domenica 12 agosto 2018

Maledette strade (d’agosto) e la Turchia in caduta libera

Il crollo della lira turca e le ossessioni sovraniste del presidente Erdogan che contagiano banche e mercati europei; le sanzioni di Donald Trump che colpiscono a vasto raggio (e a vario titolo) la Cina, la Turchia e l’Iran; il futuro incerto di Tesla che il fondatore Elon Musk vorrebbe privata e non più quotata in borsa; il drammatico incidente sul raccordo autostradale di Bologna e la piaga del caporalato nel foggiano (con la coda tragica dei ragazzi extracomunitari morti mentre viaggiavano su un furgoncino stipato). Siamo in pieno agosto ma non si può dire che in questa settimana siano mancati gli spunti di cronaca e i fatti da raccontare, analizzare, capire. 

STORIA DELLA: La Turchia 
«Se loro hanno i dollari, noi abbiamo il nostro popolo, il nostro Dio, non abbiate paura». Le parole di Recep Tayyp Erdogan appaiono più che mai fuori dalla realtà nei giorni in cui la lira turca, già ai minimi storici, crolla del 15% sul dollaro. Ovviamente le piazze europee hanno girato tutte in rosso, costrette a fare i conti con la tempesta valutaria e i timori sulle politiche di Erdogan, che potrebbero influenzare l'esposizione delle banche Ue. 


A scatenare questa ondata di vendite su lira e bond turchi concorrono diversi fattori: le debolezze strutturali dell'economia e delle imprese turche, fortemente indebitate sui mercati internazionali, il ferreo controllo del presidente Erdogan sulla banca centrale, che le impedisce di agire con fermezza alzando senza esitazione i tassi di interesse. E da ultimo le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti seguite alla detenzione di un pastore evangelico americano, che hanno spinto i due governi a varare sanzioni reciproche contro alcuni ministri. 

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