lunedì 25 agosto 2025

La dittatura dei migranti

@ -  C'è un'Italia dove la legge sembrerebbe non essere più uguale per tutti. Un'Italia in cui la stessa condotta un pestaggio in famiglia, una mutilazione, persino uno stupro può valere anni di carcere se a compierla è un italiano, ma trasformarsi in un gesto "comprensibile" se a farlo è un immigrato. È l'Italia delle toghe rosse, quelle che nelle riviste di Magistratura Democratica teorizzano i cosiddetti "reati culturalmente motivati": una categoria che, in nome del multiculturalismo, rischia di legittimare la barbarie.

La dittatura dei migranti

Il caso che tutti ricordiamo è quello di Torino, lo scorso anno: la Corte d'appello ha assolto una coppia romena proveniente da un campo nomadi, accusata di aver picchiato ripetutamente le figlie. Secondo i giudici, le violenze non costituivano maltrattamenti, 
ma un metodo educativo 
"ereditato dalla loro cultura d'origine". 
Le botte, insomma, non come reato
 ma come strumento di disciplina.

Una sentenza che ha fatto scalpore, ma che non è affatto un unicum: è la punta dell'iceberg di un filone ideologico coltivato da anni. Nelle pagine di Questione Giustizia, rivista di riferimento di MD, si legge: "Quando gli immigrati giungono nel nostro Paese, trovano reati diversi rispetto a quelli previsti nel loro Paese d'origine". E ancora: "L'immigrazione diventa, per il nostro Paese, fonte di pluralità di culture". Da qui l'idea che lo straniero non possa essere giudicato con lo stesso metro, perché "portatore di un bagaglio culturale che nessuno può sequestrargli alla frontiera". In altre parole: ciò che qui è reato, altrove non lo è, e quindi va punito con indulgenza?

Gli esempi sono tanti. Nel 2012 la Corte d'appello di Venezia ha assolto due genitori nigeriani accusati di aver sottoposto le figlie neonate a mutilazioni genitali. In primo grado erano stati condannati, ma i giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza: secondo la motivazione, la cosiddetta aruè "non era finalizzata a menomare la sessualità delle bambine, ma costituiva un rito di purificazione e di identità". Ancora: "un atto non percepito come violento nella cultura di appartenenza degli imputati". Due bambine mutilate, ma nessun colpevole.

Un anno prima, nel 2011, la Cassazione aveva annullato la condanna di una madre nigeriana che aveva fatto circoncidere il figlio in casa da una connazionale priva di qualsiasi titolo medico. Il neonato era finito in ospedale in fin di vita, dissanguato. Ma per i giudici supremi l'imputata non poteva comprendere la gravità del gesto, essendo "portatrice di un bagaglio culturale estraneo alla civiltà occidentale".

Ancora: nel 2007 la Cassazione si è trovata di fronte al caso di un marocchino che aveva costretto la moglie, sposata con matrimonio combinato, a rapporti sessuali. Condannato, sì, ma con l'attenuante della "minore gravità": secondo la motivazione, "nell'ordinamento culturale di provenienza non è configurabile come illecito il rapporto sessuale imposto dal marito alla moglie", e quindi la violenza andava valutata con minor severità. Uno stupro, insomma, ma meno grave perché avvenuto all'interno di un contesto culturale "diverso".

La giustificazione è sempre la stessa: il diritto penale non è neutrale, ma riflette la cultura italiana. Risultato? Non sono i migranti a dover rispettare le nostre leggi: siamo noi a piegarle ai loro usi e costumi, con il rischio di accettare pratiche che sfiorano la barbarie e trasformare l'illegale in qualcosa di tollerato. In questo scenario una parte della magistratura, quella vicina alla sinistra pro-accoglienza, sembrerebbe più interessata a legittimare l'immigrazione indiscriminata che a difendere le leggi dello Stato, contribuendo così alla delegittimazione della giustizia stessa. (... cosa ne pensate ??? ...)

sabato 23 agosto 2025

Russia, la mappa degli attacchi segreti all'Europa: la guerra ibrida di Putin dai Baltici alla Francia (e anche in Italia)

 @ La Russia sta conducendo una guerra segreta, sottotraccia, non convenzionale contro l'Europa. Una vera a propria campagna di sabotaggi, atti di vandalismo, spionaggio e azioni nascoste, L'obiettivo di Mosca è quello di minare la stabilità dei governi europei, mettere a rischio il sostegno pubblico all'Ucraina imponendo costi sociali ed economici all'Europa e indebolire la capacità collettiva della Nato e dell'Unione Europea di rispondere all'aggressione russa.

