Istat: le prospettive per l'economia italiana nel 2016 | Agenparl: "(AGENPARL) – Roma, 17 mag 2016 – Nel 2016 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari all’1,1% in termini reali, un tasso di crescita superiore a quello registrato nel 2015 (+0,8%, Prospetto 1).
La domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil per 1,3 punti percentuali, mentre la domanda estera netta e la variazione delle scorte fornirebbero un contributo negativo pari a un decimo di punto percentuale ciascuna.
La spesa delle famiglie in termini reali è stimata in aumento dell’1,4%, alimentata dall’incremento del reddito disponibile e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro.
Si prevede una ripresa degli investimenti (+2,7%) che beneficeranno del rafforzamento delle attese sulla crescita dell’economia e del miglioramento delle condizioni del mercato del credito.
Il consolidamento dei progressi sul fronte occupazionale (+0,8% in termini di unità di lavoro) è previsto accompagnarsi ad una riduzione del tasso di disoccupazione, che è stimato attestarsi all’11,3%.
Un rallentamento più deciso del commercio internazionale e l’eventuale riaccendersi di tensioni sui mercati finanziari costituiscono dei rischi al ribasso per l’attuale quadro previsivo. All’opposto, una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale, legata allo sviluppo delle politiche nazionali ed europee, costituirebbe un ulteriore stimolo alla crescita economica (si veda l’approfondimento). Le previsioni incorporano le misure descritte nel Documento di economia e finanza diffuso ad aprile 2016.
Prospetto 1. Previsioni per l’economia italiana – Pil e principali componenti
Anni 2013-2016, valori concatenati per le componenti di domanda; variazioni percentuali sull’anno precedente
2013 2014 2015 2016
Prodotto interno lordo -1,7 -0,3 0,8 1,1
Importazioni di beni e servizi fob -2,3 3,2 6,0 2,4
Esportazioni di beni e servizi fob 0,6 3,1 4,3 1,7
DOMANDA INTERNA INCLUSE LE SCORTE -2,6 -0,4 1,1 1,3
Spesa delle famiglie residenti e ISP -2,5 0,6 0,9 1,4
Spesa delle AP -0,3 -1,0 -0,6 0,2
Investimenti fissi lordi -6,6 -3,4 0,8 2,7
CONTRIBUTI ALLA CRESCITA DEL PIL
Domanda interna (al netto variazione scorte) -3,0 -0,4 0,5 1,3
Domanda estera netta 0,9 0,1 -0,3 -0,1
Variazione delle scorte 0,3 0,0 0,5 -0,1
Deflatore della spesa delle famiglie residenti 1,2 0,2 0,1 0,2
Deflatore del prodotto interno lordo 1,2 0,8 0,8 0,8
Retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente 1,4 0,2 0,6 0,8
Unità di lavoro -2,5 0,3 0,8 0,8
Tasso di disoccupazione 12,1 12,7 11,9 11,3
Saldo della bilancia dei beni e servizi / Pil (%) 2,3 2,9 3,2 3,6
Il quadro internazionale
Ciclo internazionale in rallentamento
Nel 2015, il ciclo economico internazionale è stato caratterizzato da una fase di rallentamento delle economie emergenti a fronte di una sostanziale stazionarietà della crescita dei paesi avanzati. Tali dinamiche sono attese proseguire anche per l’anno in corso (Prospetto 2).
Negli Stati Uniti continua la decelerazione iniziata nella seconda metà del 2015: la stima preliminare del Pil evidenzia per il primo trimestre del 2016 una brusca frenata (+0,1% la variazione su base congiunturale). Al rallentamento in marzo dell’attività produttiva si è accompagnata una decelerazione dei consumi delle famiglie. Il mercato del lavoro ha segnato una decelerazione dei ritmi di espansione (+160.000 unità per l’occupazione non agricola in aprile, l’incremento minore da settembre 2015); le domande di sussidio hanno registrato un sensibile incremento. Anche i segnali provenienti dagli indicatori anticipatori sulle imprese e sulle famiglie, improntati alla moderazione, riducono sensibilmente la possibilità di nuovi rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro l’anno.
Per l’economia cinese si profila una fase di stabilizzazione dei ritmi di crescita, supportata dalle misure di stimolo ai consumi mentre il rallentamento degli investimenti continua a riflettersi in un debole andamento delle importazioni e dell’attività manifatturiera. Nel complesso la crescita delle economie emergenti è prevista attestarsi su ritmi simili a quelli dell’anno precedente.
Nell’area euro, il 2015 è stato caratterizzato da una accelerazione della crescita, trainata prevalentemente dalla domanda interna. La stima preliminare del Pil per il primo trimestre del 2016 ha segnato un consolidamento del ritmo di espansione rispetto alla parte finale del 2015 (+0,5% rispetto a +0,3% del quarto trimestre 2015). L’attuale fase deflativa e l’andamento positivo del mercato del lavoro sono attesi fornire un ulteriore sostegno ai consumi privati. Dopo la ripresa registrata nell’anno passato, con un contributo positivo di 5 decimi di punto alla crescita del Pil, nel 2016 si prevede un rafforzamento degli investimenti, sostenuti dalle misure del piano europeo per gli investimenti strategici (Piano Juncker). La ripresa continuerebbe a essere trainata dalla domanda interna in presenza di un contributo negativo della componente estera, condizionata dal rallentamento del commercio mondiale. Il Pil dell’area euro è previsto crescere a ritmi simili a quelli dell’anno precedente (+1,6%). La diminuzione in media d’anno del prezzo del petrolio e l’azione di stimolo della politica monetaria della Banca centrale europea rappresenteranno ulteriori fattori a sostegno della crescita.
