Patto educativo tra scuola, stato e famiglia: "La cultura dell’incontro, l’alleanza tra scuola e famiglia, l’educazione ecologica: sono i tre «punti di riflessione e di impegno» indicati dal Papa ai rappresentanti dell’Associazione italiana maestri cattolici, ricevuti in udienza venerdì mattina, 5 gennaio, nella Sala Clementina, in occasione del congresso nazionale in corso in questi giorni a Roma.
Quanto al primo ambito, il Pontefice ha esortato gli insegnanti a«formare ragazzi aperti e interessati alla realtà che li circonda, capaci di cura e di tenerezza — penso ai bulli — che siano liberi dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi in qualsiasi modo è visto come ostacolo alla propria affermazione».
A tale scopo è fondamentale rilanciare l’alleanza con i genitori, «da tempo in crisi, e in certi casi del tutto rotta». Per Francesco quel «patto educativo» va ricostruito «per il bene dei bambini e dei ragazzi». Prioritario diventa allora l’impegno per «favorire una nuova “complicità”» tra insegnanti e genitori, anzitutto «rinunciando a pensarsi come fronti contrapposti, colpevolizzandosi a vicenda, ma al contrario mettendosi nei panni gli uni degli altri, comprendendo le oggettive difficoltà che gli uni e gli altri oggi incontrano nell’educazione, e così creando una maggiore solidarietà».
Il Papa ha infine rilanciato la necessità di una educazione ecologica «integrale» che eviti il rischio della schizofrenia: «Che cioè ad esempio — ha spiegato — si prenda cura degli animali in estinzione ma ignori i problemi degli anziani; o che difenda la foresta amazzonica ma trascuri i diritti dei lavoratori ad un giusto salario». Un’educazione focalizzata in particolare sul «senso di responsabilità» personale a partire da «scelte e gesti di vita quotidiana»."
Quanto al primo ambito, il Pontefice ha esortato gli insegnanti a«formare ragazzi aperti e interessati alla realtà che li circonda, capaci di cura e di tenerezza — penso ai bulli — che siano liberi dal pregiudizio diffuso secondo il quale per valere bisogna essere competitivi, aggressivi, duri verso gli altri, specialmente verso chi è diverso, straniero o chi in qualsiasi modo è visto come ostacolo alla propria affermazione».
A tale scopo è fondamentale rilanciare l’alleanza con i genitori, «da tempo in crisi, e in certi casi del tutto rotta». Per Francesco quel «patto educativo» va ricostruito «per il bene dei bambini e dei ragazzi». Prioritario diventa allora l’impegno per «favorire una nuova “complicità”» tra insegnanti e genitori, anzitutto «rinunciando a pensarsi come fronti contrapposti, colpevolizzandosi a vicenda, ma al contrario mettendosi nei panni gli uni degli altri, comprendendo le oggettive difficoltà che gli uni e gli altri oggi incontrano nell’educazione, e così creando una maggiore solidarietà».
Il Papa ha infine rilanciato la necessità di una educazione ecologica «integrale» che eviti il rischio della schizofrenia: «Che cioè ad esempio — ha spiegato — si prenda cura degli animali in estinzione ma ignori i problemi degli anziani; o che difenda la foresta amazzonica ma trascuri i diritti dei lavoratori ad un giusto salario». Un’educazione focalizzata in particolare sul «senso di responsabilità» personale a partire da «scelte e gesti di vita quotidiana»."
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