mercoledì 27 aprile 2016

I primati anglicani a Canterbury per evitare lo scisma - La Stampa

I primati anglicani a Canterbury per evitare lo scisma - La Stampa: "Sta vivendo una vigilia caldissima in queste ore il mondo anglicano: da lunedì sono infatti attesi a Canterbury i 38 primati delle Chiese che nel mondo aderiscono alla Comunione anglicana per la loro assemblea, la prima convocata da Justin Welby da quando nel 2013 è diventato arcivescovo di Canterbury. 
L’appuntamento non è affatto di rito: l’Assemblea dei primati è un organismo che venne istituito alla fine degli anni Settanta dall’allora arcivescovo di Canterbury Donald Coggan. In teoria dovrebbe riunirsi ogni tre anni, ma l’ultima si è svolta nel gennaio 2011 a Dublino e - in realtà - già quello fu un incontro dimezzato: vi parteciparono, infatti, solo 23 delle 38 province anglicane. E fu il segnale più evidente della spaccatura creatasi a metà degli anni Duemila, in seguito alla scelta della Chiesa episcopaliana degli Stati Uniti e della Chiesa anglicana del Canada di procedere all’ordinazione di un vescovo dichiaratamente gay e alla benedizione dei matrimoni omosessuali.  
A non recarsi all’Assemblea convocata nel 2011 dall’allora arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, furono soprattuto le Chiese del cosiddetto Global South, il sud del mondo, dove si concentra oggi la maggior parte degli 85 milioni di fedeli che aderiscono alla Comunione anglicana. Dal 2008 queste Chiese si sono organizzate anche in un loro organismo ufficiale, il Gafcon (Global Anglican Future Conference), a cui aderiscono i primati di Kenya, Nigeria, Uganda, Sud Sudan, Congo, Ruanda, quello della provincia anglicana del Sudamerica e la Anglican Church of North America in cui sono confluite le comunità anglicane degli Stati Uniti e del Canada che non si riconoscono più nelle due denominazioni locali ufficiali. 
Convocare uno nuova Assemblea dei primati è stata una sfida impegnativa per Justin Welby: prima di farlo ha visitato ad una ad una tutte le Chiese che aderiscono alla Comunione anglicana e quest’estate si è anche assicurato singolarmente da ogni primate l’adesione all’incontro. Inoltre ha compiuto un passo che ha fatto storcere il naso all’ala liberal del mondo anglicano: ha invitato a partecipare anche Foley Beach, l’arcivescovo dell’Anglican Church of North America aderente al Gafcon pur non essendo la nuova provincia formalmente parte della Comunione anglicana. 
«La differenza tra le nostre società e culture, insieme alla velocità del cambiamento culturale in gran parte dell’emisfero nord del mondo, ci porta alla tentazione di dividerci come cristiani - ha scritto Welby in settembre, convocando ufficialmente l’Assemblea -, invece il comando della Scrittura, la preghiera di Gesù, la tradizione della Chiesa e la stessa nostra comprensione teologica ci chiama all’unità. Nella famiglia anglicana del XXI secolo deve esserci spazio - aggiungeva - per un disaccordo profondo, e anche per una per una critica reciproca, ma rimanendo insieme fedeli alla rivelazione di Gesù Cristo». 
Come è noto il ruolo dell’arcivescovo di Canterbury è solo quello di un «primo tra pari» all’interno delle Chiese anglicane. «Non abbiamo un Papa anglicano - scriveva lo stesso Welby, sempre nel testo di settembre -. La nostra autorità come Chiesa è diffusa, e si fonda alla fine sulla Scrittura, rettamente interpretata. Alla luce di questo - concludeva - auspico che ci incontriamo sotto la guida dello Spirito Santo e cerchiamo una strada che ci permetta di concentrarci sul servizio e sull’amore reciproco, e soprattutto sull’annuncio della buona notizia di Gesù Cristo». 
"SEGUE >>>

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