lunedì 8 agosto 2016

Papa Francesco Culture e religioni diverse, ma siamo tutti fratelli

Papa Francesco Culture e religioni diverse, ma siamo tutti fratelli: ""Gesù - ha sottolineato - ci ricorda che l'attesa della beatitudine eterna non ci dispensa dall'impegno di rendere più giusto e più abitabile il mondo". Vogliamo metterci al sicuro, ma non comprendiamo che il dramma è dentro noi stessi. In particolare, il pensiero del papa è rivolto alla Siria: "Continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo".

È un invito che giunge nel giorno in cui, durante l'Angelus recitato in piazza San Pietro, Bergoglio era tornato a parlare delle guerre che devastano il nostro pianeta e delle sue terribili conseguenze, soprattutto donne e bambini. In questo senso, ha aggiunto Francesco, la vita è "una veglia operosa" al servizio degli altri. "E' inaccettabile - ha affermato - che tante persone inermi, anche tanti bambini, debbano pagare il prezzo del conflitto".

Prima dell'Angelus invece il Papa si è soffermato sul concetto di attaccamento al denaro: "Possiamo avere tante cose, essere tanto attaccati al denaro, averne tanto ma poi alla fine non possiamo portarlo con noi".

"Tante ingiustizie, violenze e cattiverie quotidiane nascono dall'idea di comportarci come padroni della vita degli altri". Si capisce bene come Francesco, in questo quadro, escluda qualunque assonanza tra questo atteggiamento ingordo del cuore - l'uomo corrotto considera la realtà come una risposta convincente, plausibile, per saziare l'appetito del proprio bisogno umano - e la religiosità autentica che, invece, muove proprio i suoi passi dalla sproporzione ultima che l'uomo avverte tra sé e la realtà. "Vuole che lo chiamiamo padre, perché siamo figli dell'unico padre". Infine, ha concluso, "la nostra speranza di possedere il Regno nell'eternità ci spinge a operare per migliorare le condizioni della vita terrena, specialmente dei fratelli più deboli"."


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