Turchia, premier Davutoglu si dimette: "Serve un cambiamento": "Il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, ha annunciato le sue dimissioni e non si presenterà come candidato alla leadership dell'AKP nella prossima convention straordinaria del partito di governo indetta per il 22 maggio. L'Akp terrà un congresso straordinario il 22 maggio per eleggere il suo successore, che a questo punto non potrà che essere un fidatissimo di Erdogan.
Ahmet Davutoglu ha accompagnato Erdogan in tutte le fasi della sua scalata al potere; prima come Ministro degli Esteri e in seguito avvicendandosi all'attuale Presidente, sostituendolo sullo scranno di Premier turco nell'agosto 2014. Ma nel frattempo Ankara deve soddisfare almeno tre specifiche condizioni, che comprendono progressi sulla corruzione e una modifica della legislazione sulla terrorismo, oggi troppo ampia e che permette di arrestare e perseguire gli oppositori del regime.
Davutoglu viene considerato uno dei principali promotori dell'ingresso della Turchia nella Ue, dato che ha accelerato i tempi dei negoziati tra le parti e ha ispirato maggiore fiducia tra i vari leader europei. Anzi, al contrario la sensazione è che Ankara si stia allontanando ancora di più dall'Ue.
Ha poi assicurato che il passaggio di consegne ai vertici dell'Akp avverrà "in modo pacifico, garantendo l'integrità del partito", di cui è "orgoglioso di essere parte". Un potere al quale, però, Erdoğan non ha intenzione rinunciare. Sembra infatti che Davutoglu abbia opposto una certa resistenza proprio all'ambizione di Erdogan di riscrivere la Costituzione dandogli un profilo autocratico. I dissensi più o meno velati sulla riforma costituzionale che metterebbe da parte per sempre il dualismo premier-presidente, naturalmente a vantaggio di quest'ultimo, la questione dell'abolizione dell'immunità parlamentare e la linea debole nei confronti dell'Europa su immigrazione e ingresso della Turchia nell'Unione, sono i temi su cui il confronto tra i due si è maggiormente esacerbato.
Nel suo discorso di addio, Davutoglu ha annunciato che non si candiderà al congresso ma resterà nel partito. Lo si è visto dalla liberalizzazione dei visti, ma anche dalla vicenda del comico tedesco finito a processo per la satira su di lui."
Ahmet Davutoglu ha accompagnato Erdogan in tutte le fasi della sua scalata al potere; prima come Ministro degli Esteri e in seguito avvicendandosi all'attuale Presidente, sostituendolo sullo scranno di Premier turco nell'agosto 2014. Ma nel frattempo Ankara deve soddisfare almeno tre specifiche condizioni, che comprendono progressi sulla corruzione e una modifica della legislazione sulla terrorismo, oggi troppo ampia e che permette di arrestare e perseguire gli oppositori del regime.
Davutoglu viene considerato uno dei principali promotori dell'ingresso della Turchia nella Ue, dato che ha accelerato i tempi dei negoziati tra le parti e ha ispirato maggiore fiducia tra i vari leader europei. Anzi, al contrario la sensazione è che Ankara si stia allontanando ancora di più dall'Ue.
Ha poi assicurato che il passaggio di consegne ai vertici dell'Akp avverrà "in modo pacifico, garantendo l'integrità del partito", di cui è "orgoglioso di essere parte". Un potere al quale, però, Erdoğan non ha intenzione rinunciare. Sembra infatti che Davutoglu abbia opposto una certa resistenza proprio all'ambizione di Erdogan di riscrivere la Costituzione dandogli un profilo autocratico. I dissensi più o meno velati sulla riforma costituzionale che metterebbe da parte per sempre il dualismo premier-presidente, naturalmente a vantaggio di quest'ultimo, la questione dell'abolizione dell'immunità parlamentare e la linea debole nei confronti dell'Europa su immigrazione e ingresso della Turchia nell'Unione, sono i temi su cui il confronto tra i due si è maggiormente esacerbato.
Nel suo discorso di addio, Davutoglu ha annunciato che non si candiderà al congresso ma resterà nel partito. Lo si è visto dalla liberalizzazione dei visti, ma anche dalla vicenda del comico tedesco finito a processo per la satira su di lui."
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