martedì 24 maggio 2016

Il Vescovo imprenditore che crea a Bologna posti di lavoro

Il Vescovo imprenditore che crea a Bologna posti di lavoro: "La “buona notizia” che il curatore del blog #buonenotizie vuol approfondire in questo spazio riguarda il Vescovo imprenditore che ha investito 5 milioni di euro (ereditati dalla sua Curia dalla Faac) per un fondo a sostegno dei disoccupati

“Bologna e Palermo, Vescovi due Preti dei Poveri.” Vescovi Pastori con “l’Odore delle Pecore”. “Vescovi della Chiesa di Strada”. “… come profilo, Lorefice e Zuppi sono legati dalla radicata attenzione verso gli ultimi e dall’atteggiamento caro a Bergoglio di pastori di una “Chiesa povera e per i poveri …”. Questi sono alcuni dei titoli che i giornali hanno dedicato, nello scorso mese di Ottobre, alla nomina di Corrado Lorefice e Matteo Zuppi come Pastori delle Diocesi di Palermo e Bologna.

Il Vescovo Zuppi, per tutti Don Matteo, ho la fortuna di conoscerlo dal 1994. Raramente ho visto un sacerdote così amato dai suoi fedeli, fossero i parrocchiani di Santa Maria In Trastevere, i barboni del circondario, gli anziani negli istituti o le persone da lui incontrate nel corso delle sue missioni diplomatiche per conto della Comunità di Sant’Egidio dal Mozambico al Burundi all’Argentina. Insieme a molti amici, ero a Bologna lo scorso 12 Dicembre per accompagnarlo nell’inizio della sua nuova avventura.

Non vorrei qui tracciare un suo profilo (che comunque sarebbe ottimo), ma sottolineare su queste pagine il suo lavoro a sostegno dei disoccupati di Bologna. Non tutti sapranno infatti che la Curia di Bologna (al termine di una lunga causa con i parenti del defunto Patron Manini, che contestavano la validità del testamento) ha ereditato il patrimonio della Faac, la multinazionale bolognese che produce cancelli automatici. La Diocesi di Bologna è stata costretta ad improvvisarsi esperta nel campo della finanza e della gestione aziendale, non senza difficoltà iniziali.

E’ dei giorni scorsi la notizia che la Curia di Bologna ha deciso di investire gli utili della Faac (circa 5 milioni di euro) nella creazione di un fondo a sostegno dei disoccupati, di chi si trova in difficoltà economiche, di studenti che non riescono a pagarsi le tasse universitarie. Questo è solo l’inizio, perché Don Matteo, con la collaborazione del Professor Stefano Zamagni (noto economista ed ex Presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore”), vuole creare un “piano straordinario per il lavoro”, garantendo in sintesi un incentivo economico alle aziende che assumeranno dipendenti over 50 (quelli che una volta perso il lavoro fanno più fatica a trovarne uno nuovo).

Aldilà degli aspetti tecnici ci piace notare la concretezza della solidarietà e la “fantasia” della misericordia, il Vescovo non si limita infatti a generiche parole di incoraggiamento ma scende direttamente in campo, coi mezzi economici a disposizione ma anche con una grande dose di intelligenza e competenza.

Ci sembra di vedere il Vescovo di Bologna alle prese con la “Chiesa Ospedale da Campo, capace di curare le ferite della gente”, immaginata da Papa Francesco. Una Chiesa non arroccata dentro le proprie mura, ma capace di vivere in uscita, con la porta aperta a chiunque sia nel bisogno, ed allo stesso tempo calata nella realtà del territorio in cui vive.

Con queste premesse, non stupisce affatto la presenza di Don Matteo (scusate, per me e per chi lo conosce è Don Matteo, non ce la faccio a chiamarlo sua eminenza, eccellenza, Vescovo, lui stesso si irrigidisce a sentirsi chiamato così) sul palco della Manifestazione del Primo Maggio a Bologna. “Sono stato invitato a partecipare alla festa dei lavoratori – dice -, e io sinceramente mi sarei stupito di più se, come vescovo, avessi risposto di no a questo invito”. Parlando ai presenti in Piazza, con la bontà del Pastore ma con la saggezza di un esperto in materia, ha parlato di dignità del lavoro, di inclusione dei lavoratori disabili, di sicurezza sul lavoro.

Grazie Don Matteo,  vescovo imprenditore: siamo certi che non mancheranno altre buone notizie provenienti dalla Diocesi di Bologna, e noi saremo ben felici di raccontarle."


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