Russia, la mappa degli attacchi segreti all'Europa: la guerra ibrida di Putin dai Baltici alla Francia (e anche in Italia)

Questa guerra non convenzionale, ibrida, ha iniziato a intensificarsi nel 2022 parallelamente all'invasione russa dell'Ucraina. Sebbene la Russia non sia finora riuscita a raggiungere il suo obiettivo primario, le capitali europee hanno faticato a rispondere alle operazioni di sabotaggio russe e hanno trovato difficile concordare una risposta unitaria, coordinare le azioni, sviluppare misure di deterrenza efficaci e imporre costi sufficienti al Cremlino. L'area più colpita è ovviamente quella dei Paesi Baltici e scandinavi. Seppur in casi più isolati però, Mosca ha compiuto azioni ostili anche verso le grandi nazioni della Nato, dalla Germania alla Gran Bretagna alla Francia, e anche l'Italia.

La mappa degli attacchi russi all'Europa
L'International Institute for Strategic Studies (IISS) ha creato un database open source completo di operazioni di sabotaggio russe sospette e confermate contro l'Europa. Una mappa con i dati che rivelano come il sabotaggio russo abbia preso di mira le infrastrutture critiche europee, come sia decentralizzato e, nonostante i funzionari europei della sicurezza e dell'intelligence abbiano lanciato l'allarme, sia in gran parte indifferente alle risposte della Nato, dell'UE e degli Stati membri fino ad oggi. Il Cremlino ha sfruttato le lacune dei sistemi legali attraverso il suo approccio basato sulla "gig economy", che le ha consentito di evitare attribuzioni e responsabilità. Dal 2022, anno in cui centinaia di funzionari dei suoi servizi segreti sono stati espulsi dalle capitali europee, Mosca è risultata molto efficace nel reclutamento online di cittadini di paesi terzi per eludere le misure di controspionaggio europee. Sebbene la tattica si sia dimostrata efficace in termini di portata e volume, consentendo operazioni su larga scala, la sfida principale per i servizi segreti russi è stata la qualità dei proxy, spesso scarsamente addestrati o mal equipaggiati, il che rende le loro attività soggette a rilevamento, interruzione o fallimento.

Russia, la mappa degli attacchi segreti all'Europa: la guerra ibrida di Putin dai Baltici alla Francia (e anche in Italia)

La guerra ibrida
La dottrina militare russa integra profondamente il sabotaggio delle Infrastrutture Critiche Nazionali (CNI) nella gibridnaya voyna (guerra ibrida). Le infrastrutture critiche europee sono particolarmente vulnerabili al sabotaggio perché versano in pessime condizioni a seguito di decenni di manutenzione differita e di mancanza di investimenti da parte dei governi nazionali e del settore privato. La Russia ha preso di mira le infrastrutture critiche per ottenere un vantaggio strategico diretto nella sua guerra in Ucraina e nell'ambito del suo più ampio conflitto con l'Occidente. Sebbene alcune iniziative, come l'operazione marittima Nato Baltic Sentry nel Mar Baltico, siano state in qualche modo efficaci, la mancanza di budget e risorse ha impedito all'Alleanza Atlantica e all'Ue di adottare una risposta duratura e concreta. Inoltre, non è chiaro, di fronte a priorità di sicurezza nazionale contrastanti, quanto siano impegnate le capitali europee nel dissuadere la guerra non convenzionale della Russia contro l'Europa.

Le azioni di Mosca e la risposta di Kiev
Nell'ambito delle ambizioni di Mosca contro l'Europa, le operazioni di sabotaggio e la campagna di sovversione e disinformazione del Cremlino, unite all'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel 2022, sono parte integrante della sua più ampia guerra ibrida volta a indebolire l'Occidente. Un obiettivo primario della guerra non convenzionale della Russia è quello di ridurre il sostegno all'Ucraina aumentando i costi per governi e industrie, molestando le popolazioni e sfruttando le vulnerabilità delle difese europee. L'Ucraina è anche attivamente coinvolta in operazioni informatiche e con droni contro le infrastrutture petrolifere e del gas russe e le installazioni dell'industria della difesa, sfruttando le persistenti vulnerabilità. Queste operazioni di rappresaglia mirano a imporre costi, interrompere le operazioni e influenzare la volontà pubblica di entrambe le parti, caratterizzando un contesto più ampio e globale. Alcuni stati membri della Nato hanno valutato la guerra ibrida di Putin come parte dei preparativi a lungo termine per un potenziale confronto militare con la Nato e ritengono che l'attenzione sia rivolta ad attaccare obiettivi fisici e virtuali utilizzando spionaggio, sovversione, ransomware e l'abuso delle catene di fornitura IT globali. A questo si aggiungono operazioni informative che utilizzano campagne di disinformazione, propaganda e la diffusione di deepfake e teorie del complotto. Questi vettori di attacco si intersecano nei metodi e negli effetti, integrando capacità di vari settori dell'esercito russo, dei servizi segreti e di attori non statali, tra cui il Gruppo Wagner e la criminalità.

