martedì 26 luglio 2016

Rouen, il mondo cattolico condanna l'attacco in chiesa. Da Papa Francesco alla Cei: il dolore per la strage

Rouen, il mondo cattolico condanna l'attacco in chiesa. Da Papa Francesco alla Cei: il dolore per la strage: "Il mondo cattolico condanna in maniera unanime l'attacco alla chiesa vicino a Rouen, in Francia, dove il prete Jacques Hamel è stato sgozzato e ucciso da due uomini. Papa Francesco ha chiesto "al signore di ispirare in tutti pensieri di riconciliazione e di fraternità dopo questo nuovo evento". Il Pontefice ha espresso così, in un telegramma inviato all'arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, il suo dolore dopo l'attacco alla chiesa in Normandia.

Francesco ha, quindi, espresso "vicinanza spirituale" e si è unito "in preghiera con la sofferenza delle famiglie, e il dolore della parrocchia e la diocesi di Rouen". "Egli - si legge nel telegramma - invoca Dio, padre misericordioso, perché accolga padre Jacques Hamel in pace con la sua luce". Il Papa, infine, si è detto "particolarmente turbato da questo atto di violenza che ha avuto luogo in una chiesa durante la liturgia della messa ed ha implorato la pace di dio per il mondo".

Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha detto: "Il Papa è informato e partecipa al dolore e all'orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite". Il portavoce vaticano ha aggiunto: "È una nuova notizia terribile che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione". "Seguiamo la situazione e attendiamo ulteriori informazioni per comprendere meglio ciò che è avvenuto. Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l'amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese".

Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente dei vescovi francesi, monsignor Georges Paul Pontier, "L'Europa deve riscoprire i valori fondamentali di accoglienza. Il nostro motto, libertà uguaglianza fraternità, non deve valere solo per la Francia ma deve valere per l'Europa. Non si costruiscano muri ma si costruiscano ponti per le persone che arrivano qui". Pontier indica l'Italia come modello: "Bisogna fare quello che sta facendo l'Italia per accogliere i rifugiati".

Quanto all'assassinio del sacerdote francese, Pontier riferisce di averlo "appreso direttamente dal presidente Hollande. Gli ho chiesto se fosse vero perché era una notizia inimmaginabile. Ci vogliono abbattere - ha proseguito - ma il popolo francese deve poter reagire unito. Non manchi mai la fiducia tra musulmani, cristiani, tra tutti. La fraternità è l'unico cammino che serve per portarci lontano da queste forme di violenza".

Anche la Cei ha espresso la sua vicinanza alla Chiesa francese colpita dall'assassinio di Rouen. "La notizia proveniente dalla Normandia - hanno detto in una nota i vescovi italiani - viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l'esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire, con una rinnovata testimonianza di fede, una società riconciliata e aperta alla speranza".

"Il ricordo e la preghiera per padre Jacques Hamel, il sacerdote assassinato questa mattina in una chiesa nei pressi di Rouen, in Francia, ha aperto il primo incontro dei Vescovi italiani, giunti in 136 a Cracovia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù", si legge in una nota diffusa dalla città polacca dove è in corso la Gmg. "Il dolore per questo attentato - prosegue il comunicato della Cei - è reso ancora più forte proprio dalla distanza rispetto al clima e al significato dell'evento in corso in Polonia: la presenza di 90 mila giovani italiani, provenienti da 179 diocesi e accompagnati da 2292 sacerdoti, è all'insegna dell'incontro, della gioia e della fraternità tra i popoli. La notizia proveniente dalla Normandia viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l'esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire, con una rinnovata testimonianza di fede, una società riconciliata e aperta alla speranza".

A commentare l'omicidio del sacerdote di Rouen è anche il direttore dell'Osservatore romano, Giovanni Maria Vian: "Ancora sangue, sangue su sangue, che si aggiunge a quello versato in molti luoghi, da troppo tempo, ma soprattutto nel Medio e nel Vicino oriente, in Africa, ora anche in Europa, spesso ostentando e dunque profanando apertamente il nome di Dio, comunque offeso e ferito ogni volta che si uccide un essere umano. "La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo" esclama Dio nel dolore stupefatto di fronte all'assassinio di Abele, in uno dei racconti fondativi delle fedi monoteiste, troppe volte a torto ritenute responsabili di violenze e guerre"
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