giovedì 21 luglio 2016

I civili innocenti e il prezzo della guerra

I civili innocenti e il prezzo della guerra: "Non conosce tregua le violenza contro civili innocenti in Siria, dove prosegue senza sosta il conflitto tra ribelli e governativi leali al presidente Assad. Almeno 77 persone, tra cui diversi bambini, sono morte in due bombardamenti aerei nell’area di Aleppo. Sembrerebbe — secondo quanto riferito da fonti di stampa, citando testimoni locali — che i civili colpiti e uccisi siano stati scambiati per miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is). Si sarebbe dunque trattato di un tragico errore.



Questo mentre i combattimenti via terra continuano senza sosta ad Aleppo, dove l’esercito di Assad sta avanzando per completare la conquista della città e liberare le ultime zone da ribelli e jihadisti dell’Is o del Fronte Al Nusra. I timori riguardano soprattutto — dicono gli esperti — le zone abbandonate dall’Is, che vengono lasciate piene di mine, e dove quindi si fa fatica ad avanzare. La battaglia di Aleppo è iniziata nel luglio 2012. Dopo mesi di combattimenti, in seguito all’attacco iniziale dei ribelli, lo scontro si è trasformato in una guerra di posizione, con vari tentativi di avanzamento da entrambe le parti. Questo per almeno tre anni, fino a quando, nei mesi scorsi, i governativi sono riusciti a lanciare una nuova offensiva e a guadagnare terreno. Intanto, la situazione politica in Iraq è in fase di ulteriore transizione. Il premier, lo sciita Haider Al Abadi, che sta tentando di operare un rimpasto di Governo, ha accettato le dimissioni di cinque ministri, tra cui quello del Petrolio. Questo mentre i combattimenti si stanno concentrando soprattutto nell’area di Mosul, la principale roccaforte dell’Is nel Paese. Ora si teme che un indebolimento dell’Esecutivo di Baghdad possa avere ripercussioni negative sulla lotta contro i jihadisti e che quindi possa comportare un rallentamento delle operazioni."


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