Gli obiettivi russi
Negli ultimi dieci anni, il Cremlino ha preso di mira settori come energia, trasporti, banche, infrastrutture dei mercati finanziari, sanità, acqua, infrastrutture digitali e strutture governative, incluse installazioni militari. Più recentemente, le operazioni di sabotaggio russe in Europa hanno ampliato il raggio dei loro obiettivi e la gravità degli attacchi. Il numero di attacchi è quasi quadruplicato dal 2023 al 2024. I dati dell’IISS mostrano che gli obiettivi più frequenti sono le strutture collegate alla guerra in Ucraina e le strutture governative. La Russia prende di mira basi, impianti di produzione e strutture coinvolte nel trasporto di aiuti militari all’Ucraina. Questo rapporto si basa su un database dettagliato assemblato dallo IISS, costruito sul lavoro del professor Bart Schuurman dell’Università di Leiden nei Paesi Bassi e ampliato grazie all’integrazione con il progetto ACLED (Armed Conflict Location & Event Data) e con il monitoraggio degli incidenti effettuato dallo IISS stesso. Il risultato è il database open source più completo attualmente disponibile sulle operazioni di sabotaggio russe in Europa e nelle aree periferiche e copre l’intero spettro delle attività con effetti fisici: dal sabotaggio dei cavi sottomarini al blocco del Gps in diversi ambiti e geografie.

Russia, la mappa degli attacchi segreti all'Europa: la guerra ibrida di Putin dai Baltici alla Francia (e anche in Italia)

Il 2025, l'avvento di Trump e le azioni dell'Ue
Le operazioni di sabotaggio russe in Europa sono proseguite anche nel 2025, sebbene i dati dell’IISS suggeriscano una pausa in tali attività durante la prima metà dell’anno. Nonostante gli attacchi segnalati sembrino essere diminuiti tra gennaio e luglio, diversi fattori potrebbero spiegare questo calo apparente. In primo luogo, alcuni incidenti verificatisi all’inizio del 2025 sono probabilmente ancora non confermati dalle autorità locali, e le forze dell’ordine e i servizi di intelligence impiegano spesso tempo per raccogliere prove, creando così un ritardo nei dati. In secondo luogo, è possibile che l’inizio del secondo mandato del presidente statunitense Donald Trump abbia indotto il Cremlino a sospendere temporaneamente le operazioni, per evitare di alienarsi un'amministrazione americana più conciliante. Infine, la risposta guidata dagli Stati Uniti all’incidente DHL del 2024 potrebbe aver spinto il Cremlino a interrompere momentaneamente le operazioni e indotto i RIS a contenerle. Inoltre i governi europei hanno avviato numerose iniziative quest’anno. Nel marzo 2025, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia si sono ritirate dalla Convenzione di Ottawa che vieta le mine antiuomo, citando un «deterioramento fondamentale della situazione di sicurezza» nella regione baltica. Il 1° aprile, anche la Finlandia ha seguito l’esempio. Tale cambiamento segnala probabilmente al Cremlino una maggiore prontezza militare, nel tentativo di evitare un confronto diretto con la Nato. In ambito marittimo, nel 2025 è stato lanciato NorthSeal, uno sforzo congiunto per la sicurezza nel Mare del Nord, insieme a Baltic Sentry.

lunedì 11 agosto 2025

L'Ira di Mosca contro l'Europa, 'imbecilli e nazisti', conto alla rovescia per il vertice

@ - La Russia si scaglia contro i Paesi europei accusandoli di voler boicottare i tentativi di Donald Trump di raggiungere la pace in Ucraina, a cinque giorni dal vertice con Vladimir Putin in Alaska.

Attacco russo a Kherson, Ucraina - 2 agosto 2025

"Gli euroimbecilli cercano di ostacolare i tentativi americani di aiutare a risolvere il conflitto ucraino", ha affermato l'ex presidente Dmitry Medvedev, dopo che, in una dichiarazione congiunta, i leader di Francia, Italia, Germania, Polonia, Finlandia e della Ue hanno ribadito il loro "incrollabile impegno" per "l'integrità territoriale dell'Ucraina" e hanno fatto appello a "fare pressione su Mosca" con "misure restrittive". "Dichiarazione che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato come un "volantino nazista".

