sabato 27 agosto 2016

Brescia, lite al contrario sui profughi, Pd: «Non li vogliamo», Lega Nord: «Accogliamoli» - Corriere.it

Brescia, lite al contrario sui profughi, Pd: «Non li vogliamo», Lega Nord: «Accogliamoli» - Corriere.it: "Dall’infamia alla lode. Per la palazzina di via Bocchi, che a Brescia ospita 42 profughi, gli elogi sono arrivati anche dall’assessore regionale alla Sicurezza di Regione Lombardia, la leghista Simona Bordonali, che venerdì ha visitato l’abitazione al civico 19: «questo centro è un’anomalia, ma in senso positivo. È la prima volta - dice l’esponente leghista - che vedo donne con bambini». Un elemento che fa propendere l’assessore per la veridicità del racconto di famiglie che «scappano dal Nord-est della Nigeria», regioni insanguinate da «un terrorista come Boko Haram».
shadow carouselBrescia: i 42 richiedenti asilo alloggiati in via Bocchi

Barti invertite
Potrebbe sembrare che si siano invertite le parti, con il Carroccio che apre all’accoglienza e il Partito democratico che fa le pulci a chi accoglie i profughi in appartamenti dove, secondo il sindaco Emilio Del Bono, non tutte le autorizzazioni edilizie sarebbero state rispettate. Del Bono ha spiegato che l’immobile è diventato di fatto «una residenza collettiva, violando la destinazione d’uso del Pgt». Un mancato rispetto delle regole da parte della proprietà che l’amministrazione comunale intende sanzionare: «I lavori eseguiti - ripete - non erano autorizzati, eccedono la manutenzione straordinaria e, come tali, saranno sanzionati». Sempre Del Bono, spiegando di non essere stato informato dell’arrivo dei 42 richiedenti asilo, ha detto che: «Con la Prefettura si è aperta una ferita». Sembrano essersi invertite le parti, ma in realtà l’assessore Bordonali è la prima a sottolineare che è giusto «accogliere chi scappa dalle guerre: Regione Lombardia l’ha sempre detto». La vera battaglia è sui «finti profughi che invece vanno rispediti indietro: questi - dice indicando le donne di colore che si affacciano alla finestra - scappano davvero dalle violenze».

Del Bono: «I proprietari dell’immobile hanno violato il pgt»
Sarà la Commissione prefettizia a giudicare se i racconti delle famiglie nigeriane sono veritieri, ma di certo il sopralluogo sembra aver risolto una vicenda che si trascina da giorni. Prima il sindaco Del Bono aveva detto di non essere stato informato dell’arrivo dei profughi, poi si sarebbe scoperto che la ristrutturazione richiesta dalla proprietà si era trasformata, di fatto, in un cambio di destinazione d’uso, «violando il Pgt» e determinando un’inevitabile sanzione. «E invece di problemi non ce ne sono» ha detto venerdì Luciano Lussignoli, l’architetto consulente di Ekopra, la cooperativa che ha preso in affitto l’appartamento. Le sanzioni sembravano certe, ma Lussignoli è convinto che il sindaco sia stato «male informato». Sembra destinato a rientrare anche il problema sovraffollamento riscontrato dall’Ats: il numero dei bambini ha fatto lievitare i calcoli, ma i cinque piccoli non posso certo essere separati dalle mamme. Tanto più perché la cooperativa si occupa anche di minori non accompagnati, «Mentre i più grandi - assicura la presidente di Ekopra, Magda Nassa - potrebbero iniziare già settimana prossima i lavori sociali al Vantiniano».

Tutti i veleni della politica
C’è da ricostruire una frattura istituzionale, tra prefettura e Loggia, e ricomporre una disputa politica, quella tra Pd e Lega Nord, che ha visto contrapporsi Del Bono da una parte e Fabio Rolfi e Simona Bordonali dall’altra. L’assessore regionale ha criticato ancora il sindaco di Brescia («Del Bono ha perso il controllo della città, diceva che non sarebbero arrivati piu’ di 300 richiedenti asilo e ne abbiamo 650») ma poi gli ha teso la mano, provando a raggiungere un obiettivo comune: «Se Del Bono vuole fermare l’invio di richiedenti asilo a Brescia - ha detto Bordonali - lo invito a chiamare Renzi per organizzare un incontro. Andiamo insieme a Roma e chiediamo che la Lombardia sia esclusa dalle prossime ripartizioni, visto che attualmente è la Regione che ne ospita di più». Per l’assessore non bisogna contare solo i 20 mila che hanno fatto richiesta di asilo, ma anche chi vuole fuggire in Germania e Svizzera e viene respinto, oltre alle «migliaia che non hanno i requisiti ma rimangono, clandestinamente, sul nostro territorio: questi vanno rimpatriati» conclude Bordonali. "

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