarato l’ingegnere. "Non si è trattato di un 'adeguamento sismico' ma solo di un parziale miglioramento in seguito al terremoto del '97. Non era, in altre parole, previsto un intervento particolarmente aggressivo. Ma ad aggravare la situazione - dice Mazzuca - c'era una precedente ristrutturazione, successiva al sisma dell'1980, che a mio avviso appesantiva troppo la struttura: il tetto della chiesa era gravato da uno spessore di calcestruzzo, non di cemento armato. Misi nero su bianco l'esigenza di demolire quel carico sul tetto e quella di sostituire la trave orizzontale di legno con una di acciaio. Ma i soldi erano pochi e quindi non si poté procedere secondo le mie indicazioni".
Il Comune di Amatrice, dopo aver annunciato la volontà di costituirsi parte lesa in un eventuale processo post terremoto, ha nominato due legali. Si tratta degli avvocati Mario Cicchetti e Francesco Lettera che hanno presentato un'istanza alla procura di Rieti perché chieda al Gip un incidente probatorio sul crollo parziale della scuola del borgo distrutto dal terremoto." SEGUE >>>
Dopo il terremoto dell'Aquila nel 2009 la provincia di Rieti ha ricevuto 84 milioni di euro per la ricostruzione e a questa somma si sono aggiunti trasferimenti dello Stato, progetti finanziati dalla Regione, aiuti della Chiesa. Eppure nella notte del 24 agosto le scosse telluriche hanno raso al suolo case, chiese ed edifici pubblici.
La procura di Rieti lavorerà a tutto campo, con "accertamenti sulle aziende che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione dopo i terremoti passati per capire chi e come ha lavorato", ma con fari accesi anche sui privati. Lo spiega il procuratore di Rieti Giuseppe Saieva in un'intervista al Messaggero.
Nelle abitazioni provate "ogni ristrutturazione deve essere l'occasione per ristrutturare la struttura portante. Se crolla e non avevo fatto l'adeguamento sismico questo fattore può essere un elemento di indagine", dice Saieva. "Nel caso in cui io non ho fatto l'adeguamento sismico ma controllando le macerie si capisce che ho posto in essere una condizione dell'evento morte di qualcuno, in astratto ci potrebbe essere una ipotesi di omicidio colposo. Ma stiamo parlando di ipotesi". Sulla possibilità che alcune case abbiano subito nel tempo interventi anomali, forse abusivi, "chi fa i lavori abusivi non è in possesso di documentazione, dunque gli accertamenti potrebbero essere complicati. Per i lavori disposti da strutture pubbliche c'è un'erogazione di denaro che lascia traccia, dunque ricostruire l' iter sarà più semplice", osserva Saieva.
Nelle indagini, è possibile che abbiano la priorità gli edifici pubblici che hanno causato vittime, "anche se i casi sono rari. Gli edifici pubblici senza vittime potrebbero essere stralciati dall'indagine principale, come nel caso della scuola elementare di Amatrice", afferma il procuratore. "Appena avrò tutti gli atti in mano sceglierò la polizia giudiziaria giusta per lavorare all'indagine. Gli spunti investigativi sono molti, alcuni provengono persino dagli approfondimenti fatti dai giornali".
Il deputato Pd, Fabio Melilli, ex subcommissario per la ricostruzione delle province del Centro Italia dopo il terremoto dell'Umbria del 1997, in un'intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che "in questi giorni si è dato per scontato che tutti gli edifici pubblici fossero adeguati ai criteri antisismici, invece non lo è nessuno. Quelli che fece la Provincia furono lavori di riparazione su complessi, essenzialmente chiese monumentali, danneggiati dal terremoto dell'Umbria". "Facemmo trecento interventi in tutto. Secondo la procedura - spiega Melilli - tutti gli enti esprimevano un parere, quindi il progetto veniva vagliato e approvato dal comitato tecnico scientifico, infine noi subcommissari, a valle, davamo il via all'appalto. Avviai il 90% dei lavori ma la complessità burocratica incise sui tempi, tanto che alcuni progetti sono ancora in via di completamento". La spesa fu di circa 70 milioni di euro, "decisa ovviamente a monte. Noi ci limitammo ad appaltare i lavori. Gli enti attuatori erano il Commissario, il Comune, la Curia e la Soprintendenza. Ma la maggior parte erano monumenti: la Soprintendenza era decisiva", dice Melilli, e "per le Soprintendenze la tutela del monumento è la vera priorità". "Per quanto riguarda le chiese di Amatrice e Accumoli - precisa - furono date indicazioni precise di limitare gli interventi alle porzioni danneggiate a tutela della monumentalità degli edifici".
L'ingegnere Fabrizio Mazzuca, uno dei tre progettisti della messa in sicurezza del complesso parrocchiale di Amatrice Patarico, tra le 21 opere nel mirino della procura di Rieti ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Stampa: "L'ho detto e l'ho scritto in una relazione allegata al progetto: quel tipo di lavoro non sarebbe stato sufficiente a salvare in toto la chiesa. Servivano più soldi e un intervento più strutturale", ha dichiarato l’ingegnere. "Non si è trattato di un 'adeguamento sismico' ma solo di un parziale miglioramento in seguito al terremoto del '97. Non era, in altre parole, previsto un intervento particolarmente aggressivo. Ma ad aggravare la situazione - dice Mazzuca - c'era una precedente ristrutturazione, successiva al sisma dell'1980, che a mio avviso appesantiva troppo la struttura: il tetto della chiesa era gravato da uno spessore di calcestruzzo, non di cemento armato. Misi nero su bianco l'esigenza di demolire quel carico sul tetto e quella di sostituire la trave orizzontale di legno con una di acciaio. Ma i soldi erano pochi e quindi non si poté procedere secondo le mie indicazioni".
Il Comune di Amatrice, dopo aver annunciato la volontà di costituirsi parte lesa in un eventuale processo post terremoto, ha nominato due legali. Si tratta degli avvocati Mario Cicchetti e Francesco Lettera che hanno presentato un'istanza alla procura di Rieti perché chieda al Gip un incidente probatorio sul crollo parziale della scuola del borgo distrutto dal terremoto." SEGUE >>>
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