La pressione sulla Russia
Nel testo, ha sottolineato Zakharova, il gruppo dei Paesi europei "invita a un cessate il fuoco, ma non quello che si otterrebbe interrompendo le forniture di armi ai terroristi di Kiev". "Al contrario, in un altro volantino nazista si afferma che il successo nel raggiungere la pace in Ucraina si può ottenere solo esercitando pressione sulla Russia e sostenendo Kiev", ha aggiunto la portavoce in un commento sul suo canale Telegram.

Kallas convoca riunione straordinaria Ue
L'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, convocando per oggi una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri, ha affermato che "tutti i territori temporaneamente occupati (dai russi) appartengono all'Ucraina".

No quindi all'offerta di Mosca che a Bruxelles viene definita "a senso unico". Trump aveva invece parlato di "scambi di territori" per arrivare alla pace. Mentre nelle ultime ore il vice presidente Usa, JD Vance, ha insistito sulla necessità di un compromesso in un'intervista a Fox News, in cui ha osservato che "l''accordo alla fine non renderà felici né la Russia né l'Ucraina".

Il quadro, dunque, appare tutt'altro che definito. I Paesi europei, insieme con Kiev, affermano che nessuna soluzione può essere trovata senza la partecipazione dell'Ucraina. Ma non ci sono finora segnali di un eventuale invito del presidente Volodymyr Zelensky al vertice di Ferragosto. Un incontro trilaterale è "possibile", ha detto l'ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker in un'intervista a Cnn. "Non credo che un incontro tra Putin e Zelensky sarebbe produttivo prima dell'incontro con Trump", ha dichiarato invece Vance.

L'equilibrio strategico nucleare
Diversi osservatori sottolineano anche che nel loro primo colloquio dal ritorno del tycoon alla Casa Bianca - e il primo tra un presidente russo e uno americano dopo oltre quattro anni - l'Ucraina sarà solo uno degli argomenti in discussione. I due leader dovrebbero parlare anche di temi urgenti nell'ambito delle relazioni bilaterali, a partire dall'equilibrio strategico. Nel febbraio prossimo scadrà l'ultimo trattato in vigore tra i due Paesi in materia di armi nucleari, il New Start, che limita il numero dei missili intercontinentali.

Le armi statunitensi
Mentre nei giorni scorsi Mosca ha avvertito di non sentirsi più obbligata a rispettare una moratoria sul dispiegamento di vettori a medio e corto raggio, dopo che nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump aveva deciso di uscire dal relativo trattato Inf. Secondo il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, in questa situazione esiste "il rischio di un conflitto nucleare globale".

Ma ancor più preoccupanti per Kiev e le capitali europee suonano le parole con le quali Vance ha ribadito che l'amministrazione Trump non vuole più finanziare la difesa dell'Ucraina. "Credo che gli americani - ha osservato il vice presidente - siano stanchi di continuare a inviare i soldi delle loro tasse a questo conflitto". Se gli europei vorranno pagare le armi statunitensi per mandarle a Kiev, "per noi va bene", ha aggiunto Vance. La stessa posizione espressa il mese scorso da Trump, il quale aveva ammesso che per gli Usa si tratta di un "business".

Le raffinerie colpite da Kiev
Sul terreno, intanto, le autorità locali hanno detto che cinque persone sono state uccise da attacchi russi in Ucraina e due da raid delle forze di Kiev in Russia. Con l'esercito ucraino ha detto di avere attaccato con droni una raffineria di petrolio nella regione russa di Saratov, a circa mille chilometri dalla linea del fronte.

lunedì 4 agosto 2025

Cani radioattivi col mantello d’ombra: a Chernobyl sta succedendo davvero

@ -I cani randagi che vivono nella zona di esclusione di Chernobyl stanno mostrando modificazioni genetiche sorprendenti. Quasi quattro decenni dopo il disastro nucleare del 1986, questi animali potrebbero rappresentare un laboratorio naturale per comprendere come la vita si adatta agli ambienti estremi.

Cani randagi di Chernobyl (fonte: CultWeb)

Un team di ricercatori dell’Università della Carolina del Sud e del National Human Genome Research Institute ha pubblicato uno studio rivoluzionario sulla rivista Science Advances. Gli scienziati hanno analizzato il DNA di 302 cani selvatici che vivono nella zona di esclusione di Chernobyl, confrontandolo con quello di popolazioni canine che vivono al di fuori dell’area contaminata.