Prospetto 2. Principali variabili internazionali. Anni 2014-2016, variazioni percentuali sull’anno precedente"SEGUE >>>
La domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil per 1,3 punti percentuali, mentre la domanda estera netta e la variazione delle scorte fornirebbero un contributo negativo pari a un decimo di punto percentuale ciascuna.
La spesa delle famiglie in termini reali è stimata in aumento dell’1,4%, alimentata dall’incremento del reddito disponibile e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro.
Si prevede una ripresa degli investimenti (+2,7%) che beneficeranno del rafforzamento delle attese sulla crescita dell’economia e del miglioramento delle condizioni del mercato del credito.
Il consolidamento dei progressi sul fronte occupazionale (+0,8% in termini di unità di lavoro) è previsto accompagnarsi ad una riduzione del tasso di disoccupazione, che è stimato attestarsi all’11,3%.
Un rallentamento più deciso del commercio internazionale e l’eventuale riaccendersi di tensioni sui mercati finanziari costituiscono dei rischi al ribasso per l’attuale quadro previsivo. All’opposto, una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale, legata allo sviluppo delle politiche nazionali ed europee, costituirebbe un ulteriore stimolo alla crescita economica (si veda l’approfondimento). Le previsioni incorporano le misure descritte nel Documento di economia e finanza diffuso ad aprile 2016.
Prospetto 1. Previsioni per l’economia italiana – Pil e principali componenti
Anni 2013-2016, valori concatenati per le componenti di domanda; variazioni percentuali sull’anno precedente
2013 2014 2015 2016
Prodotto interno lordo -1,7 -0,3 0,8 1,1
Importazioni di beni e servizi fob -2,3 3,2 6,0 2,4
Esportazioni di beni e servizi fob 0,6 3,1 4,3 1,7
DOMANDA INTERNA INCLUSE LE SCORTE -2,6 -0,4 1,1 1,3
Spesa delle famiglie residenti e ISP -2,5 0,6 0,9 1,4
Spesa delle AP -0,3 -1,0 -0,6 0,2
Investimenti fissi lordi -6,6 -3,4 0,8 2,7
CONTRIBUTI ALLA CRESCITA DEL PIL
Domanda interna (al netto variazione scorte) -3,0 -0,4 0,5 1,3
Domanda estera netta 0,9 0,1 -0,3 -0,1
Variazione delle scorte 0,3 0,0 0,5 -0,1
Deflatore della spesa delle famiglie residenti 1,2 0,2 0,1 0,2
Deflatore del prodotto interno lordo 1,2 0,8 0,8 0,8
Retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente 1,4 0,2 0,6 0,8
Unità di lavoro -2,5 0,3 0,8 0,8
Tasso di disoccupazione 12,1 12,7 11,9 11,3
Saldo della bilancia dei beni e servizi / Pil (%) 2,3 2,9 3,2 3,6
Il quadro internazionale
Ciclo internazionale in rallentamento
Nel 2015, il ciclo economico internazionale è stato caratterizzato da una fase di rallentamento delle economie emergenti a fronte di una sostanziale stazionarietà della crescita dei paesi avanzati. Tali dinamiche sono attese proseguire anche per l’anno in corso (Prospetto 2).
Negli Stati Uniti continua la decelerazione iniziata nella seconda metà del 2015: la stima preliminare del Pil evidenzia per il primo trimestre del 2016 una brusca frenata (+0,1% la variazione su base congiunturale). Al rallentamento in marzo dell’attività produttiva si è accompagnata una decelerazione dei consumi delle famiglie. Il mercato del lavoro ha segnato una decelerazione dei ritmi di espansione (+160.000 unità per l’occupazione non agricola in aprile, l’incremento minore da settembre 2015); le domande di sussidio hanno registrato un sensibile incremento. Anche i segnali provenienti dagli indicatori anticipatori sulle imprese e sulle famiglie, improntati alla moderazione, riducono sensibilmente la possibilità di nuovi rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro l’anno.
Per l’economia cinese si profila una fase di stabilizzazione dei ritmi di crescita, supportata dalle misure di stimolo ai consumi mentre il rallentamento degli investimenti continua a riflettersi in un debole andamento delle importazioni e dell’attività manifatturiera. Nel complesso la crescita delle economie emergenti è prevista attestarsi su ritmi simili a quelli dell’anno precedente.
Nell’area euro, il 2015 è stato caratterizzato da una accelerazione della crescita, trainata prevalentemente dalla domanda interna. La stima preliminare del Pil per il primo trimestre del 2016 ha segnato un consolidamento del ritmo di espansione rispetto alla parte finale del 2015 (+0,5% rispetto a +0,3% del quarto trimestre 2015). L’attuale fase deflativa e l’andamento positivo del mercato del lavoro sono attesi fornire un ulteriore sostegno ai consumi privati. Dopo la ripresa registrata nell’anno passato, con un contributo positivo di 5 decimi di punto alla crescita del Pil, nel 2016 si prevede un rafforzamento degli investimenti, sostenuti dalle misure del piano europeo per gli investimenti strategici (Piano Juncker). La ripresa continuerebbe a essere trainata dalla domanda interna in presenza di un contributo negativo della componente estera, condizionata dal rallentamento del commercio mondiale. Il Pil dell’area euro è previsto crescere a ritmi simili a quelli dell’anno precedente (+1,6%). La diminuzione in media d’anno del prezzo del petrolio e l’azione di stimolo della politica monetaria della Banca centrale europea rappresenteranno ulteriori fattori a sostegno della crescita.
Prospetto 2. Principali variabili internazionali. Anni 2014-2016, variazioni percentuali sull’anno precedente"SEGUE >>>
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