martedì 13 ottobre 2015

Per uscire dal labirinto

Per uscire dal labirinto: "Per i giovani costretti a confrontarsi con la «durezza di questi tempi», e in particolar modo con la mancanza di lavoro, l’intera comunità cristiana è chiamata a stringere un «filo di solidarietà e speranza» e a costruire insieme «concrete vie di riscatto culturale e sociale, per un vero nuovo umanesimo fondato su Cristo Gesù». 



Il cardinale Pietro Parolin — giunto domenica 11 ottobre in Molise per ricordare, a un anno di distanza, la visita pastorale che Papa Francesco fece il 5 luglio 2014 — è ripartito dal filo diretto instaurato in quella giornata dal Pontefice con l’intero mondo giovanile. L’incontro che il Papa ebbe nel piazzale del santuario di Castelpetroso con migliaia di giovani giunti dal Molise e dall’Abruzzo, è stato definito dal segretario di Stato «una vera “giornata mondiale della gioventù” delle due regioni».

Proprio da quella basilica minore è cominciata la visita del porporato, il quale — deposto un omaggio floreale ai piedi della statua dell’Addolorata e fermatosi a recitare una decina del rosario — ha ripreso l’immagine del “labirinto” usata da Francesco per descrivere la condizione giovanile moderna; un labirinto dal quale «si può e si deve uscire» con «il coraggio, la speranza e la solidarietà» e di fronte al quale occorre, ha detto il cardinale, «ribadire la preziosità dell’arte di accompagnamento dei giovani, specie dei ragazzi che restano fuori dal mondo del lavoro», perché, ha sottolineato, «senza lavoro non c’è dignità; non c’è quindi vero umanesimo».

Lasciata la basilica di Castelpetroso, il porporato si è recato a Campobasso dove ha visitato la «Casa degli angeli Papa Francesco». Qui ha benedetto il nuovo dormitorio che si è aggiunto alla mensa visitata dal Pontefice un anno fa. Nel primo pomeriggio il segretario di Stato si è quindi recato nella vicina cittadina di Ripalimosani per benedire i lavori dell’oratorio in costruzione.

Nell’omelia pronunciata dal porporato durante la messa presieduta in serata nella cattedrale di Campobasso, è tornata l’immagine del «labirinto». Riflettendo sul brano evangelico del giovane ricco, il cardinale Parolin — che ha concelebrato con l’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini e il clero diocesano, e ha benedetto una lapide posta in ricordo della visita del Papa — ha parlato di quanti, alla ricerca del vero significato dell’esistenza, si perdono nel «labirinto delle emozioni, dei facili entusiasmi seguiti dalle improvvise disillusioni» e rischiano «di vagare errando alla ricerca di qualcosa che, più è vicino e più sfugge di mano». La vera sapienza, ha detto il segretario di Stato, sta in Gesù."


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