I risultati hanno rivelato differenze genetiche significative tra i due gruppi, con variazioni particolarmente evidenti nei geni responsabili della riparazione del DNA, del sistema immunitario e del metabolismo cellulare. In particolare, i ricercatori hanno identificato mutazioni nei geni ATM, TP53 e XRCC4, tutti fondamentali per riparare i danni al DNA causati dalle radiazioni.

La ricerca ha evidenziato, dunque, come i cani che vivono nelle immediate vicinanze dell’ex reattore nucleare formino una popolazione geneticamente distinta da quella che abita nella città di Chernobyl, distante circa 16 chilometri. Questa scoperta suggerisce che si tratta di due gruppi separati che raramente si incrociano tra loro.

L’isolamento genetico di questi animali potrebbe essere la chiave per comprendere come stiano sviluppando adattamenti specifici per sopravvivere in un ambiente ad alta radioattività. I cani più vicini alla centrale mostrano una diversità genetica ridotta, probabilmente dovuta al numero limitato di individui fondatori e alle scarse opportunità riproduttive.

Oltre alle modifiche genetiche invisibili, i ricercatori hanno osservato cambiamenti fisici interessanti. Molti cani della zona mostrano una pigmentazione del mantello più scura del normale, probabilmente legata a variazioni nel gene MC1R che regola la produzione di melanina. Questo fenomeno potrebbe rappresentare un meccanismo di protezione naturale contro i danni ossidativi causati dalle radiazioni.

Il sistema immunitario di questi animali sembra particolarmente interessato dai cambiamenti evolutivi. Le variazioni nei geni TLR4 e SOD2, cruciali per rispondere allo stress ambientale e alle infiammazioni, suggeriscono che i cani stiano sviluppando nuove strategie per fronteggiare l’esposizione cronica alle radiazioni.

Tuttavia, la comunità scientifica non è unanime nell’interpretazione di questi risultati. Studi più recenti suggeriscono che le differenze genetiche potrebbero non essere direttamente causate dalle mutazioni radioattive, ma piuttosto da pressioni selettive o fattori ambientali.

L'articolo Cani radioattivi col mantello d’ombra: a Chernobyl sta succedendo davvero proviene da CultWeb.it.

domenica 27 luglio 2025

La Chiesa dà lo sfratto alla 'mummia' nella Piazza Rossa

 @AGI - C'è una mummia nel cuore di Mosca. Per un secolo, nessuno aveva mai osato chiamarla così. Ma oggi, un'offensiva senza precedenti ha infranto il tabù, scatenando una battaglia culturale che minaccia di spaccare l'anima della Russia. Il corpo imbalsamato di Vladimir Lenin, padre della Rivoluzione e icona intoccabile nel suo mausoleo sulla Piazza Rossa, è diventato il bersaglio di una guerra santa dichiarata dalla potentissima Chiesa Ortodossa.

La Chiesa dà lo sfratto alla 'mummia' nella Piazza Rossa

Il film-manifesto "La Mummia"
Il titolo del film-manifesto lanciato dal canale televisivo del Patriarcato, "Spas", è una dichiarazione di guerra in due parole: «La Mummia».

L'alleanza fragile tra chiesa e comunisti

Sembrava un'alleanza di ferro quella tra la Chiesa, custode della tradizione, e il Partito Comunista, rinato dalle ceneri dell'URSS. Uniti sotto la bandiera del nazionalismo putiniano, avversari storici erano diventati alleati di comodo. Ma in Russia, il fuoco della storia cova sempre sotto la cenere, e oggi le fiamme divampano di nuovo.

L'attacco al mausoleo e a Lenin
Il documentario, benedetto dal patriarca Kirill in persona, non usa mezzi termini. Il mausoleo è una "ziggurat pagana", l'imbalsamazione una "pratica occulta massonica". E lui, il venerato fondatore dello stato sovietico, non è altro che un "fanatico assoluto", il "distruttore della Russia" di cui il popolo deve finalmente "sbarazzarsi". Le proiezioni del film, da Mosca a decine di altre città, sono sostenute da una macchina propagandistica che la Chiesa non aveva mai messo in campo con tale forza. "Perché questo corpo grava ancora sul nostro Paese?" tuona il regista, mentre un influente vescovo lo definisce "un film capace di dissipare l'incantesimo che relega la Santa Russia nella prigionia del folle sogno dei bolscevichi".

La reazione dei Comunisti
La risposta non si è fatta attendere ed è stata altrettanto feroce. I comunisti vedono la mano di un complotto occidentale e gridano al "mostruoso sabotaggio ideologico". Nina Ostanina, deputata della Duma, ha osato l'accostamento più infamante, sovrapponendo il logo del canale ortodosso a quello delle SS naziste. Per loro, l'attacco a Lenin è un'aggressione all'unità stessa della Russia, orchestrata proprio mentre il "mondo russo" è impegnato nel conflitto con l'Ucraina.

L'allarme per il patrimonio sovietico
"Dopo Lenin, se la prenderanno con l'intero patrimonio sovietico!" avverte lo scrittore e combattente Zakhar Prilepin. "Poi verrà la volta della giustizia sociale. Il regno alieno è arrivato in Ucraina. Ora sta puntando a noi".

Putin in equilibrio
In mezzo a questa tempesta, Vladimir Putin cammina sul filo. L'idea di seppellire Lenin, in fondo, non gli dispiace. Mentre la figura di Stalin viene cautamente riabilitata, il centenario della morte del leader bolscevico è passato sotto un glaciale silenzio. Eppure, il Presidente sa che il tema è dinamite pura. "Forse un giorno saremo pronti, ma non ora", ha dichiarato. "Non dobbiamo fare passi che possano dividere la nostra società".

La Chiesa chiede il conto
Ma la Chiesa ha deciso che il momento è adesso. Dopo aver offerto un appoggio totale e incondizionato alla guerra in Ucraina, sorge un sospetto, tanto forte quanto indicibile: che stia passando all'incasso. Che, dopo aver benedetto i cannoni, pretenda ora la sua ricompensa. Un trofeo dal valore simbolico inestimabile: la testa del suo nemico storico, per chiudere per sempre i conti con il Novecento e consacrare, sulle ceneri di Lenin, il trionfo di una nuova, Santa Russia.

sabato 26 luglio 2025

Papa Gregorio Magno: RICORDANDO IL Codice di Camaldoli -

Papa Gregorio Magno: RICORDANDO IL Codice di Camaldoli -:   RICORDANDO IL Codice di Camaldoli - ………. chi erano i firmatari? I firmatari del Codice di Camaldoli erano un gruppo di intellettuali di f...

L'annuncio di Macron sulla Palestina, dure reazioni da Usa e Israele - Trump contro Macron sulla Palestina, 'non conta niente'

 @ -  La Francia riconoscerà a settembre lo Stato di Palestina. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron con un post su X.


"Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Ne farò l'annuncio solenne all'Assemblea generale delle Nazioni unite, il prossimo settembre", ha scritto Macron, che ha definito "possibile" la pace.

"E' necessario - ha scritto ancora - immediatamente un cessate il fuoco, la liberazione di tutti gli ostaggi e un aiuto umanitario massiccio alla popolazione di Gaza".

Diverse le reazioni all'annuncio di Macron. Ferma la condanna del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo il quale "una simile mossa premia il terrore e rischia di creare un altro proxy iraniano, proprio come è avvenuto a Gaza".

Dura anche la reazione americana, con il segretario di Stato Usa Marco Rubio che valuta la decisione di Macron "sconsiderata" e che "non fa che alimentare la propaganda di Hamas e nuoce alla pace".

Nelle strade di Ramallah la notizia invece è stata accolta positivamente: "Il riconoscimento dello Stato palestinese rappresenta un impegno morale da parte della Francia. Questo riconoscimento è una vittoria politica per il popolo palestinese", ha detto un uomo

"Siamo molto grati per questa posizione francese - ha aggiunto una donna - Speriamo che questo riconoscimento porti alla fine delle uccisioni nella Striscia di Gaza. Questa posizione porterà al riconoscimento della Palestina da parte di diversi paesi in Europa e nel mondo".

A gelare l'entusiasmo dei palestinesi la minaccia del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich che ha ringraziato Macron "per aver fornito un ulteriore motivo" per annettere la Cisgiordania.

venerdì 11 luglio 2025

Roma, gli “zombie” che passeggiano sul Raccordo Anulare “fatti” di eroina Cobret

@ - Un 40enne è stato fermato mentre girovagava sul Grande Raccordo Anulare di Roma a piedi. Non è l’unico. La Polizia locale ne ha intercettati altri cinque. Camminavano sulla strada barcollando e gli automobilisti se li vedevano spuntare davanti all’improvviso. «Mi sono imbottito di cobret, d’eroina e poi l’alcol…», ha detto agli agenti mentre vagava scalzo. La droga si chama Cobret, un oppiaceo conosciuto come scarto dell’eroina. Non si inietta ma si inala dopo aver fatto squagliare la polvero su un cucchiaio. I fumi escono fuori a serpentina, ricordando la forma del cobra.


L’eroina Cobret
Il Messaggero dice che un poliziotto lo ha incontrato mentre stava sulla rampa del Raccordo dalla via Casilina. Il ragazzo era disperato e convinto di essere sulla strada per Fiuggi alla ricerca della comunità alloggio da cui era scappato. «Non mi può aiutare nessuno, solo don Matteo, devo andare da lui», ripeteva. Quello era il secondo zombie della giornata. Altri quattro erano stati trovati nei giorni precedenti. Tutti in crisi psicofisica e pronti a comportamenti pericolosi per sé e per gli altri. L’idea degli investigatori è che in prossimità degli svincoli del Gra ci siano accampamenti e stamberghe in cui viene spacciata la droga «degli scarti».

La droga
La professoressa Sabina Strano Rossi, associato di Tossicologia Forense e Medicina Legale dell’Università Cattolica, spiega al quotidiano che il cobret è «una forma di eroina, proveniente probabilmente da scarti della produzione di eroina o comunque contenenti residui di lavorazione tossici». Sul mercato si trovano a prezzi piuttosto bassi: «Gli effetti maggiori sono di natura comportamentale, con evidenti alterazioni psicofisiche. Questo tipo di droghe producono gli stessi effetti e lo stesso grado di dipendenza dell’eroina con tutte le conseguenze neurobiologiche e comportamentali che ne conseguono e sono altamente tossiche».

L'assunzione
«Questo tipo di droghe possono essere fumate (come nel caso della cocaina crack), oppure possono essere introdotte per via sottocutanea o intravenosa, tramite iniezione. Possono essere mescolate ad altre sostanze, che ne potenziano l’attività tossica. In questi casi viene ricercata un’amplificazione degli effetti. Infine possono essere usate insieme ad alcolici o a farmaci sedativi (legalmente in commercio), che possono potenziare alcune reazioni», spiega Strano Rossi. «Il principale danno provocato dalle droghe che appartengono alla categoria degli oppiacei riguarda il sistema nervoso centrale. Si parla dunque di modificazioni del comportamento. L’uso prolungato di queste droghe porta a marcata dipendenza fisica e l’assunzione di tutti gli oppiacei può portare ad una depressione respiratoria, ovvero di una diminuzione della frequenza e della profondità del respiro, una reazione avversa che può portare a conseguenze fatali, se non trattata in tempo e adeguatamente», aggiunge.

La dipendenza
Infine: «C’è il grave danno legato alla dipendenza: con queste sostanze può avvenire nell’arco di poco tempo dal momento in cui si inizia a farne uso. Bisogna anche considerare le eventuali infezioni, al livello polmonare nel caso in cui la sostanza venga assunta per inalazione. Non è raro che si crei una necrosi del punto di inoculazione quando introdotta per via sottocutanea. Le droghe che contengono sostanze di scarto hanno effetti altamente tossici ancor più elevati rispetto alle altre preparazioni delle medesime droghe poiché contengono molte impurezze».

mercoledì 2 luglio 2025

La super intelligenza medica di Microsoft: «Diagnosi complesse 4 volte più precise rispetto ai medici»

@ - È arrivato il momento della super intelligenza medica? Mustafa Suleyman, amministratore delegato della divisione intelligenza artificiale di Microsoft sostiene di sì. In un'intervista al Financial Times, contemporanea alla pubblicazione dei dati della ricerca sul sito dell'azienda (e non su una rivista scientifica) ha annunciato che il nuovo potente strumento di intelligenza artificiale è stato in grado di diagnosticare malattie complesse con una precisione quattro volte superiore rispetto a un gruppo di medici in carne ed ossa. E anche i costi sarebbero stati inferiori in modo significativo.


La super intelligenza medica di Microsoft: 
«Diagnosi complesse 4 volte più precise rispetto ai medici»
Tuttavia Microsoft, pur evidenziando i potenziali risparmi sui costi, ha minimizzato le implicazioni occupazionali, affermando che l'intelligenza artificiale potrà integrare il lavoro dei medici piuttosto che sostituirlo. «Il loro ruolo clinico è molto più ampio della semplice diagnosi. Devono destreggiarsi nell'ambiguità e costruire un rapporto di fiducia con i pazienti e le loro famiglie, in un modo che l'IA non è in grado di fare» scrive l'azienda. Il colosso informatico non ha ancora deciso se proverà a commercializzare la nuova tecnologia, ma certamente nei prossini anni serviranno ulteriori test per dimostrane l'efficacia.

Il nuovo «orchestratore diagnostico» si chiama MAI-DxO ed è la prima iniziativa nata dalla divisione sanitaria basata sull'intelligenza artificiale creata l'anno scorso da Mustafa Suleyman con personale prelevato da DeepMind, il laboratorio di ricerca da lui co-fondato e ora di proprietà della rivale Google. Secondo Suleyman la «super intelligenza medica» potrebbe contribuire a risolvere le crisi di personale e i lunghi tempi di attesa nei sistemi sanitari sovraccarichi.

MAI-DxO crea panel virtuali composti da cinque agenti di intelligenza artificiale che agiscono come veri medici (ognuno di loro ha un ruolo specifico come ad esempio scegliere i test diagnostici o formulare ipotesi) che interagiscono tra loro e «dibattono» per individuare una linea di azione.

Per testare le capacità di MAI-DxO, la superintelligenza artificiale ha analizzato 304 «case Report» pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM), una delle riviste di salute più prestigiose al mondo. I «case report» sono situazioni cliniche complesse che la rivista propone ogni settimana per mettere alla prova le capacità diagnostiche dei medici di tutto il mondo.

L'«orchestratore diagnostico» ha imitato il percorso a step che in genere svolge un medico per arrivare alla diagnosi (il test è stato chiamato Sequential diagnosis benchmark), trasformando questi studi in «sfide interattive». Non si è trattato dunque di rispondere a domande a scelta multipla, ma di seguire un vero percorso di diagnosi, partendo dai sintomi e ponendo domande specifiche, con prescrizione e valutazione di esami per arrivare alla diagnosi definitiva. Ad esempio, un paziente con sintomi di tosse e febbre potrebbe richiedere esami del sangue e una radiografia del torace prima che il medico arrivi a una diagnosi di polmonite.

Microsoft ha utilizzato i principali modelli linguistici di OpenAI, Meta, Anthropic, Google, xAI e DeeepSeek. L'orchestratore ha migliorato le prestazioni di tutti gli LLM, risolvendo correttamente l'85,5% dei case report del NEJM.

I 21 medici coinvolti nella valutazione (provenienti da Regno Unito e Stati Uniti) hanno ottenuto in media il 20% di diagnosi corrette. tuttavia, è da sottolineare che ai professionisti che hanno partecipato allo studio è stato chiesto di non consultare libri, di non chiedere supporto a colleghi e di non utilizzare strumenti aggiuntivi per la diagnosi, tutte situazioni che avrebbero certamente aumentato il tasso di successo «umano», dal momento che consultare colleghi è una normale prassi quando le diagnosi sono particolarmente complesse. Inoltre i medici potrebbero aver tenuto conto di altri fattori come ad esempio la tolleranza del paziente a una determinata procedura o alla disponibilità di un particolare strumento diagnostico che magari l'AI ha dato per scontati.

La tecnologia è chiaramente ancora alle fasi iniziali, non è ancora stata sottoposta a revisione paritaria e non è pronta per «entrare in ospedale». Tuttavia il lavoro è stato salutato con un certo entusiasmo da buona parte della comunità medico-scientifica. «È uno studio epocale - ha affermato Eric Topol, cardiologo, fondatore e direttore dello Scripps Research Translation Institute - e sebbene questo studio non sia stato condotto nel contesto della pratica medica reale è il primo a fornire prove del potenziale di efficienza dell'IA generativa in medicina: accuratezza e risparmio sui costi». Secondo David Sontang la ricerca è importante non solo perché rispecchia fedelmente il modo in cui i medici operano, ma anche perché affronta in modo rigoroso i possibili problemi nelle metodologie. Per confermare le potenzialità di MAI-DxO sono comunque tutti d'accordo: il nuovo strumento diagnostico va testato sul campo, con pazienti reali e non «case report». Solo a quel punto sarà effettivamente possibile confrontare la sua efficacia rispetto ai medici in carne ed ossa e valutare in modo rigoroso i costi.

Del resto è già noto che l'intelligenza artificiale è capace di fare una diagnosi, anche meglio degli umani. Tuttavia i modelli di AI, pur ottenendo punteggi eccellenti nei test medici, non riescono a supportare efficacemente persone comuni in situazioni realistiche, come emerso anche in un recente lavoro dell'Università di Oxford. L'AI conosce la medicina, ma è per ora poco capace di comunicare con l'uomo. Nella realtà le persone descrivono i sintomi spesso in modo confuso e incompleto, mentre nei test di studio l'AI riceve istruzioni (prompt) molto accurati e ben scritti ed è proprio qui che emerge il gap tra la mera conoscenza medica e la capacità pratica e di comunicazione che, almeno per ora, solo un medico vero può avere.